Razer Naga Hex v2, in prova la leggenda dei mouse

Naga, il mouse multitasto di Razer, una leggenda nell’ambiente dei videogiochi ha oggi un degno successore: la nuova versione ha le stessa affabilità dell’originale con una nuova tastiera ergonomica. Vediamo com’è andata sul campo.

Naga Hex è stato per anni un mouse di riferimento nel mondo dei videogiochi: ergonomico, affidabile, veloce ma soprattutto con un tastierino laterale, azionabile con il pollice, che permetteva di memorizzare numerose azioni, combo, scorciatoie e altro in modo da velocizzare i momenti più importanti delle partite, ampliando anche sulla mano destra quelle che sono le potenzialità della tastiera. La nuova versione (di cui avevamo già parlato qui) continua nella strada del modello originale cambiando le carte in tavola con un nuovo tastierino, sette pulsanti posti a raggiera (invece che a griglia) per essere più facilmente rintracciati anche nell’uso cieco.

Dopo diversi giorni di utilizzo possiamo apprezzarne alcune delle caratteristiche, anche quelle per le quali eravamo dubbiosi.

Naga Hex v2, tradizione Razer

Che si tratti di un prodotto Razer lo si capisce già da dalla scatola, la solita cura del marchio americano per i dettagli emerge chiara. Lo spacchettamento è come sempre un piacere, dalla cura nella realizzazione dell’apertura, dalle stampe interne (“Congratulation, there is no turning back”, che in Italiano suona un po’ come “Congratulazioni, da qui non c’è modo di tornare indietro”) che alludono ad una scelta del marchio che non trova veri e propri concorrenti (in effetti i concorrenti ci sono, ma la qualità di Razer è sicuramente un aspetto identificativo sino al prodotto vero e proprio).

Dal punto di vista tecnico si tratta di un mouse a filo, con connessione USB e cinque tasti più tastierino (di cui parliamo tra poco): ma la vera natura del mouse la si apprezza una volta preso in mano. La forma destrorsa si adatta perfettamente alla mano e l’appoggio alto delle dita nella parte frontale (comune a tutti i mouse Razer di ultima generazione, come ad esempio il Mamba o il piccolo Orochi, sino al nuovissimo Abyssus V2) permette di agire in modo più preciso e meno stancante, rispetto alla media dei mouse che offrono un frontale a discesa. La posizione del dito indice e medio, infatti, risulta dritta e per questo più propensa al clic rispetto a quella adagiata degli altri mouse.

La schiena del Naga Hex (dove trova posto il logo Razer), molto alta, facilita la presa quando magari usiamo la tastiera e dobbiamo tornare al mouse al volo, senza guardarlo: basta spostare la mano lateralmente e la forma del mouse si fa catturare da sola.

La plastica che riveste l’intera scocca è porosa, di colore nero, ottima da utilizzare in qualsiasi situazione: assieme alla fascia laterale destra gommata pretende una buona presa anche dopo diverse ore in situazioni difficili: usando il mouse in ufficio, con l’aria condizionata non ci si accorge, ma quando si fanno sessioni di utilizzo (gioco ma non solo) magari a casa, o in fiera, o da un amico laddove il calore del posto può far sudare le mani, allora una superficie porosa e viscosa risulta assai utile. I pulsanti normali sono precisi e non abbiamo mai effettuato falsi clic: a guardar bene però i due tasti di configurazione, posti appena sopra la rotella, sono un po’ troppo alti ed è necessario guardare il mouse per agire con essi correttamente.

Eccellente anche la risoluzione: 16.000 DPI del sensore laser 5G sono un ottimo banco di prova, specie per chi si trova a giocare ad altissima risoluzione su display 4K o 5K: l’Ultrapolling a 1.000 Hz permette di azzerare la latenza (stabilita a 1ms) e di essere precisi tanto quanto si naviga in internet o si fa un ritocco in Photoshop così quando si devastano lande di insettoidi alieni o lande medioevali dense di demoni assetati.

Non manca nel mouse l’abilitazione alla luminosità Chroma, comandata dai driver Synapse: l’utilizzo di 16 milioni di colori in quattro modalità rende da un punto di vista ottimale l’utilizzo del Naga Hex in luoghi bui, dall’altro molto bello da vedere in qualsiasi situazione.

Abbiamo tenuto per ultima la questione del cavo, perché sappiamo che molti utenti qui storceranno il naso: la scelta di Razer di mantenere la connessione USB nel Naga Hex è ben precisa, da un lato perchè a listino ci sono mouse wireless come il Mamba, dall’altro perchè il target di riferimento è sempre il mondo dei videogiochi, dove il cavo è ancora una caratteristica imprescindibile durante gli scontri avanzati o i tornei (nessun problema di frequenze, batteria o perdita di connessione in momenti clou). Detto questo, il cavo è molto bello, dal nostro punto di vista pure troppo lungo (più di 2 metri, una lunghezza tipica del mondo Windows) ma molto ben fatto, realizzato in tessuto intrecciato e che ben si adatta a qualsiasi scrivania.

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