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Chrome lento? Mighty risolve il problema offrendo il browser su server

Chrome è lento, occupa memoria RAM in quantità spropositata e nonostante Google abbia risolto vari inconvenienti nelle versioni più recenti del browser riducendo l’uso di risorse, vari utenti continuano a lamentare problemi. La soluzione definitiva ed estrema arriva da Mighty, che propone l’uso di Chrome su server remoti, alla stregua di quanto è possibile fare con altri servizi. In pratica si tratta di un thin client che visualizza l’immagine prodotta da quel server, alla stregua di servizi che offrono il gaming in streaming, applicando la stessa idea a un browser web.

Rispetto a un Chrome eseguito in locale, gli sviluppatori del servizio evidenziando la possibilità di sfruttare dieci volte meno RAM e aumentare di due ore l’autonomia del computer. Il client in locale in effetti non va quasi niente (tutto avviene in remoto, e in locale si ha solo la visualizzazione delle immagini in remoto). Gli sviluppatori evidenziano anche i vantaggi di eseguire un browser in un data center, con larghezza di banda e latenza incomparabili rispetto alle connessioni domestiche.

Chrome lento? Mighty risolve il problema offrendo il browser su server

L’istanza di Chrome viene essere eseguita su un server potente, con 16 CPU virtuali, 16 GB di RAM e persino una scheda grafica Nvidia, essenziale per alcuni servizi online come Figma (un editor di grafica vettoriale e uno strumento di prototipazione web-based). È possibile tenere aperte anche 50 tab contemporaneamente, alleggerendo notevolmente il lavoro lato-client.

Tutto questo non è gratis: sono richiesti 13 euro al mese e l’utente dovrebbe inoltre avere una connessione da almeno 100 mbps per ottenere una navigazione fluida senza lag di sorta. Il servizio prevede funzionalità come la possibilità di passare da una scheda aperta all’altra con la stessa scorciatoia delle app in locale, o un motore di ricerca dedicato per Google Docs. Gli sviluppatori riferiscono inoltre di avere ottimizzato il sistema per le loro esigenza. È una idea un po’ folle ma è la conferma che sempre più applicazioni saranno eseguibili lato-server, senza preoccuparsi della potenza di elaborazione lato-client.

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