Quattro appaltatori di Apple citano in giudizio Qualcomm

Il fornitore di chip-modem di Apple, è stato citato in giudizio da quattro appaltatori che lavorano per la Casa di Cupertino. Una controquerela alla causa intentata da Qualcomm a maggio di quest'anno contro le quattro aziende.

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Se, come sostiene Qualcomm, ci sarà pace con Apple in sede extragiudiziaria, Cupertino e i suoi alleati devono ancora essere informati. Il fornitore di chip-modem di Apple è stato, infatti, citato in giudizio da quattro appaltatori che lavorano per la Mela: Hon Hai Precision Industry (l’azienda che controlla Foxconn), Wistron, Compal e Pegatron, tutti concordi nell’affermare che Qualcomm viola due sezioni dello Sherman Act, la legge antitrust degli Stati Uniti.

Le accuse sono riportate in documenti presentati alla Corte Distrettuale Americana del distretto sud della California e sono una controquerela alla causa intentata da Qualcomm a maggio di quest’anno con la quale questa vorrebbe bloccare gli appaltatori per costi di licenza non pagati, seguendo le direttive di Apple.

“Qualcomm ha pubblicamente confermato che l’azione legale contro i nostri clienti è stata avanzata per punirli per avere lavorato per Apple” ha spiegato Theodore J. Boutrous, legale delle quattro compagnie. “Le aziende intendono far valere i propri diritti e difendersi da Qualcomm”. Apple si è ovviamente schierata, anche materialmente, dalla parte dei suoi partner offrendosi di pagare la loro difesa dall’azione di Qualcomm.

La disputa tra Apple e Qualcomm riguarda per i cosiddetti chip-modem, tecnologia che l’iPhone usa per il collegamento alla rete cellulare, venduti secondo un modello di licenza che è divenuto oggetto di indagini delle autorità di regolamentazione della Corea del Sud, degli Stati Uniti e altri paesi ancora.

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Tutta la controversia ruota intorno al prezzo chiesto da Qualcomm per ogni iPhone con prezzi diversi in base al “taglio” di memoria e alla presenza di particolari funzionalità. Apple afferma che i costi richiesti non sono competitivi, ma anche che gli sconti promessi sono stati successivamente negati, quella che sembra una ritorsione per la collaborazione di Apple con le indagini dell’antitrust in Corea del Sud, che a dicembre dello scorso anno ha inflitto a Qualcomm una multa di 853 milioni di dollari per pratiche anticoncorrenziali. Secondo quanto sostiene Cupertino, per l’utilizzo dei suoi modem-chip Qualcomm chiede prezzi diversi in base al “taglio” di memoria di storage dell’iPhone, elemento che nulla ha a che fare con l’uso delle tecnologie in questione.

Secondo Qualcomm i fabbricanti seguono le istruzioni di Apple che avrebbe invitato loro a non pagare; per rappresaglia il produttore di modem avrebbe a questo punto citato i fabbricanti che lavorano per la Mela. Il produttore di chip afferma che Foxconn, Pegatron, Wistron e Compal pagano le royalty per altre tecnologie Qualcomm non legate a prodotti Apple e che accordi analoghi sono stati siglati con i costruttori ancora prima che Apple vendesse il primo iPhone, spiegando che Cupertino “non è parte contraente degli accordi” e non dovrebbe interferire così pesantemente nella sua attività commerciale.