Il 9 gennaio 2007, sul palco del Macworld di San Francisco, Steve Jobs alza al pubblico un rettangolo nero con un solo tasto fisico. Nasce l’iPhone, e l’intero settore degli smartphone cambia direzione. Dieci anni dopo, nel 2017, arriva l’iPhone X: sparisce il tasto Home, debutta Face ID, lo schermo si estende quasi da un bordo all’altro.
Nel 2027 l’iPhone compie vent’anni. Apple, secondo le indiscrezioni, starebbe preparando un redesign paragonabile a quei due momenti storici, ultima tappa di un piano che parte dagli attuali iPhone 17 e iPhone Air, passa per il primo iPhone pieghevole nel 2026 e arriva, nell’autunno 2027, a due modelli anniversario affiancati dal pieghevole di seconda generazione.
Non è ancora chiaro come Apple chiamerà il dispositivo. Le definizioni iPhone 20, iPhone XX e iPhone del ventennale sono per ora soltanto nomi informali utilizzati da osservatori e media. Intorno al progetto circolano molti rumor, alcuni basati su indiscrezioni della filiera, altri su analisi tecniche e brevetti che potrebbero anticipare le soluzioni adottate. Possiamo però sintetizzarli in cinque punti sui quali le fonti più accreditate iniziano a convergere.
1. Vetro su tutti i lati
Una delle indiscrezioni più accreditate parla di un dispositivo quasi interamente in vetro, con un design incentrato su questo materiale sia sul frontale sia sul retro. Lo schermo OLED avvolgerebbe tutti e quattro i bordi, grazie a tecnologie come COE e a processi di curvatura su quattro lati, molto diversi dalle curve accentuate viste su alcuni smartphone Android.
Il risultato ricercato sarebbe quello di una lastra continua, senza spigoli percepibili: la visione che l’ex responsabile del design Jony Ive avrebbe inseguito per anni. Gli analisti del settore, tra cui Ross Young di DSCC, avvertono però che i primi pannelli quad-curved del 2027 potrebbero mostrare distorsioni ottiche e cali di luminosità nelle zone più curve, difetti che la seconda generazione, attesa nel 2028, dovrebbe correggere.
2. Addio ai tasti meccanici
Circolano indiscrezioni su Project Bongo, nome in codice dietro al quale si nasconde l’idea di un iPhone privo di tasti meccanici. Il progetto, accantonato e ripreso più volte da Apple, prevederebbe la sostituzione dei pulsanti Side, volume, Action e Camera Control con superfici aptiche integrate nel telaio e prive di corsa fisica.
Apple in passato è apparsa più volte vicina a questo traguardo, senza però riuscire a raggiungerlo per ragioni tecniche e di costo. Nel 2027 lo scenario potrebbe essere più favorevole.
Il vantaggio più immediato sarebbe una maggiore resistenza ad acqua e polvere, oltre a più spazio interno per batteria e componenti. Cambierebbe anche la sensazione d’uso: la pressione non produrrebbe un vero clic, ma una vibrazione calibrata dal software, con una logica simile a quella già vista sul trackpad dei MacBook.
3. Chip, modem e batteria
I rumor convergono su un chip A21 costruito a 2 nanometri, evoluzione dell’A20 atteso su iPhone 18 Pro, con guadagni di efficienza pensati per l’intelligenza artificiale on-device, la fotografia computazionale e i giochi.
In parallelo arriverebbe un’evoluzione del modem cellulare progettato internamente da Apple, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da Qualcomm e migliorare l’autonomia. Tradotto nell’uso quotidiano, questo potrebbe significare più ore lontano dalla presa di corrente, migliori prestazioni con le funzioni di intelligenza artificiale e una gestione più efficiente delle applicazioni più pesanti.
Sulla batteria circola una cifra precisa: 6.000 mAh. È però un numero da trattare con molta cautela, perché non è chiaro se derivi da informazioni affidabili della filiera oppure da semplici stime basate sulle dimensioni previste del dispositivo.
Tra le funzioni ipotizzate compare anche la ricarica wireless inversa, che permetterebbe di caricare AirPods e Apple Watch semplicemente appoggiandoli sul retro del telefono. Anche in questo caso, però, non esistono ancora conferme ufficiali.
4. Fotocamere e audio
Sul comparto fotografico le indiscrezioni restano meno dettagliate rispetto al resto del progetto. Si parla di un modulo posteriore evoluto, con teleobiettivo periscopico ulteriormente affinato, e di un possibile percorso verso sensori d’immagine proprietari Apple nel medio periodo.
Sull’audio, l’idea è eliminare la feritoia dell’altoparlante frontale, trasmettendo il suono direttamente attraverso il display. Apple sembra però concentrarsi soprattutto sul redesign complessivo del dispositivo, mentre il vero salto fotografico, secondo diversi analisti, potrebbe arrivare nelle generazioni successive al modello del ventennale.
5. Gamma e posizionamento
I due modelli anniversario dovrebbero collocarsi intorno a 6,3 e 6,9 pollici, dimensioni vicine agli attuali Pro e Pro Max. Il modello più grande, grazie a cornici ridotte, potrebbe essere presentato quasi come un dispositivo “da 7 pollici”, pur mantenendo un ingombro simile a quello degli attuali top di gamma.
Il pieghevole di seconda generazione resterebbe invece una categoria a parte. Il modello del ventennale si posizionerebbe al vertice della gamma tradizionale, con un prezzo probabilmente superiore a quello degli attuali modelli Pro, ma comunque inferiore a quello del pieghevole, indicato dalle indiscrezioni oltre i 2.000 dollari.
Il grande mistero
Resta un punto che divide gli osservatori: Apple riuscirà davvero a spostare Face ID e fotocamera frontale sotto il display, eliminando ogni ritaglio visibile?
Bloomberg e The Information descrivono proprio questo obiettivo. Ross Young resta però scettico sui tempi: a suo giudizio la tecnologia under-display difficilmente sarà matura per l’autunno 2027.
Restano quindi due scenari aperti: un frontale realmente privo di interruzioni, con sensori nascosti sotto il pannello, oppure vetro curvo e cornici ridotte con una Dynamic Island miniaturizzata ancora visibile.
È probabilmente questo il dettaglio capace di trasformare l’iPhone del ventennale in un nuovo iPhone X, oppure in un’evoluzione importante ma meno radicale.












