Apple studia nuovi modi per realizzare dispositivi pieghevoli

Brevetto dispositivo ieghevole Apple

La Casa di Cupertino ha registrato ancora una volta un brevetto nel quale si fa riferimento a smartphone e tablet pieghevoli. Allo studio qualcosa insieme con LG?

Da qualche tempo varie aziende in tutto il mondo studiano dispositivi con display pieghevoli, una rivoluzione con prodotti in alcuni casi mostrati nelle varianti preliminari anche in fiere al settore mobile. Al momento si tratta più che altro di esercizi di stile ma aziende come Samsung, LG, Lenovo, Huawei e altre ancora stanno lavorando sodo per esplorare questa possibilità. Apple non è da meno, ha registrato vari brevetti e l’ultimo di questa serie fa espressamente riferimento a una cover e a un display pieghevole.

Nel concept, scovato presso il Patent and Trademark Office statunitense da Appleinsdier, si fa riferimento a smartphone e tablet pieghevoli, si cita il meccanismo a cerniera dedicato e altri dettagli. Il brevetto di Apple prevede varie modalità di piegatura, inclusa quella a metà tipo libro e persino a zig-zag tipo brochure (per mostrare solo un terzo del display). Per far fronte alla sollecitazione di compressione, gli strati dovrebbero essere realizzati con particolari materiali e filler in grado di far rimanere le superfici piatte. Nel brevetto Apple evidenzia le varie problematiche e soluzioni specifiche per cover e display che permettono di ottenere dispositivi pieghevoli ma duraturi.

Brevetto

Non è la prima volta che Apple registra brevetti legati a dispositivi pieghevoli; già in passato sono stati individuati brevetti di questo tipo. A fine marzo è circolata voce della realizzazione di un prototipo di smartphone pieghevole realizzato in collaborazione con LG, una voce già sentita lo scorso anno che faceva riferimento a un dispositivo in grado di trasformarsi da iPhone a una sorta di iPad. Un diverso brevetto ancora risale al 2016 e prevede l’uso di cerniere e pannelli OLED flessibili con sostegni di metallo. La Casa di Cupertino, tra le altre cose, da tempo ha investito in maniera rilevante nel settore MicroLED, tecnologia per schermi organizzati secondo una matrice di LED microscopici – in grado di emettere luce in modo autonomo (senza cioè bisogno di retroilluminazione) e in grado di semplificare la possibile creazione di dispositivi pieghevoli.