Negli anni passati sarebbe stato difficile immaginare un’azienda come L’Oréal tra i protagonisti del CES di Las Vegas. Il Consumer Electronics Show è sempre stato il territorio di chip, televisori, computer e gadget, non certo della cosmetica. La presenza del gruppo francese al CES 2026 è un segnale che dimostra come ricerca scientifica, elettronica di consumo e cosmetica stiano iniziando a sovrapporsi.
Alla fiera il gruppo francese punta su un elemento chiave, la luce, declinata attraverso LED e infrarossi, cercando spazio in un contesto che fino a pochi anni fa gli sarebbe stato completamente estraneo.
La luce LED come nuova frontiera per la skincare
Il primo fronte su cui L’Oréal insiste è quello della skincare, con lo sviluppo di maschere LED dedicate al viso e al contorno occhi. L’azienda lavora su dispositivi sottili, flessibili e aderenti alla pelle, opposti all’estetica rigida e ingombrante di molte maschere LED oggi in commercio.
Alla base di queste maschere c’è l’uso controllato di luce rossa e infrarosso vicino, emesse a lunghezze d’onda precise e per tempi di esposizione predefiniti. La luce rossa agisce sugli strati più superficiali della pelle contribuendo a migliorare tono e uniformità, mentre l’infrarosso vicino penetra più in profondità e supporta i processi legati alla compattezza cutanea.

La temporizzazione automatica delle sessioni serve a garantire trattamenti ripetibili e coerenti, riducendo il margine di errore e rendendo l’efficacia meno dipendente dall’uso individuale. L’Oréal parla di un lancio non prima del 2027.
Lo styling dei capelli è il progetto più avanzato
Molto più concreto è invece il lavoro fatto sullo styling dei capelli. Light Straight + Multi-styler è il prodotto più maturo tra quelli mostrati al CES e quello che appare più vicino a una reale introduzione sul mercato. La tecnologia serve a risolvere un limite storico delle piastre tradizionali, basate da oltre un secolo su resistenze e alte temperature.
Light Straight + Multi-styler utilizza luce infrarossa vicina integrata in piastre di vetro per rimodellare i legami interni del capello, in particolare i legami idrogeno che ne determinano forma e texture. Questo consente di ottenere l’effetto desiderato senza superare i 320 gradi Fahrenheit, una soglia significativamente più bassa rispetto a quella delle piastre tradizionali, che possono arrivare oltre i 400 gradi e danneggiare la cheratina.

Il nuovo
Secondo i test strumentali condotti da L’Oréal, il dispositivo lavora più rapidamente e lascia il capello più uniforme, riducendo l’esposizione cumulativa al calore. A questo si aggiungono sensori interni e algoritmi proprietari che adattano il comportamento dello strumento ai movimenti di chi lo utilizza, con l’obiettivo di mantenere costanti i risultati e proteggere meglio la struttura naturale del capello nel tempo.
Dal CES un segnale sul futuro di L’Oréal
Nel complesso, la presenza di L’Oréal al CES 2026 racconta bene come stia cambiando il confine tra tecnologia e bellezza. Non si parla più di gadget dimostrativi o di marketing, ma di strumenti che nascono nei laboratori di ricerca e che vengono presentati accanto a smartphone, TV e computer.
Che queste soluzioni diventino davvero prodotti di massa lo dirà il mercato. Intanto, però, il fatto che tutto questo venga raccontato a Las Vegas, e non in una fiera beauty tradizionale, è già un segnale forte. La bellezza, per L’Oréal, è sempre più anche una questione di tecnologia.
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