Tim Cook a Stanford cita Jobs e attacca le aziende che violano la privacy

Il CEO di Apple è stato inviato a tenere il discorso alla cerimonia di laurea dell'Università di Stanford. Cook ha parlato di privacy e bacchettato - senza nominarle - aziende come Google e Facebook.

Tim Cook a Stanford cita Jobs e attacca le aziende che violano la privacy
Nelle foto dall'account Twitter di Cook, l'arrivo allo stadio dove si è tenuto il discorso ai laureandi

Il CEO di Apple, Tim Cook, ha tenuto il discorso di commiatio ai laureandi dell’Università di Stanford il 16 giugno. Cook ha toccato vari argomenti, inclusi accenni ai pericoli della sorveglianza governativa di massa e da parte delle aziende con la memorizzazione indiscriminatata di vari dati legati agli utenti.

“Ultimamente sembra che l’industria del settore stia diventando nota per ragioni pocoi nobili, convinti di poter rivendicare meriti senza accettare le responsabilità”, ha detto Cook. “Lo vediamo tutti i giorni con tutti i data breach (violazioni di sicurezza che comportamo la divulgazione non autorizzata o l’accesso a dati personali, ndr), con tutte le violazioni della privacy, tutta l’indifferenza nei discorsi di incitamento all’odio, nelle fake news che avvelenano il dibattito nazionale, i falsi miracoli promessi per una singola goccia del vostro sangue” (riferimento alla storia di Theranos, una società della Silicon Valley che prometteva di rivoluzionare il settore sanitario americano con una tecnologia per fare le analisi del sangue prelevando dai pazienti un campione di sangue da un polpastrello e che alla fine si è rivelata solo un’enorme truffa).

“Sembra un po’ folle doverlo dire ma se costruite una fabbrica del caos, non potete sottrarti alle responsabilità del caos provocato”. Il CEO di Apple ha fatto riferimento non solo a scandali relativi alla privacy che hanno coinvolto aziende come Facebooke e Google ma anche alla crescente pressione  su Facebook e Twitter per mettere al bando i contenuti che fanno riferimento ai gruppi gestiti da suprematisti bianchi a quelli neo-nazisti, alla stregua di quanto è stato fatto recentemente con il terrorismo online. Ha anche fatto cenno alle interferenze della Russia nelle elezioni americane.

Parlando dei meccanismi di sorveglianza in generale, Cook ha detto che la Silicon Valley avrebbe potuto evitarli prima ancora che nascessero e che le persone non devono considerare la raccolta massiccia e indiscriminata dei dati come qualcosa di normale. “Se accettiamo come normale e inevitabile che tutto ciò che riguarda le nostre vite possa essere raggruppato in dati, venduto e anche rubato nel caso di un hack”; ha detto ancora Cook, “perdiamo molto più dei dati: perdiamo la libertà di essere umani”.

Il discorso di Cook è terminato parlando dell’importanza di lasciare un segno, invitando gli studenti a seguire il proprio percorso, con un accenno anche alle parole pronunciate da Steve Jobs nel discorso di auguri ai laureandi di Stanford del 2005, invitando a non farsi farsi intrappolare dai dogmi e vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone.

Il 18 maggio Tim Cook ha tenuto anche un discorso ai laureandi dell’Università Tulane,in occasione della cerimonia di consegna dei diplomi del 2019. Nel 2015, il CEO di Apple aveva pronunciato il discorso di apertura all’università Bocconi di Milano e il discorso di commiato per i laureati della George Washington University. Nel 2016 Cook ha tenuto un discorso ai laureandi del Massachusetts Institute of Technology (MIT). Lo scorso anno ha tenuto il discorso alla cerimonia di laurea della Duke University.