Apple contro Samsung: in aula Susan Kare, designer delle icone di Macintosh

Prosegue il processo Apple contro Samsung sulla questione dei brevetti: oggi in aula anche Susan Kare, la designer delle icone del Macintosh originale del 1984

Prosegue il processo Apple contro Samsung sulla questione dei brevetti, con il giudizio che condurrà i giurati ad esprimersi sul risarcimento dovuto dalla multinazionale sud coreana. Oggi in aula, per sostenere le tesi di Apple, anche Susan Kare, la designer delle icone del Macintosh originale del 1984.

A testimoniare in queste ore i designer Alan Ball e Susan Kare, mentre nella giornata di ieri Apple aveva invocato Greg Joswiak e altri dirigenti di Cupertino. Tutte queste testimonianze forniscono alla corte e ai giurati una maggiore comprensione sul processo di progettazione degli iPhone. Nello specifico, Alan Ball ha parlato di uno dei brevetti relativi a un riquadro «Nero, rettangolare, con una facciata anteriore limitata da bordi per un dispositivo elettronico».

Nel frattempo, Susan Kare, che ha giocato un ruolo fondamentale nella progettazione dell’interfaccia del Macintosh originale e aveva testimoniato anche nella precedente fase del processo, ha difeso un brevetto che descrive una griglia di icone colorate. Non c’è dubbio, ha riferito, che i brevetti sulle icone sono stati poi applicati e utilizzati per la costruzione finale dei telefoni.

Apple contro Samsung, foto disegno apple contro samsung in aula di tribunale

Ovviamente, gli avvocati di Samsung hanno sostenuto che il prodotto finito, nella specie il telefono, è costituito da componenti fisiche, quindi hardware, senza che possano assumere rilevanza le illustrazioni contenute nei brevetti relativi alla progettazione.

A prendere le difese di Samsung, oggi in aula un professore di diritto, secondo cui nessuno può brevettare un progetto per uno schermo e successivamente richiedere risarcimenti sui profitti ottenuti dall’intero dispositivo.

In poche parole, Apple chiede che Samsung, ritenuta colpevole di aver violato alcuni brevetti relativi al design di alcune parti (come lo schermo) venga condannata a pagare un risarcimento calcolato su ogni smartphone venduto. Viceversa, Samsung vorrebbe limitare il risarcimento solo allo stretto necessario, quindi all’eventuale violazione dei singoli brevetti relative alle varie componenti “copiate”.

Il processo avrà ancora tappe fondamentali davanti a sé prima della decisione, e già domani si avranno le dichiarazioni di chiusura.