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Amazon rileva la quota Apple in Globalstar: cosa cambia per il satellite su iPhone

Apple esce da Globalstar. La quota del 20% che Cupertino si era assicurata nel 2024 con un investimento da 400 milioni di dollari passa ad Amazon, nell’ambito di un’acquisizione da 11,6 miliardi di dollari con cui il colosso dell’e-commerce entra direttamente nel mercato della connettività satellitare, puntando a competere con SpaceX e il suo Starlink.

La notizia emerge da un documento depositato da Amazon presso la Federal Communications Commission (FCC), in cui l’azienda chiede all’autorità regolatoria americana di approvare l’operazione. Per completare la fusione, Amazon sta creando una sussidiaria dedicata, “Grapefruit Acquisition Sub II”, che rileverà anche le azioni di Classe B detenute da Apple, comprensive di diritti patrimoniali e di voto.

Per Apple si chiude un capitolo aperto appena un anno fa. Cupertino aveva acquisito il 20% di Globalstar nel novembre 2024, impegnandosi in un accordo complessivo da 1,5 miliardi di dollari. L’acquisizione di Globalstar da parte di Amazon era  stata stabilita ad aprile: ora con le operazioni normative diventa chiaro anche l’orizzonte del rapporto con l’azionista Apple.

Il servizio continuerà a funzionare

Apple non ha fatto mancare la propria voce. Greg Joswiak, responsabile marketing di Cupertino, ha dichiarato che l’azienda ha già un rapporto consolidato con l’infrastruttura Amazon, inclusi i servizi cloud, e che è pronta a costruire su quella collaborazione con Amazon Leo. «Questo garantisce che i nostri utenti continueranno ad avere accesso alle funzioni satellitari vitali su cui fanno affidamento», ha dichiarato Joswiak.

Amazon ha confermato l’impegno nel documento alla FCC, specificando che l’investimento nella costellazione rafforzerà i servizi MSS nella banda 1,6/2,4 GHz, da cui dipendono milioni di utenti iPhone nelle aree senza copertura cellulare. Globalstar è il partner satellitare di Apple fin dal lancio di iPhone 14 nel 2022, quando ha reso possibile la funzione SOS emergenze via satellite, poi estesa ad Apple Watch e ampliata con iOS 18.

Gli attuali limiti della rete sono noti: il segnale richiede spesso visuale libera del cielo e fatica a penetrare edifici o vegetazione fitta. Amazon promette copertura migliore, maggiore capacità e tempi di connessione più rapidi. Nel documento si accenna anche all’abilitazione delle chiamate vocali via satellite, funzionalità oggi assente.

L’acquisizione accelera il progetto Kuiper di Amazon, con cui l’azienda punta a insidiare Starlink di Elon Musk. Secondo documenti precedenti, Amazon conta di avere circa 700 satelliti in orbita entro la metà dell’anno, anche se la limitata disponibilità di lanci resta un ostacolo. La rete Leo, che punta al lancio diretto ai dispositivi nel 2028, promette velocità e copertura ben superiori a quelle di Globalstar. Le ambizioni satellitari di Apple restano intatte, ma il quadro cambia.

La variabile Musk e le ambizioni di Apple

Cedere la quota in Globalstar non significa, infatti, che Apple abbandonerà il satellite. L’espansione delle funzioni satellitari è un obiettivo dichiarato di Cupertino: tra i progetti allo studio ci sono mappe con connettività off-grid, messaggi fotografici via satellite e un’API per consentire ad app di terze parti di accedere alla rete. L’obiettivo di lungo periodo è fare del satellite una componente stabile dell’esperienza iPhone, non solo un sistema di emergenza.

Quello che resta da capire è come queste ambizioni si tradurranno in pratica. Amazon Leo non sarà operativo prima del 2028 e il rapporto commerciale tra i due colossi, che sono anche concorrenti in diversi mercati, dovrà essere definito nei dettagli. C’è anche la questione dei costi: SOS emergenze via satellite è ancora gratuito per due anni dall’attivazione su iPhone 14 o successivi, ma cosa succederà dipenderà anche da quanto Amazon chiederà ad Apple per l’accesso alla propria rete.

Sulllo sfondo di staglia, ancora una volta, l’ombra di Musk che già nel 2022, poche ore dopo l’annuncio di SOS emergenze via satellite su iPhone 14, Musk aveva dichiarato pubblicamente di avere avuto “conversazioni promettenti” con Apple per portare Starlink sugli iPhone. Apple scelse Globalstar, ma la partita non si chiuse lì.

SpaceX ha fatto pressione sulla FCC per bloccare l’espansione della rete satellitare di Globalstar finanziata da Apple, sostenendo che le frequenze richieste erano in competizione con Starlink. Nel frattempo, Starlink è comunque arrivata sugli iPhone americani tramite T-Mobile, aggirando di fatto la partnership esclusiva tra Apple e Globalstar.

Con Amazon ora in campo come partner ufficiale, Apple ottiene un alleato alternativo a SpaceX con risorse comparabili, e senza i conflitti di interesse che hanno caratterizzato il rapporto con Musk. Ma anche Musk può ora ambire a tornare in campo nel momento in cui Apple non ha più alcun ruolo nel servizio competitivo.

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