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Recensione Razer Tartarus Pro, l’altra metà del mouse per i gamer

L’abbuffata autunnale di novità Razer prosegue con un prodotto sostanzialmente diverso da quello a cui siamo abituati: il Razer Tartarus Pro è una novità interessante, un prodotto molto verticale che va spiegato e capito per bene prima di essere valutato.

L’abbiamo provato per un paio di settimane in concomitanza degli altri mouse Razer sia di sera, in qualche strage virtuale che di giorno, tra Photoshop e Lightroom.

Recensione Razer Tartarus Pro, l’altra metà del mouse

Razer Tartarus Pro, la recensione

Che cosa è un keypad

Nel mondo dei gamer la nicchia di utenti che utilizza un kaypad è, secondo chi scrive, molto piccola ma che nel tempo dura, forse è per questo che di prodotti di questo tipo ce ne sono pochi, tra i quali questo è sicuramente il top.

Tecnicamente si tratta di una tastiera in miniatura, da usare con la mano sinistra (con buona pace dei mancini), slegata da quelle che sono le lettere dell’alfabeto e completamente programmabile, a cui assegnare, liberamente, comandi, macro o azioni.

Recensione Razer Tartarus Pro, l’altra metà del mouse

Un Keypad può sostituire un mouse solo in alcuni specifici compiti (ad esempio il Tartarus Pro non muove il cursore), oppure un gamepad, ma nella maggior partre delle volte ci si trova ad usarli in associazione con un mouse per i giochi o le soluzioni software più complesse, in una sinergia che se usata correttamente può far risparmiare molto tempo.

Tempo che però all’inizio serve per capire al meglio il prodotto: che grazie ai driver Razer è facile da personalizzare, ma ben più complesso da diventare fenomenale durante i giochi, operazione che necessita di più di qualche prova e test sul campo.

Recensione Razer Tartarus Pro, l’altra metà del mouse

Dalla scatola la solita, maniacale, cura Razer

Il Razer Tartarus Pro esce dalla scatola protetto da una gomma piuma morbida accompagnato dal cavo in tessuto intrecciato (per evitare i nodi) con connettore USB-A, manuale di istruzioni in carta e foglio accompagnatorio. Non serve molto altro, dato che non c’è batteria e che il Tartarus funziona solo via cavo.

Una volta fuori, benché in plastica, il Razer Tartarus Pro si erge in tutta la sua prestanza: 313 grammi di plastica nera e cuscinetto morbido alla base, non passa di certo inosservato, sia da spento che da acceso.

Potente, ma serve impegno

La parte superiore presenta 19 tasti (con sistema optical switch, come il Razer Viper Ultimate) suddivisi in quattro file, nominati per numero che, nei computer senza Synapse installato, ripercorrono la parte sinistra della tastiera.

Appena più in basso il tasto numero 20, che funge da barra spazio: appena più su la rotella di scorrimento (cliccabile), un piccolo joypad da usare con il pollice (con quattro oppure otto movimenti a piacere) e un tasto superiore per il cambio di preset (con tanto di LED indicativo).

Quando presente, il Razer Tartarus Pro sostituisce la tastiera nella quasi totalità delle funzioni, tranne ovviamente la digitazione di testo: la mano si appoggia e resta incollata li, grazie anche al bellissimo cuscinetto morbido inferiore e mentre le dita spaziano sui tasti, il pollice salta tra il joypad e il tasto inferiore.

Il valore di questo apparecchio sta tutto nella voglia dell’utente di personalizzare l’esperienza. I driver Synapse, (solo per Windows) permettono di personalizzare ogni singolo tasto o movimento del Joypad per registrare una particolare funzione.

Recensione Razer Tartarus Pro, l’altra metà del mouse

Possiamo usare i tasti per muovere un personaggio negli sparatutto come si fa con la tastiera, oppure delegare il Razer Tartarus Pro a contenitore per funzioni o macro in giochi molto ricchi di abilità magiche, come ad esempio League of Legends o Diablo, così come interfacciare le capacità di Synapse con quelle specifiche del gioco per dare dei comandi alle truppe o muovere una parte della visuale rispetto ad un’altra (si pensi alla testa di un carro armato che si muove in modo indipendente rispetto al carro armato stesso).

In ambito professionale si può istruire il Razer Tartarus Pro ad eseguire operazioni di routine, macro di pulsanti o semplicemente per facilitare quello che la tastiera non fa. Azioni di Photoshop e preset di Lightroom sono le cose che più abbiamo usato ma volendo non ci sono limiti con tutte le App, a patto di imparare a dominare un software che non è un gioco come Synapse.

Live

Rispetto a molti prodotti Razer le cui funzionalità e potenzialità emergono quasi subito e non manchino di farci sorridere per il piacere di scoprire nuovi orizzonti (non ultime le funzionalità del Razer Basilisk Ultimate), il Razer Tartarus Pro ha necessitato un tempo ben superiore per essere domato e abbiamo, ad oggi, ancora la sensazione di non averlo fatto del tutto.

Sia chiaro: il prodotto ha risposto molto bene, si è lasciato provare senza mai proferire resistenza, ma la sua stessa esistenza provvede ad una postazione di gioco o di lavoro radicalmente diversa e il tempo per capirla, abbracciarla e domarla non è da sottovalutare.

Recensione Razer Tartarus Pro, l’altra metà del mouse

Diversamente dagli altri mouse, per i quali una soluzione di terze parti si trova, nel caso del Tartarus l’utilizzo su Mac è del tutto inibito.

Non è un limite tecnico, perché si collega ma macOS lo vede come una tastiera esterna, e non c’è modo di mappare i tasti in altro modo se non usando il modulo Tastiera nelle Preferenze di sistema nei soli tasti base (sino a quando Synapse continuerà ad essere solo per Windows).

Chiudiamo con una nota più materiale: nonostante la mano di chi scrive sia generosa come dimensioni, è rimasta la sensazione che il Razer Tartarus Pro sia grande. Raggiungere tutti i tasti non è cosa da poco, considerata la velocità con cui di solito si usa un apparecchio del genere, per cui nell’uso comune è più consono programmare non più di due file di tasti.

Recensione Razer Tartarus Pro, l’altra metà del mouse

Considerazioni

Come tutti i device Razer, siamo di fronte ad un prodotto di classe, la cui specificità prima solletica la curiosità e poi la soddisfa con soluzioni intriganti e d’avanguardia.

L’aspetto esteriore è abbellito dall’effetto Chroma integrato (del tutto gestibile dai driver Synapse) mentre la programmazione non è difficile da fare, ma non è neppure così ovvia come ci si aspetta, serve tempo per ottenere dei risultati importanti (che si differenziano da quelli ottenibili da mouse e tastiera), che però quando arrivano si fanno sentire.

Il prezzo, come tutti i prodotti di qualità, è allineato alle aspettative: 149,99 Euro non sono pochi per la sola variante Nera (peccato che nel mercato internazionale sia venduto anche in una intrigante versione bianca) e forse in Italia sarà difficile penetrare, ma si tratta comunque di un prodotto di spessore che per chi avrà voglia, avrà parecchie soddisfazioni da ottenere.

Recensione Razer Tartarus Pro, l’altra metà del mouse

Pro:

• Costruzione impeccabile
• Illuminazione Chroma
• Rotella e Joypad possono essere molto utili

Contro:

• Un po’ troppo grande per tutti
• Caro, nonostante la qualità
• Mancano i driver per Mac

Prezzo:

• 149,99 Euro

Razer Tartarus Pro è disponibile nei principali negozi della penisola o anche direttamente dal negozio ufficiale Razer.

Design
Facilità d'uso
Prestazioni
Qualità/Prezzo

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