Nel mondo delle friggitrici ad aria è sempre più difficile trovare novità rilevanti. Dopo l’introduzione dei doppi cestelli e della finestra di cottura, le differenze si concentrano su elementi che potremmo definire incrementali: qualche programma in più, piccoli miglioramenti di efficienza, variazioni nelle dimensioni. Cambiamenti che raramente modificano davvero l’impostazione di fondo.
Con la Turbo Tower Pro Smart (279 € su Amazon), Cosori interviene proprio su questo punto, proponendo una struttura verticale con due cestelli impilati invece che affiancati. È una scelta che si nota subito, ancora prima di accendere la macchina. Questo accessorio da cucina non si sviluppa in larghezza, ma in altezza, con un ingombro più contenuto sul piano cucina rispetto alle classiche due cestelli, e una disposizione che richiama quella di un piccolo forno a più livelli.
L’idea è quella di cambiare la geometria per cambiare l’organizzazione interna cambiare per qualche aspetto anche la funzionalità di base della friggitrice. I due vani non sono semplicemente duplicati, ma separati e differenziati, con ruoli distinti e una distribuzione del volume che segue una logica più strutturata rispetto alle dual-basket tradizionali.
Confezione, contenuto e costruzione
La Turbo Tower Pro Smart arriva in una confezione che include, oltre alla macchina vera e propria, due cestelli con rivestimento antiaderente in ceramica, una griglia multipiano per il vano inferiore e un manuale multilingua. Le istruzioni in italiano ci sono, anche se il livello di dettaglio resta essenziale.
Una volta estratta, la Turbo Tower Pro Smart Cosori, dà subito una sensazione di solidità. Il peso, intorno agli 8,5–9 kg, si percepisce nella manipolazione e contribuisce alla stabilità una volta posizionata sul piano. Le dimensioni, come detto, sono contenute in larghezza e profondità, mentre l’altezza è più sviluppata, una caratteristica che deriva direttamente dalla struttura a torre e che deve essere considerata nella collocazione in cucina. Complessivamente dà una certa sensazione di imponenza ma anche di un design curato.
Le finiture opache nere sono uniformi e prive di elementi decorativi superflui. Il pannello frontale touch è leggermente inclinato, ben leggibile senza feedback aptico il che lo rende un po’ “inerte”.
La capacità complessiva è di 10,8 litri, suddivisa in due vani: 4,3 litri nella parte superiore e 6,5 litri in quella inferiore. Complessivamente siamo a quasi 11 litri, quelli di una grande friggtrice, che però vanno ben compresi: ciascuno dei due spazi è paragonabile a quello di una media o di una piccola frigitrice. Qui l’obbiettivo è stato quello di ridurre l’ingombro sul piano della cucina e nello stesso tempo offrire la possibilità di cucinare vari cibi contemporaneamente.
Aprendo i cestelli si nota subito la differenza tra i due: quello inferiore è più profondo, mentre quello superiore è più compatto.
La struttura a torre richiede solo una verifica preventiva dello spazio in altezza, soprattutto in presenza di pensili bassi, ma non introduce complicazioni particolari nella gestione o nella manutenzione complessiva.
Nel vano inferiore è presente si può collocare una griglia che consente di organizzare lo spazio su due livelli, arrivando quindi fino a tre piani di cottura. Anche il sistema di riscaldamento non è simmetrico: il cestello inferiore ha una resistenza doppia, superiore e inferiore con ventilazione dal basso, mentre quello superiore utilizza una struttura con resistenza e ventola nella parte alta.
Il sistema utilizza due ventole, una per ciascun vano, con motori DC a velocità modulabile. La potenza complessiva massima assorbita è di 2630 watt, con un intervallo di temperatura che va da 30°C a 230°C e programmi preimpostati per le principali modalità di utilizzo.
I cestelli adottano un rivestimento in ceramica privo di PTFE, con piastre interne removibili e lavabili in lavastoviglie. Le maniglie sono solide e ben integrate nella struttura, mentre le resistenze risultano isolate e posizionate in modo evidente all’interno dei vani.
La costruzione generale contribuisce anch’essa ad una sensazione di solidità. I cassetti scorrono in modo preciso, le chiusure sono stabili e l’insieme trasmette solidità. Non è un accessorio leggero o occasionale, ma un elettrodomestico progettato per essere utilizzato spesso, anche più volte al giorno.
La potenza
La potenza deve gestire un volume interno importante e garantire tempi di preriscaldamento contenuti per questo sotto la scocca lavora, come accennato un sistema da 2630 watt di picco, valore superiore alla media di molte air fryer.
È un aspetto pratico da considerare. In molte abitazioni italiane la potenza del contatore è fissata a 3 kW: un elettrodomestico di questo tipo, da solo, si avvicina al limite disponibile dalla rete domestica. Questo richiede attenzione quando sono in funzione altri apparecchi ad alto assorbimento, come forno, lavatrice o piano a induzione.
Anche se il livello di potenza è superiore a quello di un forno elettrico domestico, che si colloca normalmente sopra i 2000 watt, questo non si traduce automaticamente in un maggior consumo nella preparazione dei cibi. Il volume da riscaldare che influenza la durata del funzionamento, che nella Turbo Tower risulta più contenuto e questo inciderà sul consumo complessivo.
Un elemento tecnico rilevante è la presenza di due ventole DC indipendenti, una per ciascun vano, con velocità che si modula automaticamente a seconda del programma impostato.
Quanto alla rumorosità, il livello si colloca intorno ai 55–60 dB, quindi su valori più che accettabili. È un’intensità percepibile, ma del tutto compatibile con un utilizzo domestico continuativo.
Tra le modalità disponibili troviamo le principali funzioni ormai tipiche delle air fryer.
- Air Fry sfrutta temperature elevate e un flusso d’aria molto intenso per ottenere una doratura marcata, adatta a patatine, ali di pollo e prodotti simili.
- Roast lavora invece su carni e pollame, privilegiando una cottura più progressiva che mantiene l’interno morbido e succoso, con una superficie ben arrostita.
- Grill è pensata per tagli sottili come bacon, salsicce, pesce o verdure
- Bake si presta a preparazioni da forno come torte, muffin e prodotti da pasticceria, con una distribuzione del calore più uniforme.
- Reheat, è utile per riportare in temperatura gli avanzi senza compromettere la consistenza, mantenendo una certa croccantezza.
Ci sono anche due programmi accessori: Dry, dedicato alla disidratazione a bassa temperatura per frutta o verdure, e Proof, che consente di mantenere condizioni controllate per la lievitazione di impasti, pane, pizza o anche yogurt.
Un’applicazione la fa un pochino smart
La versione Pro Smart che abbiamo provato integra il Wi-Fi e può sfruttare l’app VeSync, piuttosto curata. Il programma permette di cercare ed impostare tempo e temperatura, seguire ricette guidate e ricevere notifiche durante la cottura. L’app consente anche il monitoraggio remoto ma non l’avvio per ovvie ragioni di sicurezza.
Oggi però l’app non è più un elemento distintivo: molti modelli concorrenti offrono funzioni simili. La differenza sta nella qualità dell’integrazione, e qui Cosori si distingue per un’interfaccia chiara, consigli di cottura abbondanti e facile interpretazione dei parametri alla macchina.
Più che velocizzare le operazioni, l’app contribuisce a rendere più comprensibili programmi e impostazioni, anche se in alcuni casi seguire i consigli di cottura non porta a risultati particolarmente apprezzabili.
Complessivamente la componente smart è completa e ben eseguita dal punto di vista tecnico, ma non è indispensabile e per qualcuno sarà anche del tutto trascurabile.
Come si comporta in cucina
Per capire come si comporta davvero la Turbo Tower Pro Smart, l’abbiamo utilizzata per alcuni giorni come strumento di cottura, al posto del forno. Alle prove abbiamo affiancato un wattmetro collegato alla presa e una sonda per il controllo delle temperature interne. L’obiettivo non era costruire un test da laboratorio, ma osservare il comportamento della macchina in condizioni ripetibili e vicine all’uso reale.
Test temperatura
Il preriscaldamento a vuoto si dimostra rapido su entrambi i vani. Impostando 180°C, il cestello inferiore raggiunge la temperatura in circa tre minuti, con il superiore che si allinea su tempi simili. Una volta raggiunto il regime, la stabilità termica non è perfettamente equivalente tra i due cestelli, soprattutto nel vano inferiore, dove si registrano oscillazioni tra circa 172 e 192°C. Si tratta di una variazione nell’ordine dei venti gradi, probabilmente legata al volume più ampio. Il cestello superiore, invece, mantiene un comportamento più stabile, con valori compresi tra 178 e 182°C.
Quando si fissa una temperatura, come nel caso dell’immagine qui sopra a 200 gradi, la precisione è molto buona.
Aprendo brevemente i cassetti durante la cottura per simulare il controllo del cibo, il sistema recupera la temperatura in circa un minuto, senza cali prolungati o attese evidenti.
La cottura Airfry
Abbiamo svolto tutte le prove di cottura senza aggiunta di olio, per testare i limiti e le possibilità della cottura esclusiva ad aria.
Con le patatine surgelate (programma Airfry), circa 200 grammi, il cestello inferiore si è dimostrato molto efficace. A 180°C sono bastati tredici minuti per ottenere una superficie croccante e un interno morbido. I tempi suggeriti dall’app VeSync si sono rivelati coerenti e non hanno richiesto correzioni.
Ripetendo la prova con un leggero spray d’olio, la superficie è risultata più uniforme e la croccantezza più marcata, senza variazioni significative nei tempi di cottura.
Nel cestello inferiore non è strettamente necessario intervenire durante la cottura, grazie alla presenza della doppia resistenza. Nel cestello superiore, invece, rimescolare o girare gli alimenti può migliorare la doratura, soprattutto con carichi più consistenti.
Poco convincente la prova con le olive all’ascolana surgelate (programma Fry). La panatura è risultata secca e fessurata, pur mantenendo un interno accettabile. È un limite tipico della cottura ad aria, dove l’assenza di un grasso esterno rende più difficile ottenere una struttura compatta come nella frittura tradizionale.
Cottura Reaheat
La modalità Reheat l’abbiamo testata con una fetta di pizza, del pane surgelato e dei fagottini mozzarella e pomodoro. Qui la differenza principale è nella velocità di molto superiore a quella di un classico forno da casa e con risultati largamente migliori di quelli di un forno a micronde.
La pizza, collocata nel cestello superiore, si è riscaldata in cinque minuti restando leggermente croccante.
ll pane ha richiesto due tentativi. Messo nel cestello superiore si è bruciacchiato prima di decongelarsi completamente. Nel cestello inferiore con doppia resistenza e più spazio è diventato pronto senza problemi e senza diventare molliccio come accade nel microonde.
Positiva anche l’esperienza con i fagottini al formaggio pomodoro che avevamo precedentemente cucinato con modalità Fry e lasciato raffreddare. Croccanti e caldi all’esterno, a temperatura adatta al… “morso” all’interno.
Cottura Bake
Abbiamo poi provato la modalità Bake con muffin al limone in pirottini. Impostando 180°C per circa quindici minuti, entrambi i cestelli hanno restituito una cottura regolare, con una distribuzione del calore uniforme e una doratura omogenea. Lo stesso comportamento si è osservato con prodotti pronti come i mini panzerotti, risultati ben cotti e con una panatura integra.
Cottura Grill
La modalità griglia l’abbiamo svolta con due spiedini di maiale nel cestello inferiore (programma Grill). Ottima e rapida la cottura. In dieci minuti erano pronti, un pochino di più che con la cottura tradizionale, ma senza fumo e odori in cucina.
Non abbiamo sperimentato né la modalità disidratazione né quella per la lievitazione e la preparazione di Yogurt.
Doppia cottura in Sync
Utilizzando contemporaneamente i due vani con la funzione Sync, il sistema ha funzionato correttamente dal punto di vista della sincronizzazione. Le patatine nel cestello superiore hanno raggiunto un risultato simile a quello del vano inferiore, mentre le zucchine a rondelle inserite sotto, seguendo i tempi suggeriti dall’app (7 minuti), sono risultate poco cotte e non uniformi, costringendo a intervenire più volte durante la preparazione.
La funzione Sync coordina i tempi, ma non compensa le differenze strutturali tra i due vani, che restano evidenti soprattutto con alimenti molto diversi tra loro. Anche qui però il problema è essenzialmente collocato nel calcolo corretto della tempistica senza fidarsi troppo dell’app.
Per altro, quando si lavora con quantità più abbondanti, la distribuzione dell’aria diventa un fattore determinante. Come in tutte le air fryer, il sovraffollamento riduce la circolazione e incide sull’uniformità del risultato, rendendo necessario distribuire meglio gli alimenti o lavorare su più cicli.
Consumi
Per quanto riguarda i consumi, i dati raccolti con il wattmetro risultano coerenti con la potenza dichiarata. Il cestello superiore si colloca intorno a 1,3 kWh per ciclo, mentre quello inferiore arriva a circa 2,3 kWh. Utilizzando entrambi i vani si raggiungono valori nell’ordine dei 2,5 kWh per una sessione completa
Rapportando questi numeri ai costi medi domestici italiani, circa 0,25 €/kWh, una cottura breve di dieci minuti si traduce in poco più di un centesimo, con valori complessivi inferiori rispetto a quelli di un forno tradizionale con prodotti comparabili, questo per la maggior rapidità in cottura specialmente per la modalità fritto. Le dimensioni del vano sono una delle chiavi di volta di questo risparmio: un forno tradizionale ha molta più aria da riscaldare e da far circolare.
Manutenzione e pulizia
Il rivestimento interno antiaderente in ceramica e la possibilità di lavare cestelli e accessori in lavastoviglie sono tra gli aspetti più apprezzati. Le superfici risultano lisce e poco soggette ad accumuli persistenti, e nelle prime settimane di utilizzo non emergono segni evidenti di usura, a patto di utilizzare utensili non metallici.
Dal punto di vista pratico, la gestione della pulizia è uno degli elementi che più incidono nell’uso quotidiano. I cestelli si estraggono completamente, le piastre interne sono removibili e l’intero sistema può essere lavato anche in lavastoviglie. Il lavaggio rapido a mano richiede pochi minuti, grazie alla natura del rivestimento e alla dimensione contenuta dei componenti.
È un approccio molto diverso rispetto a quello di un forno tradizionale, dove sporco e residui si accumulano su superfici più ampie e meno accessibili, richiedendo impegno di pulizia più impegnativo. Qui la manutenzione è distribuita su elementi piccoli e gestibili, con un impatto decisamente più leggero nella routine quotidiana.
Conclusioni
La Turbo Tower Pro Smart si colloca nella fascia medio-alta del mercato, quella tra i 200 e i 280 euro a seconda delle promozioni. Non è una air fryer entry level per chi vuole fare qualche saltuaria cottura, ma una macchina per un utilizzo frequente, con l’idea di ridurre in modo radicale il ricorso al forno tradizionale.
Il punto centrale da considerare in vista di un acquisto non è tanto la capacità, quanto la struttura. Più che due cestelli equivalenti, mette a disposizione due ambienti distinti: il vano inferiore si comporta come una camera di cottura completa e più stabile, mentre quello superiore richiede una gestione più accurata in funzione del tipo di alimento.
Non è un prodotto pensato per grandi quantità o per chi deve cucinare per gruppi numerosi in un’unica sessione. In quel caso servono soluzioni a maggior capacità magari con due cestelli combinabili oppure un forno tradizionale. Qui siamo invece di fronte a una macchina progettata per nuclei da due a quattro persone, che desiderano preparare più cose contemporaneamente, diverse tra loro.
È proprio questa la logica alla base del prodotto: combinare le preparazioni. Pollo e patatine, pollo e verdure, oppure anche accostamenti meno ovvi come una preparazione salata e un dolce nello stesso ciclo.
Non è un prodotto “accendi ed usa”. Per sfruttarlo bene davvero è necessario capire come distribuire le preparazioni tra i due livelli e adattare tempi e temperature di conseguenza. Una volta compreso il funzionamento e fatte le prove necessarie, però, la macchina diventa uno strumento che può dare un contributo reale ed innovativo nella cucina quotidiana.
La Turbo Tower si distingue dalle classiche dual-basket affiancate anche perché occupa meno spazio sul piano cucina e introducendo una logica più vicina a quella di un piccolo forno multilivello.
Nel complesso, la Turbo Tower Pro Smart è una proposta che ha una sua logica e una sua precisa identità: non cerca di essere universale, ma introduce un modo diverso di organizzare la cottura che, una volta ben compreso, può sostituire una parte importante dell’uso del forno nelle attività quotidiane.
Prezzo e disponibilità
La friggitrice Turbo Tower Pro Smart è in vendita su Amazon ad un prezzo di 279 euro. La versione priva di connessione Wi-Fi, Cosori Turbo Tower Pro, costa 259 euro.































