Per Tim Cook il prezzo è una delle ragioni del calo iPhone

Il CEO di Apple ritiene che la diminuzione delle vendite di iPhone sia colpa anche del dollaro forte ma anche del calo degli incentivi forniti dagli operatori telefonici. Ma per Tim Cook non ci sono solo note dolenti, anzi

Tim Cook
Tim Cook

Nella presentazione dei dati del trimestre fiscale di Apple che comprende il periodo natalizio, con utili e ricavi in calo ma risultati migliori del previsto, il CEO di Apple Tim Cook ha spiegato che le ragioni del calo nelle vendite di iPhone sono stati il dollaro forte e un calo degli incentivi forniti dagli operatori telefonici.

Alla domanda degli analisti del perché le vendite di iPhone sono state inferiori alle attese, Cook ha risposto spiegando che il tempo medio di aggiornamento dopo il quale un utente passa a un nuovo iPhone, si è allungato. Questo tempo, ha detto l’amministratore delegato di Cupertino, in precedenza era minore perché erano disponibili sovvenzioni che consentivano di ottenere dispositivi di nuova generazione a costi inferiori rispetto a ora.

«Progettiamo i nostri dispositivi per farli durare il più possibile» ha dichiarato Cook. «Alcune persone restano con i loro dispositivi per l’intera vita del prodotto, altre li cambiano e i loro prodotti vanno a finire in mano di altre persone. Il ciclo di aggiornamento si è esteso, non c’è alcun dubbio».
Tim Cook dice che gli utenti ora hanno meno fretta di passare a nuovi iPhone

Cook ha riferito che il prezzo di vendita rappresenta un fattore, un elemento particolarmente vero all’infuori degli Stati Uniti. Confrontando il prezzo degli iPhone di quest’anno, con quelli dell’anno scorso, in America vi è «Effettivamente una differenza piuttosto risicata»; tuttavia, all’infuori delle aree continentali USA, a suo dire alcune nazioni sono state sfavorite dalle fluttuazioni dei tassi di cambio che hanno obbligato essenzialmente Apple «Ad assorbire parte o totalità dello spostamento della valuta straniera».

Cook riconosce l’importanza dei prezzi di vendita e afferma che «Le sovvenzioni sono probabilmente il problema maggiore nei mercati in via di sviluppo». «Sebbene le sovvenzioni siano mancate per un periodo, se sei un cliente che in precedenza ha acquistato un 6S o 6 o in alcuni casi un 7, potresti aver pagato 199 dollari per averlo».

«Ora ci troviamo nel mondo dei contratti unbundled” (non vincolati con determinati operatori, ndr) ma chiaramente è «Molto più di questo».

Il CEO di Apple ha rivelato che Apple ha predisposto varie azioni per affrontare il problema, incluse attività di trade-in (permuta) e la possibilità di attivare pagamenti a rate. «Che cosa succederà in futuro, non lo so», ha detto ancora Cook «Ma sono convinto che creare un grande prodotto di alta qualità sia la scelta migliore da offrire ai clienti. Lavoriamo per l’utente ed è questo il nostro modo di vedere le cose».

Cook è ottimista, spiega chei dispositivi installati attivi hanno raggiunto la quota record di 1,4 miliardi nel primo trimestre fiscale. E per il 2019 dice «Apple fa innovazione come nessuna altra azienda al mondo e non stiamo togliando il piede dal pedale dell’acceleratore».