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Un ponte tra i disposivi Xiaomi e gli iPhone

Il primo produttore di accessori al mondo a sfruttare l’obbligo di interoperabilità imposto ad Apple dall’Unione Europea potrebbe essere Xiaomi. Lo si deduce da un annuncio dell’azienda cinese in vista del Mobile World Congress 2026 di Barcellona, dove oltre alla nuova serie Xiaomi 17 potrebbe debuttare anche HyperOS 3.1 con una funzione chiamata iOS Bridge.

Il nome è già indicativo: si tratterebbe di un insieme di strumenti pensati per migliorare l’interazione tra dispositivi Xiaomi e prodotti Apple che non si limiterebbero a sfruttare Bluetooth, ma punterebbero ad un’integrazione più profonda che includerà inoltro delle notifiche da iPhone verso tablet o PC Xiaomi, la gestione delle chiamate in arrivo e una forma di condivisione diretta dei file in stile Airdrop tra iPhone e dispositivi dell’ecosistema cinese.

Un elemento centrale sarebbe anche una migliore integrazione con AirPods, con visualizzazione dello stato della batteria e controlli più avanzati rispetto a quanto oggi disponibile su Android. Funzioni che, fino a poco tempo fa, sarebbero state difficili da ottenere senza il pieno accesso alle API riservate dell’ecosistema Apple.

Il ruolo del Digital Markets Act

È qui che entra in gioco, molto probabilmente, il Digital Markets Act. Xiaomi non lo dice esplicitamente, ma le novità su cui starebbe lavorando potrebbero fondarsi proprio sulle aperture obbligatorie previste dal regolamento europeo, criticatissimo da Apple.

Con il nuovo quadro normativo, Apple è tenuta a garantire un livello più elevato di interoperabilità tra i propri sistemi e dispositivi di terze parti, includendo l’accesso regolato ad alcune API, ai meccanismi di notifica e a specifiche funzioni di connessione di prossimità che in passato erano prerogativa esclusiva dell’ecosistema della Mela.

Tra i punti più rilevanti, citati da GizChina, ci sono il notification forwarding, di cui si parla in relazione ad iOS 27.4 ovvero la possibilità di ricevere e gestire notifiche provenienti da iPhone su dispositivi non Apple, e l’apertura di alcune funzioni legate alla connessione di prossimità. Da qualche tempo, infine, Apple e Google stanno lavorando sulla funzione di migrazione tra le due piattaforme, anche questa una imposizione dell’Europa.

L’unico dubbio che può sorgere al momento sul fatto che stiamo parlando di una piattaforma fondata sulle aperture obbligatorie dell’Ue sta nel fatto che Xiaomi non fa riferimento a funzioni limitate all’Europa, come dovrebbero essere alcune di quelle in corso di implementazione da parte di Apple.

Aperture ancora in fase di implementazione nei sistemi Apple

Va anche precisato che queste aperture sono ancora in fase di implementazione nelle nuove versioni di iOS, iPadOS e macOS. Apple sta progressivamente adeguando i propri sistemi operativi ai requisiti europei, e il quadro tecnico non è ancora definitivo.

Proprio questa fase di transizione potrebbe offrire a produttori molto avanzati tecnoloficamente e con ampia possibilità di investire, come Xiaomi, l’occasione di muoversi per primi e costruire nuove forme di integrazione.

Se “iOS Bridge” dovesse concretizzarsi nei termini descritti dalle indiscrezioni, Xiaomi diventerebbe di fatto il primo grande produttore Android ad accedere con i suoi accessori ad una preziosa piattafoma di miliardi di dispositivi.

Potremmo saperne di più al Mobile World Congress di Barcellona dove HyperOs 3.1 e il suo iOS Bridve verrà illustrato.

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