Home Hi-Tech Android World Dispositivi Android, chi li produce spesso non applica le patch di sicurezza

Dispositivi Android, chi li produce spesso non applica le patch di sicurezza

Molti produttori di dispositivi Android propongono aggiornamenti di sicurezza ma, stando a quanto riportato da Wired, che a sua volta cita uno studio di Security Research Labs (SRL), tanti produttori di smartphone Android mentono sulle patch effettivamente integrate nel sistema.

SRL lo dice a ragione.  Ha testato 1200 smartphone di oltre una dozzina di produttori verificando su quali telefoni erano state installate patch rilasciate nel 2017. Tra i dispositivi testati, telefoni di Google, Samsung, Motorola, LG, HTC, Xiaomi, OnePlus, Nokia, TCL e ZTE.

Lo studio dimostra che, esclusi i Pixel di Google, in tutti gli altri dispositivi sono assenti patch che i produttori hanno affermato di avere integrato. Il numero di patch di sicurezza assenti varia da dispositivo a dispositivo. Nel caso di Google, Samsung e Sony mancano da 0 a 1 patch di media; nel caso di Xiaomi, OnePlus e Nokia mancano mediamente da 1 a tre patch; per quanto riguarda HTC, Huawei, LG e Motorola mancano da 3 a 4 patch di media. I dispositivi messi peggio sono quelli di TCL e ZTE, sui quali sono assenti mediamente 4 o più patch importanti.

Wired ha chiesto un commento a Google e un portavoce di quest’ultima ha spiegato che molti dispositivi non sono certificati Android, in altre parole non tenuti a rispettare gli standard di sicurezza previsti da Google. Big G afferma ancora che il suo sistema operativo integra funzionalità di sicurezza che rendono complessi possibili hack e che in altri casi vari produttori potrebbero avere rimosso funzionalità rendendo inutile l’applicazione di alcune patch.

“Abbiamo avviato indagini per ciascun caso e ogni OEM per adeguare i dispositivi certificati in conformità nei casi nei quali siamo riusciti a riprodurre le loro conclusioni” ha fatto sapere Google, spiegando ancora che “ciascun caso richiede ulteriori esami”.

Come abbiamo spiegato altre volte, uno dei punti deboli di Android è l’assenza di un sistema centralizzato di aggiornamenti per il sistema operativo. I produttori rilasciano update a loro discrezione, seguendo processi spesso lunghi, con la conseguenza che gli utenti ricevono gli aggiornamenti a mesi o addirittura anni di distanza (e in alcuni casi neanche mai) rispetto al rilascio da parte del team Android.

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