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Apple Silicon, quanto vali veramente?

Manca poco alla presa di contatto con i Mac basati su Apple Silicon, i primi tre Mac-schettieri con M1 a bordo. Ci saranno prove, test e benchmark (alcuni circolano già in rete). In questi ultimi giorni prima che atterrino su mercato e nelle mani dei giornalisti, ci sono alcune cose che si possono dire (e che non si sono capite parlando delle macchine per lo sviluppo dotate del processore A12Z Bionic per iPad. Il tema è che Apple sinora ha parlato esclusivamente di accelerazione. Ma rimane da capire le performance per il computing generico.

Vediamo di spiegare questo concetto, focalizzandoci anche e soprattutto su Rosetta, che per almeno un anno accompagnerà quotidianamente gli utenti dei nuovi Mac con M1.

Certamente i nuovi processori sono fantastici per quanto riguarda la codifica, e il machine learning e la GPU integrata viaggia meglio di una Intel iGFX e la parte di crittografia (tutte cose che vengono usate moltissimo) è accelerata. Il marketing Apple ha visto bene di ripetere questa cosa continuamente. Così come ribadire che si tratta di un SoC, System on a Chip, a basso, bassissimo consumo. Certo. Viene dal mondo mobile, è chiaro che faccia queste cose in questo modo: sono anni che iPhone e iPad (oltre a molti apparecchi Qualcomm) fanno la stessa cosa.

Il problema come dicevamo all’inizio è il calcolo generalista. Si può battere tranquillamente Intel nel rapporto performance/watt, alla grande. Ma i picchi di calcolo? E il calcolo ad alto volume, cioè ad alta velocità e per periodi di tempo sostenuti? I benchmark offerti da Apple durante il keynote dicono che le build di Xcode sono 2,8 volte più veloci. La domanda diventa, però: più veloci per via della CPU o per via del controller dell’SSD? Anche quello è integrato nel SoC e anche quello è più veloce, ma ci dice poco rispetto al calcolo generalista.

Come andrà Rosetta 2
Un aspetto che sarà fondamentale per moltissimi utenti dei Mac con Apple Silicon nei prossimi mesi e anni, come dicevamo sopra, è quello di Rosetta 2, l’emulatore che permette di eseguire codice pensato e codificato per Intel. Per alcuni sarà ottimo ma per alcuni sarà una delusione, a seconda di cosa viene usato. Ad esempio, per chi utilizza applicativi che a loro volta usano un ecosistema di plug-in. Oppure in generale per applicazioni che macinano un sacco di calcoli. Rosetta 2 sarà molto più efficiente con le app che eseguono prevalentemente attività di I/O (le primitive sono le stesse) mentre per quelle calcolo-intensive ci saranno più problemi.

Il vero ammazza-Intel
Altra domanda da tenere di conto. La prima generazione di Apple Silicon, cioè questi M1, è molto leggera: compete direttamente con i chip ultraportabili ed embedded di architettura x86: 16 Gb massimo, nessun supporto per eGPU/dGPU, prestazioni limitate. Apple quando avrà pronta la sua SoC capace di competere con un sistema ad alta performance “sul serio”, cioè una soluzione x86 high-end?

Se anziché fare il paragone con Intel, che ha dei problemi enormi da anni, facciamo il paragone con un’altra azienda che produce processori ad altissime prestazioni, cioè Sony, la domanda diventa quand’è che Apple Silicon sarà nella stessa classe di funzionamento dei SoC della Playstation 5? L’azienda giapponese per la parte di CPU e grafica della sua console ha progettato assieme ad AMD e prodotte da quest’ultima delle variazioni rispetto ai prodotti di silicio per PC che verticalizzano i core di calcolo e li ottimizzano per l’uso del gaming. È quella una strada sulla quale sarebbe interessante confrontare il lavoro fatto da Apple in termini di possibilità di crescita.

Quello a cui stiamo assistendo adesso è Apple che sta riuscendo in un esercizio notevole sia dal punto di vista tecnologico e anche e soprattutto di marketing, cioè estendere il segmento di hardware del settore mobile/tablet sino a quello dei personal computer, inghiottendone una fetta. È un segmento di origine in cui Apple è straordinariamente brava e competente, dove supera alla grande qualsiasi cosa ultraportatile ed embedded fatto da Intel. È una manovra logica e coraggiosa al tempo stesso.

La domanda però diventa: Apple sarà in grado di andare più in su, e di occupare un altro spazio, quello dei personal computer di fascia medio alta e molto alta?

Rosetta 2, la vendetta
E arriviamo a Rosetta 2. Scendiamo un po’ più nel tecnico. Rosetta utilizza più memoria di quanta non ne usasse il software che viene emulato. È necessario per poter gestire tutta la parte di compilazione Just in Time (JiT) e Ahead of Time (AoT) necessaria per il codice e le varie cache del codice x86. E poi ci saranno probabilmente altre parti di attività per fare housekeeping da parte di Rosetta stessa. E questo impatta frontalmente con l’attuale limitazione a 16 GB di Ram (o addirittura 8, per le macchine base).

È un decennio che si fa traduzione dinamica del codice in esecuzione per fare emulazione ad alta performance. Ed è chiaramente impossibile trasformare una app nata per x86 in una app per ARM. Quello che è possibile fare è introdurre un layer di emulazione che si occupa di tradurre in tempo reale quello che succede. E questo introduce rallentamenti, richiede più memoria e più processore.

Come detto, Rosetta 2 sarà più veloce a fare alcune cose e drammaticamente lento e appesantito per farne altre. Succede così nell’emulazione e dipende innanzitutto da come è stata architettata l’app per x86. Se questa architettura fa cose “facili” per lo strato di emulazione, cioè Rosetta 2, nel senso di proporre sequenze di istruzioni e modalità di uso dei dati (I/O, calcolo) nel modo giusto, Rosetta sarà molto, molto performante.

Se invece l’app cercherà di fare cose strane o farle in modo strano, da un punto di vista computazionale, oppure andrà a toccare alcuni dei punti deboli dell’emulazione (intensità della parte di calcolo, uso della memoria, istruzioni esotiche) è pura sfortuna e andrà tutto molto, molto piano. C’è da sperare che quella app di cui avete bisogno disperatamente e che non è stata ancora convertita per Apple Silicon non sia una di queste.

Per tutte le novità Mac con Apple Silicon presentate da Apple nell’evento del 10 novembre si parte da questo articolo.

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