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Apple rischia nuovi rincari: TSMC aumenterà il prezzo dei chip

Una nuova tegola potrebbe abbattersi sulla testa dei clienti Apple. Dopo i rincari che negli ultimi mesi hanno interessato Mac e iPad, all’orizzonte si profila il rischio di un aumento su scala ben più ampia, potenzialmente capace di coinvolgere anche categorie finora risparmiate dai ritocchi, come Apple Watch. Lo scenario deriva da un’indiscrezione riportata dal quotidiano giapponese Nikkei, secondo la quale TSMC, principale partner di Apple per la realizzazione dei processori di iPhone, iPad e Mac, avrebbe deciso di aumentare i prezzi di produzione.

TSMC prepara rincari fino al 10%

Secondo il report del Nikkei, TSMC ha iniziato a discutere gli aumenti con i principali clienti già nel mese di giugno e avrebbe definito nelle ultime settimane un incremento dei prezzi compreso tra il 5% e il 10%. Gli aumenti entreranno in vigore nel 2027 e riguarderanno sia i processi produttivi più avanzati, utilizzati per i chip di ultima generazione, sia quelli destinati ai semiconduttori maturi.

La decisione sarebbe legata al continuo aumento dei costi di produzione. Materiali, macchinari, energia e soprattutto gli enormi investimenti necessari per ampliare la capacità produttiva stanno rendendo sempre più costosa la fabbricazione dei semiconduttori. Solo negli Stati Uniti TSMC sta portando avanti un piano di espansione da circa 265 miliardi di dollari, destinato a realizzare nuovi stabilimenti in Arizona.

A pesare è anche il boom dell’intelligenza artificiale. La domanda di chip avanzati da parte di aziende come Nvidia, Apple, Amazon, Google e Microsoft continua infatti a crescere rapidamente, costringendo il produttore taiwanese ad accelerare gli investimenti per aumentare la capacità produttiva. La pressione esercitata dal settore AI sta anche spingendo Apple a valutare una maggiore diversificazione della produzione.

Secondo il Nikkei, proprio per consentire ai clienti di adeguare gradualmente i propri piani industriali e commerciali, TSMC avrebbe scelto di far entrare in vigore i rincari soltanto dal 2027.

Apple è tra i clienti più importanti

Per Apple la questione è particolarmente delicata. L’azienda di Cupertino affida infatti a TSMC la produzione di tutti i processori della famiglia Apple Silicon, dai chip della serie A utilizzati negli iPhone fino ai processori M destinati ai Mac. Il rapporto tra le due aziende si è consolidato nel corso degli anni, fino a rendere TSMC il principale pilastro industriale della strategia Apple Silicon.

Un aumento del costo dei wafer significa inevitabilmente un aumento del costo dei processori acquistati da Apple. Tuttavia questo non implica automaticamente un rincaro dei prezzi di iPhone, iPad, Mac o Apple Watch. Il processore rappresenta infatti solo una parte del costo complessivo di un dispositivo e Apple dispone di diversi strumenti per assorbire almeno in parte l’incremento.

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Ciò non toglie che, acquistando ogni anno centinaia di milioni di chip, anche un aumento relativamente contenuto possa tradursi in un aggravio di costi pari a centinaia di milioni, se non miliardi, di dollari. L’impatto potrebbe inoltre variare sensibilmente da un prodotto all’altro: nei dispositivi con prezzi di partenza più contenuti o margini inferiori, Apple avrebbe meno spazio per assorbire completamente gli aumenti senza intervenire sul listino o sulle configurazioni.

Non sarebbe inoltre la prima volta che Cupertino si trova a dover gestire una richiesta di aumento da parte del suo principale produttore di chip: già nel 2022 Apple aveva infine accettato un precedente rialzo dei prezzi imposto da TSMC.

TSMC: «La nostra strategia non è opportunistica»

L’azienda non ha commentato direttamente le percentuali riportate dal Nikkei, ma ha ribadito la propria filosofia commerciale. In una dichiarazione diffusa dopo la pubblicazione del report, TSMC ha affermato che la sua strategia di prezzo è «strategica, non opportunistica» e che continuerà a lavorare a stretto contatto con i clienti valorizzando le proprie tecnologie.

Anche l’amministratore delegato C.C. Wei, presentando i risultati trimestrali nei giorni scorsi, aveva spiegato che TSMC non applica aumenti improvvisi, ma punta a mantenere margini sufficienti per sostenere gli investimenti necessari ad accompagnare la crescita della domanda mondiale di semiconduttori.

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