Lo sciopero nazionale dei dipendenti degli Apple Store italiani si è svolto oggi, 18 settembre, nel giorno del debutto di iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max. Secondo Fisascat Cisl, l’adesione avrebbe raggiunto il 70% tra gli oltre 1.600 dipendenti dei 17 Store italiani.
La mobilitazione è stata effettivamente visibile in diversi centri. A Roma circa cento dipendenti hanno partecipato al presidio in piazza Capranica, vicino allo Store di Via del Corso.
A Milano, in Piazza Liberty, da una parte c’erano i clienti in coda per i nuovi iPhone e dall’altra circa 50 lavoratori in protesta.
Iniziative sono state organizzate anche a Torino, Bologna e Misterbianco, in provincia di Catania.
I sindacati, che avevano proclamato lo sciopero nei giorni scorsi, denunciano organici insufficienti, carichi di lavoro crescenti e maggiore pressione sulla produttività. Chiedono nuove assunzioni, la stabilizzazione di una parte dei lavoratori a termine e più ore, su base volontaria, per i part-time.
Il dato del 70% e i negozi rimasti operativi
Il dato percentuale fornito dai sindacati non sembra però facile da conciliare con quanto accaduto nei negozi. Da informazioni raccolte da Macitynet, infatti, non risultano particolari disagi per chi si è recato negli Apple Store per acquistare o ritirare i nuovi dispositivi. I punti vendita sono rimasti aperti e le operazioni sono proseguite sostanzialmente con regolarità.
Lo stesso portavoce di Apple ha sottolineato: «I nostri Store fisici e online oggi sono aperti», aggiungendo che l’azienda ha accolto i clienti normalmente.
Un’adesione del 70% su 1.600 dipendenti corrisponderebbe, in termini puramente teorici, a circa 1.120 lavoratori in sciopero e appena 480 non aderenti sull’intera rete italiana.
Distribuendo questi ultimi tra 17 punti vendita e considerando le diverse dimensioni degli Store e la necessità di coprire più turni, si arriverebbe indicativamente a una decina di dipendenti disponibili negli Store più piccoli e a una trentina in quelli più grandi. Numeri difficili da conciliare con l’apertura regolare di tutti i negozi, per di più in una giornata di forte affluenza come quella del lancio dei nuovi iPhone.
Il dato del 70% richiederebbe quindi qualche dettaglio in più sul criterio con cui è stata calcolata l’adesione.
La posizione di Apple
Sulle ragioni dello sciopero Apple aveva già respinto la lettura dei sindacati. Un portavoce ha sottolineato come l’azienda sia «orgogliosa di offrire a chi è parte del nostro team compensi e benefit tra i migliori del settore», insieme a programmi dedicati ai dipendenti nel corso dell’anno.
I benefit citati comprendono coperture sanitarie private, anche odontoiatriche e oculistiche, programmi per salute mentale e benessere, congedi parentali rafforzati, sostegno alle adozioni, formazione e contributi per percorsi universitari e corsi di lingua.












