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ZeTime è il primo smartwatch con il buco: intervista al CEO di MyKronoz

Noi l’abbiamo visto la prima volta al Mobile World Congress 2017 ma ne avevamo già parlato prima: ZeTime è uno smartwatch molto particolare, perché integra una serie di tecnologie miste pensate per coniugare al meglio quella che è la tradizione orologiaia svizzera con le più moderne tecnologie smart.

Sostanzialmente si tratta di un modello con display rotondo touchscreen a colori con movimento meccanico, capace di coniugare le due tecnologie, grazie al fatto che lancette si muovono passando da un foro praticato nel display. Questa tecnologia mista permette da una parte l’utilizzo della componente smart e dall’altra una autonomia di ben trenta giorni con una sola ricarica (perlomeno per la parte orologio).

Oltre a questo, una cassa realizzata in acciaio inossidabile, un’ampia gamma di quadranti e cinturini, un accelerometro a tre assi e un sensore ottico per il battito cardiaco, con funzioni di rilevazione dell’attività fisica e del sonno, fanno dello ZeTime un vero smartwatch che prova però a ovviare ad alcuni dei limiti di questi dispositivi e a sfidare nomi più blasonati in un mercato molto nuovo ma già fortemente affollato, specie per il prezzo, che parte da 199,90 Euro, con compatibilità con iPhone e Android.

Abbiamo avuto l’occasione di parlare con Boris Brault, CEO di MyKronoz, e porgli alcune domande sulle tecnologie che stanno dietro a ZeTime, vediamo come ha risposto.

Abbiamo visto la campagna Kickstarter, congratulazioni per il risultato. Può illustrare ai nostri lettori quando e come è arrivata l’idea di uno smartwatch ibrido?

Grazie per i complimenti. Il nostro team ha lavorato duramente per raggiungere il traguardo e a dire la verità siamo ancora a raccogliere tutti i feedback che gli utenti ci mandano quotidianamente, in modo da avere un prodotto che soddisfi il più possibile le richieste di tutti.

Come siamo arrivati all’idea? Beh, MyKronoz è stata fondata 4 anni fa e siamo il primo e l’unico marchio svizzero specializzato in Smartwatch.

Sin dalla nostra nascita abbiamo iniziato a raccogliere feedback da ogni terminale venduto: abbiamo identificato alcuni fattori che erano d’ostacolo all’adozione degli utenti come il design, la durata della batteria e la resistenza all’acqua.

Queste osservazioni ci hanno spinto alla creazione di uno smartwatch che non avesse questi limiti: un modello privo di compromessi di stile, tecnologia o performance, quello che tutti vorrebbero indossare.

ZeTime è il risultato di quei progetti, e il nostro desiderio di combinare la storia Svizzera con la nostra tecnologia werable, un modello con lancette meccaniche sopra un display touchscreen.

Uno degli elementi caratteristici di ZeTime è il foro al centro del display. MyKronoz è il primo produttore a tentare un processo del genere: è stato difficile?

Si, MyKronoz è il primo marchio a implementare questa tecnologia. Creare un buco in un display TFT è molto più complesso di quanto possa sembrare. Abbiamo speso innumerevoli ore con il nostro team ingegneristico e con i partner per trovare la giusta soluzione per far passare il meccanismo delle lancette al centro, e alla fine dopo centinaia di prototipi ce l’abbiamo fatta.

Dove è costruito ZeTime?

ZeTime entrà in produzione questa estate: il design è stato creato interamente in Svizzera, anche se il prodotto sarà assemblato in Cina.

Secondo lei gli smartwatch diventeranno il futuro degli orologi? Quale ruolo avranno i grandi marchi e la tradizione Svizzera in questo nuovo mercato?

Con la miniaturizzazione dei componenti e le possibilità offerte dai nuovi sensori, sono convinto che gli smartwatch si integreranno sempre di più nella vita di tutti i giorni. Le nuove generazioni sono sempre connesse e con una mentalità tecnologica, per cui il loro ruolo nel mercato sarà sempre più importante.

Il fatto che gli altri importanti player di mercato, svizzeri e no, stiano lanciando modelli smart offre credibilità a questo mercato e alla nostra categoria, e conferma che il settore werable non è solo un gadget (come molte persone pensavano pochi mesi fa) ma una vero settore per l’elettronica di consumo e il mercato degli orologi.

Questo aiuta a creare un mercato con numerosi player che possono offrire una varietà di prodotti per differenti richieste. Dal nostro punto di vista, la concorrenza ci sta spingendo a essere più innovativi e competitivi e combattere per incrementare la nostra quota di mercato, e spingere sempre di più affinchè gli smartwatch diventino davvero per tutti.

Parliamo un po’ del software: che sistema operativo utilizza ZeTime e perché?

ZeTime include un OS proprietario, disegnato e sviluppato internamente, pienamente compatibile con iOS e Android. Avere un nostro sistema ci permette di essere più flessibili e reattivi, rilasciare i nostri update in modo indipendente.

Il nostro OS è molto leggero rispetto allo standard attuale, e ci lascia liberi di concentrarci sulle funzioni che sono davvero necessarie.

Secondo lei quali saranno i futuri passi per MyKronoz e per i concorrenti?

Come ho detto prima, i cambiamenti sono numerosi. Dal punto di vista del design, noi dobbiamo costruire smartwatch meno intrusivi in termini di form factor, vicini agli orologi tradizionali ma con ampie possibilità di personalizzazione, una batteria potente e una maggiore resistenza all’acqua.

Dal punto di vista dell’hardware, è essenziale offrire nuove prospettive alle funzioni come il rilevamento dell’attività e le notifiche: per esempio, noi abbiamo lanciato modelli con NFC che permettono il pagamento attraverso il circuito MyKronoz Pay.

In futuro io vedo una integrazione maggiore con questi chip, magari in grado di aprire l’auto, la casa, la stanza d’albergo e altro.

Infine, sviluppare e mantenere un rapporto forte con la comunità di utenti è estremamente importante: è nostra intenzione continuare a seguire i feedback per migliorare design e esperienza d’uso, mantenendo comunque un prezzo abbordabile per tutti.

https://youtu.be/ZjhkwXbQmi4

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