Il sito CNET ha testato 33 telefoni di Apple, Google, OnePlus, Samsung, Motorola e altri brand ancora, per scoprire quali sono quelli che si ricaricano più velocemente. Di seguito i risultati:
- La serie iPhone 17 di Apple vanta le velocità di ricarica più elevate, con l’iPhone 17 Pro che si aggiudica il primato assoluto.
- Il Galaxy S26 Ultra di Samsung offre la ricarica cablata più rapida, grazie alla sua potenza di ricarica da 60 watt.
- Le batterie al silicio-carbonio garantiscono velocità superiori, ma sono presenti per ora solo in pochi prodotti
Con i i33 telefoni testati, CNET ha effettuato due prove su ciascun modello. La prima è stata un test di ricarica cablata di 30 minuti, utilizzando il cavo in dotazione e un caricabatterie da muro con potenza uguale o superiore alla velocità massima supportata dallo smartphone. Ogni dispositivo ha iniziato il test con una carica pari o inferiore al 10%, ed è stata annotata la percentuale finale dopo 30 minuti.
CNET ha poi sottoposto tutti i telefoni che supportano la ricarica wireless a un test simile di 30 minuti. Per ognuno è stato utilizzato un caricabatterie Qi (7,5 watt), Qi2 (15 watt) o Qi2.2 (25 watt) che eguagliasse o superasse la massima velocità di ricarica wireless supportata dal telefono. I dispositivi sono partiti da una carica pari o inferiore al 10%, ed è stata registrata la percentuale raggiunta dopo 30 minuti.
I prodotti che si sono comportati meglio sono stati; il Samsung Galaxy S26 Ultra e l’iPhone 17 Pro di Apple. “Sebbene l’iPhone 17 Pro non raggiunga le velocità di ricarica wireless sbalorditive di alcuni telefoni cinesi venduti fuori dagli Stati Uniti, trae vantaggio dall’avere una batteria da 4.252 mAh, più piccola rispetto ad altri modelli nella sua fascia di prezzo (che tipicamente hanno una capacità di 5.000 mAh o superiore)”, spiega Cnet. “Avendo quindi meno capacità, richiede meno tempo per caricarsi. E come abbiamo appreso nei nostri test sull’autonomia, la capacità di una batteria è solo uno dei diversi fattori (insieme all’efficienza del processore e del software) che influenzano la durata effettiva”.













