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Apple cita in giudizio ex progettista di CPU iPhone

Apple ha citato in giudizio l’ex chief architect dei microprocessori di iPhone e iPad. Gerard Williams, è ora fondatore e CEO di Nuvia, una startup che vuole progettare processori destinati a data center, con l’obiettivo di sfidare colossi del settore quali Intel e AMD: ne abbiamo parlato più in dettaglio in questo articolo. Secondo la multinazionale di Cupertino, con la creazione della sua nuova impresa, Williams ha infranto il contratto di lavoro che aveva sottoscritto con Apple.

Williams – riferisce The Register – si è occupato della supervisione di processori custom di Apple per oltre un decennio. Ha lasciato Apple a febbraio di quest’anno per fondare Nuvia, azienda ufficialmente presentata a fine novembre dopo avere ottenuto finanziamenti per 53 milioni di dollari. Della startup fanno parte anche Manu Gulati, ex system-on-chip architect di Apple che ha lavorato anche con Google, Broadcom e AMD, e John Bruno, ex architect di Google, Apple e AMD.

Williams prima ancora di Apple, è stato Arm fellow e ha guidato team di progettisti per conto di Texas Instruments. Della nuova startup fanno parte anche l’ex Red Hat chief Arm architect Jon Masters, l’ex vicepresidente Intel responsabile del marketing, Jon Carvill, e altri cervelli ancora provenienti dalla Silicon Valley.

Tre ex dirigenti di Apple responsabili dei chip hanno fondato un’azienda per sfidare Intel e AMD
John Bruno, Gerard Williams III e Manu Gulati, co-fondatori di NUVIA, nel quarter generale di Santa Clara dell’azienda.

Tornando alla causa intentata da Apple, la società afferma che Williams avrebbe nascosto la sua intenzione di lasciare l’azienda per avviare un’attività in proprio, sfruttando nel frattempo il suo lavoro di progettazione di processori per iPhone per creare la sua nuova azienda. Fondamentalmente i legali di Apple affermano che Williams avrebbe cercato di convincere dipendenti Apple a lasciare l’azienda per lavorare con la sua startup. Tutto questo si configurerebbe come una violazione del contratto sottoscritto con Apple.

La multinazionale di Cupertino lascia anche intendere che Williams avrebbe formato la startup nella speranza di essere acquistata in futuro da Apple, per produrre futuri sistemi da sfruttare per i suoi data center.

Alla versione di Apple si contrappone quella di Williams che rigetta le accuse. A suo dire Apple non ha appigli legali. Nella documentazione presentata si afferma che il contratto di assunzione all’epoca predisposto non è giuridicamente attuabile secondo la legislazione della California. Il riferimento è a un patto di non concorrenza che – in termini generali – non è ammesso nel cosiddetto Golden State. Pertanto, affermano i legali di Williams, il loro cliente aveva tutto il diritto di pianificare una nuova azienda e anche reclutare personale,  mentre lavorava ancora per Apple.

I legali di Williams sostengono inoltre che conversazioni e scambio di SMS con altri dipendenti di Cupertino presentati come prove, inclusi i futuri colleghi con i quali ha creato Nuvia, sarebbero elementi raccolti illegalmente. “Apple non ha fornito indicazioni dalle quali si evince che suoi dipendenti abbiano dato il consenso alla registrazione elettronica degli SMS. Di fatto, l’esposto è completamente privo del consenso sulla raccolta dati o informazioni a supporto dalle quali si deduca il consenso”. La prima udienza in programma per il caso Apple vs Williams è prevista il 21 gennaio.

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