Rubinstein se ne va da HP

Jon Rubinstein lascia HP. L'ex dirigente Apple, protagonista della rivoluzione iMac e poi iPod, paga gli insucessi di Palm e l'incapacità di espostare la cultura della mobilità in seno alla società di Palo Alto. Il suo ruolo era ormai ininfluente da mesi.

Jon Rubinstein lascia HP. La notizia della partenza dell’ex responsabile dell’hardware Apple, poi a capo della gruppo iPod ed infine, per via di Palm di cui era stato amministratore delegato, nel gruppo dirigente della società di Palo Alto, viene rivelato da Arik Hesseldahl, uno dei giornalisti di All Things D.

Secondo quanto si apprende dall’articolo, Rubinstein era stato di fatto estromesso da HP nel momento in cui l’incarico di amministratore delegato era stata assunto da Leo Apotheker. L’ex CEO nella sua brevissima carriera al vertice dell’azienda, aveva cancellato il TouchPad dando nel contempo il benservito anche all’uomo che fece la fortuna dei Mac dopo essere giunto a Cupertino da NeXT. Solo il consueto periodo di “limbo” (utile ad impedire che i manager di vertice portino altrove le conosce sui progetti in corso di sviluppo) prima del definitivo allentamento gli avevano permesso di essere classificato come dirigente di HP, ma il fatto che fosse stato collocato in un non ben precisato ruolo in seno ad un gruppo che si occupava di innovazione nel gruppo personal systems, lasciava intendere che la sua carriera in HP era terminata.

Rubinstein si era allontanato da Apple in circostanze mai troppo ben chiarite. Secondo alcune fonti c’erano stati dissapori con alcuni dei dirigenti rampanti del tempo (tra cui Scott Forstall) e anche con Steve Jobs. Dopo un breve periodo sabbatico, Rubinstein era entrato nel consiglio di amministrazione di Palm passando dal gruppo finanziario che sosteneva economicamente con investimenti cospicui la società californiana. Poi gli venne affidato addirittura l’incarico di amministratore delegato; dopo il lancio di alcuni prodotti che hanno suscitato interesse dal punto di vista tecnico, ma non convinto il grande pubblico, Rubinstein è stato reclutato da HP quando questa aziende acquistò Palm proprio con l’intento di sfondare nel mercato dei dispositivi da tasca e i tablet. Ma il lancio del TouchPad, contro cui, sembra, Rubinstein si oppose convinto che il prodotto non fosse pronto e che Apotheker avesse mancato alla promessa di introdurlo sul mercato solo quando fosse perfetto lo portarono i rotta di collisione con i vertici di HP. Diversi osservatori non lesinarono critiche anche allo stesso Rubinstein, ipotizzando che ci fossero anche diverse sue responsabilità nella scarsa presa che webOS (il sistema operativo di Palm) ebbe sul mercato e nei successivi problemi, tra cui una grande carenza di applicazioni compatibili, che si verificarono al lancio con il marchio HP.

Ora nessuno sa quale sarà il prossimo ruolo do Rubinstein. La sua figura è ancora oggi molto rispettata per la grande competenza in termini di architetture e per la grande esperienza fatta tra NeXT ed Apple. Di lui non si sa nulla, dice All Thing D, da quando era apparso per l’ultima volta in HP, nei giorni in cui è stato deciso di cancellare il progetto TouchPad.

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