Recensione Chuwi SurBook Mini, la risposta low cost al Surface di Microsoft

Macitynet prova Chuwi SurBook Mini, un tablet con Windows 10 che strizza l’occhio al più gettonato Surface di Microsoft: non al top per potenza, ma è versatile quanto basta per gestire al meglio le giornate online dell’utente medio

Di recente abbiamo avuto modo di provare un dispositivo insolito per l’utente Apple: si tratta di Chuwi SurBook Mini, un tablet con Windows 10 che di fatto offre tutte le funzionalità di un computer con sistema operativo Microsoft nella portabilità però di un tablet. Non ci aspettavamo un super-computer per giocatori, grafici o videomaker, e non è certamente questo lo scopo per cui nasce: dopo averlo provato per più giorni possiamo però ritenerla una valida alternativa al computer portatile casalingo, dove si svolgono operazioni semplici come la navigazione in rete, la gestione delle email e l’archiviazione dei file. E’ potente quanto basta anche per l’occasionale fotoritocco con la suite Adobe e se lo si abbina alla cover-tastiera può davvero diventare anche la macchina “da battaglia” per giornalisti e scrittori che lavorano in mobilità.

Recensione Chuwi SurBook Mini

Com’è fatto

Partiamo innanzitutto dagli ingombri: abbiamo a che fare con un tablet dotato di schermo da 10.8 pollici, in pratica misura complessivamente 26.5 x 18 centimetri ed è spesso 9 millimetri. Pesa 740 grammi (970 grammi compreso di cover-tastiera), siamo quindi sotto il chilogrammo ed è perciò un ottimo compromesso per chi cerca la versatilità di un tablet e la produttività di un computer all’interno di un prodotto che è certamente leggero e facile da trasportare all’interno anche di uno zaino non per forza progettato per ospitare un computer.

I materiali sono di gran pregio: tutta la scocca è in alluminio anodizzato, con una copertura in vetro per il display. Gli unici componenti in plastica sono i pulsanti per regolare il volume e il tasto di accensione.

Lato connettività abbiamo un ingresso jack per cuffie, due uscite USB e una presa USB-C che funge da porta per il trasferimento dati e può essere utilizzata anche per la ricarica della batteria interna. Sul retro un’ampia sezione si sgancia dal dorso trasformandosi in un agile cavalletto per mantenere il display inclinato quando lo si sistema su un piano di appoggio. Le nostre impressioni a riguardo sono davvero positive: il cavalletto è solido e stabile, è rigido quanto basta per mantenere la posizione assegnata ed ha un’ampia escursione che permette di tenerlo inclinato quasi in verticale fino a scendere quasi a terra. L’apertura è nello specifico di 125 gradi, permettendo così di utilizzarlo nelle posizioni più disparate, dall’uso in scrivania oppure sopra le coperte di un letto o sulle gambe quando si è seduti sulla poltrona o su un sedile del treno.

Ci è piaciuto trovare uno slot per microSD al di sotto del cavalletto, utile per espandere la memoria interna (uno dei piccoli limiti di questo dispositivo, che discuteremo nel corso della recensione). Complessivamente il dispositivo appare davvero solido e ben congegnato, al di sopra del prezzo che effettivamente si paga per portarselo a casa.

La cover-tastiera

Accessorio acquistabile separatamente ma a nostro giudizio fondamentale per rendere questo prodotto davvero completo e versatile è la cover-tastiera. Esternamente è rivestita in simil-velluto, un tessuto bello da toccare ma una vera e propria calamita per lo sporco: ci è bastato appoggiarlo su un tavolo del bar per pochi secondi per ritrovarvici incastrata qualche mollica e dopo due giorni di utilizzo è impossibile che non vi si depositi anche qualche granello di polvere. Vero è che basta un colpo di spazzola per portare via tutto, e se risulta piacevolissima da toccare forse una copertura in simil-pelle o un altro materiale meno pregiato avrebbe certamente garantito una migliore repulsione a sporco e polvere e certamente facilitato l’eventuale pulizia.

Il lato interno è anche quello più interessante: realizzato in policarbonato con una copertura leggermente gommata, accoglie una tastiera QWERTY con tutti i tasti che servono per digitare testi anche complessi. Purtroppo è una tastiera con layout americano, quindi mancano visivamente le lettere accentate e gli altri simboli che troviamo sull’area destra delle tastiere con layout italiano. Le soluzioni sono due: imparare a memoria le posizioni dei tasti (per chi è abituato a scrivere senza guardare la tastiera tutto risulterà ancora più naturale) oppure imparare a scrivere con le tastiere USA, in questo modo anche in futuro si avrà molta più scelta quando si deciderà di acquistare una nuova tastiera per il computer desktop di casa.

I tasti sono grandi quanto quelli della tastiera dei MacBook, quindi chi è abituato a digitare sui computer di Apple non troverà grosse differenze nella digitazione. Sono soltanto leggermente più vicini (2mm tra un tasto e l’altro, contro i 3mm di spazio tra i tasti delle tastiere Apple) e, seppur più sottili, hanno la giusta escursione che restituisce al tatto la sensazione di aver pigiato correttamente i tasti durante la digitazione.

La tastiera si aggancia magneticamente su uno speciale connettore posto sul lato del tablet. Si può usare a due diverse inclinazioni: lasciando che resti incollata al bordo del tablet sarà sollevata dal piano di appoggio di circa un centimetro sul lato più alto, una posizione molto comoda se si usa il tablet in mobilità, ad esempio appoggiato sopra le gambe. Oppure, si può sganciare facendo sì che si stenda completamente in posizione orizzontale sul piano di appoggio, risultando più pratica quando si usa il computer su un tavolo o una scrivania. La presa dei magneti è molto forte ed è impossibile sganciarla con la sola digitazione, anche per chi batte molto forte sui tasti.

Complessivamente la tastiera è rigida, si riesce a flettere leggermente solo se la si impugna ai due angoli opposti e si cerca di piegarla con forza. Quando chiusa inoltre resta ben agganciata al display che tuttavia non sfiora grazie a quattro sporgenti gommini incassati agli angoli, che mantengono le giuste distanze garantendo al contempo un’ottima protezione dello schermo durante il trasporto.

Specifiche tecniche

  • Processore: Intel Celeron N3450 Quad Core 1.1GHz, fino a 2.2GHz
  • RAM: 4 GB DDR3
  • Capacità: 64 GB
  • Sistema operativo: Windows 10
  • Fotocamera anteriore: 2 MP
  • Fotocamera posteriore: 5 MP
  • Display: 10.8’’ touchscreen risoluzione Full HD 1.920 x 1.080 pixel
  • Connettività: 2 x USB 3.0 + USB-C
  • WiFi: Sì
  • Bluetooth: Sì
  • Slot microSD: Sì

Come va

L’aspetto che forse ci ha più delusi è proprio relativo alla potenza. Veniamo dalla recensione di un computer portatile con Windows 10 che risultava brillante dal punto di vista delle performance e i cui unici difetti risiedevano nella poca precisione della tastiera e del touchpad. Qui entrambi funzionano molto bene (forse il touchpad è un po’ troppo piccolo, ma le nostre sensazioni sono in parte condizionate dall’abitudine di usare da anni il più ampio trackpad dei nostri MacBook Pro), mentre a livello produttivo, Chuwi SurBook Mini può effettivamente funzionare soltanto se non si hanno grandi esigenze.

Va benissimo se usato per navigare, riuscendo a gestire tranquillamente anche due browser contemporaneamente con 5 schede aperte in ciascuno. Veloce e reattivo anche se si controllano le email, se si guarda un film in streaming o se si ascolta della musica, buona anche la risposta giocando a Microsoft Solitaire e può risultare sufficiente anche se si modifica qualche foto in Lightroom o un file in Photoshop che non pesa più di 20-30 MB, mentre comincia a faticare nell’editing di file più pesanti e con decine di livelli sovrapposti al seguito.

Scordatevi di usarlo per il video editing professionale o per giocare ad Asphalt e altre app che richiedono una grande potenza di calcolo.

Lo abbiamo sostituito al nostro MacBook Pro 15’’ per una settimana, spostando qui tutto il nostro flusso di lavoro giornaliero, che consiste nell’utilizzo di due browser simultaneamente (uno specifico per l’accesso al database di Macitynet) insieme a due chat su Telegram (uno dei due via browser), email, documenti e tabelle su Google Docs, Photoshop e Lightroom per semplici elaborazioni delle immagini. Il feeling con la tastiera è stato quasi istantaneo mentre per il controllo del cursore abbiamo preferito affiancare un mouse wireless con il quale ci siamo sentiti più a nostro agio. Rispetto al computer che ha sostituito c’è certamente molta meno potenza ma è stato comunque all’altezza dei compiti che ha dovuto svolgere e il vantaggio principale di cui abbiamo potuto beneficiare è stata la migliore portabilità.

Un altro punto a favore va allo schermo, un touchscreen da 10.8’’ con risoluzione Full HD che gode di un’ottima luminosità anche all’aperto. Poter controllare alcune funzioni con il più naturale tocco del dito è qualcosa che ai computer Apple ancora manca e che difficilmente si riescono ad apprezzare finché non si ha tra le mani un computer di questo tipo. Spostare le finestre, ridimensionarle o anche semplicemente chiuderle con il dito di una mano mentre si gestisce il mouse con l’altra è un vantaggio da non sottovalutare quando si ha a che fare con più software contemporaneamente ed è stata una delle prime cose che ci sono mancate quando siamo poi tornati sul MacBook.

La qualità delle fotocamere è appena accettabile: difficilmente però si userà un dispositivo di questo tipo per fotografare il paesaggio, mentre si rivela molto utile per digitalizzare i documenti in bianco e nero o per una rapida videochiamata su Skype. La potenza audio degli speaker è molto buona e il microfono risulta sufficientemente chiaro (questo quantomeno è quel che ci ha riferito il nostro interlocutore durante una rapida prova in casa).

Buona ma non stupefacente l’autonomia: con la luminosità al 30% (buona in casa, ma insufficiente se usato all’aperto) si raggiungono a malapena le cinque ore di utilizzo con una sola carica, ma il fatto di poterlo alimentare tramite USB-C significa anche che, con il giusto power bank, è possibile prolungarne la durata senza eccessivi ingombri e senza essere vincolati dal collegamento ad una presa elettrica (a proposito, nella confezione c’è l’alimentatore con spina italiana).

Conclusioni

Consigliamo l’acquisto di Chuwi SurBook Mini a chi ha bisogno di un computer che possa all’occorrenza diventare un tablet. Se non si hanno grosse pretese è un valido strumento per gestire operazioni più semplici come navigazione web, email e digitazione di testi. La tastiera è fondamentale per proteggere lo schermo durante il trasporto e al contempo avere un dispositivo di input fisico sottile e funzionale, ma nulla vieta di acquistare il solo tablet ed affiancarlo ad una qualsiasi tastiera con mouse/trackpad wireless o con filo. Ricordatevi poi che c’è sempre la tastiera virtuale che può funzionare per brevi digitazioni (ad esempio la ricerca di un video su YouTube, da vedere poi sul tablet posizionato sulle gambe grazie al cavalletto incorporato).

Non va assolutamente d’accordo invece con chi deve fare editing professionale di foto e video, di chi passa tante ore al computer (10.8’’ possono diventare un limite) o di chi ha grosse pretese dal punto di vista della potenza di calcolo.

Prezzo al pubblico

Chuwi SurBook Mini è in vendita online ad un prezzo che si aggira intorno ai 340 euro (senza tastiera). La migliore offerta attuale è presente su GearBest, dove si acquista per 286 euro (per pochi giorni, salvo esaurimento scorte, potete usare il codice MacitySurbook e pagarlo soltanto 252,43 euro) ai quali vanno poi aggiunti 42 euro per la tastiera. Nel caso lo si acquisti qui, non ci sono oneri doganali e la spedizione avviene in pochi giorni lavorativi. Alleghiamo una prova di quanto detto mostrandovi la timeline della nostra spedizione.

Recensione Chuwi SurBook Mini