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iOS 27 riscrive Siri con l’AI: cosa cambia e chi può usarla

iOS 27 riscriverà Siri da zero. L’assistente che conosciamo da quindici anni verrà sostituito da qualcosa di strutturalmente diverso. Apple punta a trasformarlo nel principale punto di accesso a tutte le funzioni di intelligenza artificiale dell’iPhone, un assistente sempre disponibile, capace di comprendere richieste articolate, ricordare il contesto e coordinare attività tra più applicazioni.

Molto di quello che Apple aveva annunciato con iOS 18 nel 2024 non è mai arrivato. iOS 27 è il tentativo di consegnare finalmente quella visione, spostando Siri da semplice assistente vocale a interfaccia centrale dell’intelligenza artificiale Apple.

L’app Siri: finalmente una casa propria

Per la prima volta Siri avrà una vera applicazione dedicata. L’obiettivo è offrire un ambiente adatto alle conversazioni lunghe e articolate, con una struttura che ricorda da vicino quella delle moderne applicazioni AI.

Tra le principali novità troviamo:

  • cronologia completa delle conversazioni;
  • visualizzazione a elenco oppure a card;
  • barra Ask Siri per avviare nuove richieste;
  • prompt suggeriti per facilitare le prime interazioni;
  • sincronizzazione tra dispositivi tramite iCloud.

Le conversazioni appariranno come normali chat, con uno stile simile a Messaggi. Gli utenti potranno scegliere per quanto tempo conservarle: con cancellazione dopo 30 giorni, dopo un anno o con conservazione permanente.

La sincronizzazione avverrà tramite iCloud, permettendo di riprendere una conversazione iniziata su iPhone direttamente su Mac o iPad.

Testo, voce e allegati

La nuova Siri non sarà limitata alla voce. Gli utenti potranno interagire scrivendo o parlando, scegliendo di volta in volta la modalità più comoda. Sarà inoltre possibile allegare contenuti da far analizzare all’assistente.

  • immagini e fotografie;
  • PDF;
  • documenti;
  • altri file compatibili.

Si potrà allegare un contratto e chiedere un riassunto dei punti principali, oppure caricare una fotografia e richiedere informazioni sul contenuto.

Contesto personale e lettura dello schermo

Apple aveva già mostrato nel 2024 una Siri capace di comprendere meglio il contesto personale dell’utente, ma quella funzione non è mai arrivata al pubblico. Con iOS 27 dovrebbe diventare uno degli elementi centrali del nuovo assistente.

Siri potrà accedere alle informazioni contenute nell’ecosistema personale dell’utente, attingendo a Mail, Messaggi, Calendario, Contatti, Note, Promemoria, Foto e File. Questo permetterà richieste molto più naturali rispetto a quelle gestibili oggi.

Domande come “Quando è il prossimo appuntamento con il dentista?” oppure “Qual è il numero di telefono che mi ha inviato Luca la settimana scorsa?” dovrebbero ricevere risposte basate sui dati già presenti nel dispositivo.

Alla comprensione del contesto personale si aggiunge la cosiddetta onscreen awareness. Siri sarà in grado di comprendere cosa appare sul display e agire di conseguenza.

Se si sta visualizzando una mail con un indirizzo, si potrà chiedere di salvarlo nei contatti. Se si sta leggendo un articolo, si potrà chiedere un riassunto. Se si sta guardando una fotografia, si potranno richiedere modifiche o informazioni sul contenuto.

siri prima e dopo ios 27

Azioni tra app e automazioni

Uno dei limiti della Siri attuale è la difficoltà nel gestire operazioni multiple. Con iOS 27 sarà possibile eseguire più attività all’interno dello stesso prompt. Si potrà chiedere di controllare il meteo di domani, creare un appuntamento in calendario e avvisare un contatto dell’orario di arrivo, tutto in una sola richiesta.

La capacità più rilevante della nuova Siri sarà però quella di eseguire azioni dentro e tra le app. Siri potrà navigare più in profondità nelle applicazioni e coordinare operazioni che oggi richiedono diversi passaggi manuali.

Con le app di terze parti il rapporto diventerà più profondo rispetto ad oggi. Gli sviluppatori potranno indicare a Siri quali funzioni della loro app sono accessibili dall’assistente. Siri potrà così creare un’attività in un’app di produttività, preparare un messaggio in un’app di comunicazione, salvare un contenuto in un servizio di note o avviare una funzione specifica senza obbligare l’utente a cercarla nei menu.

Il cambiamento più importante riguarda la capacità di mettere insieme più informazioni e trasformarle in un’azione completa. Siri potrà recuperare dati da app diverse, interpretarli e usarli per completare attività complesse, come scrivere un’email raccogliendo informazioni da Calendario, Note e Contatti, oppure verificare la disponibilità dell’utente prima di fissare un appuntamento.

“Cerca o chiedi” e le nuove gesture

Una delle novità di interfaccia più importanti si chiama Search or Ask. Con uno swipe verso il basso dal centro superiore dello schermo si aprirà una nuova interfaccia che unisce ricerca e AI.

Da qui sarà possibile avviare applicazioni, creare messaggi, consultare il meteo, gestire appuntamenti, cercare nelle note, usare scorciatoie ed effettuare ricerche sul web.

Per la prima volta Apple gestirà le ricerche web con un motore di ricerca proprietario, in concorrenza diretta con Perplexity. Le risposte includeranno riassunti, liste e immagini senza rimandare necessariamente a Google o ad altri servizi esterni.

Quando Siri fornirà una risposta, il sistema mostrerà card informative ricche di contenuti per persone, luoghi, notizie, meteo, sport e dati personali. Uno swipe sulla card aprirà la modalità conversazione in stile iMessage, con accesso diretto all’app Siri completa.

Search or Ask incorporerà anche le attuali funzionalità di Siri Suggestions, con applicazioni usate frequentemente, ricerche recenti e suggerimenti contestuali legati all’orario della giornata.

L’arrivo di Search or Ask porterà con sé una modifica alle gesture di sistema: lo swipe dal centro superiore aprirà Search or Ask, quello da sinistra il Notification Center, quello da destra il Control Center.

iOS 27 e la rivoluzione Siri con AI: tutto quello che dovete sapere - macitynet.it

Siri nella Dynamic Island

Apple ha ripensato anche il modo in cui Siri viene visualizzata. L’assistente non comparirà più come un bordo luminoso attorno allo schermo, ma vivrà principalmente nella Dynamic Island.

Quando l’utente pronuncia “Siri” o usa il tasto laterale, comparirà una nuova animazione con un messaggio con il “Cerca o chiedi” e un cursore luminoso nei colori signature dell’assistente. Una volta ottenuta la risposta, Siri si espanderà in un pannello traslucido.

Estensioni: ChatGPT, Claude e Gemini dentro Siri

Apple sta preparando un sistema chiamato Siri Extensions, pensato per integrare modelli AI esterni direttamente nell’esperienza Siri. Gli utenti non saranno più vincolati alle sole tecnologie Apple e potranno scegliere il modello più adatto alle proprie esigenze.

Tra i chatbot testati figurano ChatGPT, Claude e Gemini. Search or Ask permetterà di passare da un chatbot all’altro all’interno della stessa interfaccia.

Le Extensions si gestiranno dalle Impostazioni, nella sezione Apple Intelligence e Siri, mentre nell’App Store arriverà una sezione dedicata per scaricare e attivare i servizi compatibili.

Apple starebbe valutando di estendere questo sistema anche a strumenti come Writing Tools e Image Playground, con la possibilità di scegliere voci associate ai modelli di terze parti, così da distinguere subito quale sistema AI sta rispondendo.

Privacy, Google e Gemini

Gemini rappresenterà la base tecnica dei nuovi Apple Foundation Models e di molte funzioni AI sviluppate da Apple, compresa la versione più personalizzata di Siri.

L’accordo pluriennale avrebbe un valore di circa un miliardo di dollari l’anno e consentirebbe ad Apple di accelerare lo sviluppo della nuova Siri senza costruire internamente ogni componente. La collaborazione riguarderebbe sia i modelli Gemini sia l’infrastruttura server per eseguire una parte delle elaborazioni.

Apple ha giustificato la scelta affermando che la tecnologia AI di Google offre le fondamenta più valide per i propri modelli. È una posizione che mostra quanto la competizione nell’intelligenza artificiale stia modificando i rapporti tra grandi aziende tecnologiche.

Apple continua a puntare sulla privacy come elemento distintivo. Le elaborazioni saranno distribuite tra il processore dell’iPhone, il Private Cloud Compute e, per alcune funzioni avanzate, l’infrastruttura di Google.

Quest’ultimo punto è il più discusso. The Information afferma che una parte significativa della nuova Siri verrebbe ospitata sui server di Google,  e girerebbe su hardware Nvidia una scelta che rappresenta un cambio di strategia importante per un’azienda storicamente attenta a mantenere il controllo diretto dell’elaborazione dei dati.

Come già accade con Apple Intelligence, sarà possibile disattivare le funzioni AI e usare il dispositivo senza questi strumenti.

Beta, lingue e disponibilità

Apple continuerà a etichettare la nuova Siri come beta e preview. Alcune funzioni potrebbero evolvere anche dopo il rilascio iniziale.

Lo scenario più probabile prevede un accesso graduale, una possibile lista di attesa e disponibilità limitata nelle prime settimane. Sarebbe lo stesso schema usato nel 2024 al lancio di Apple Intelligence.

Apple Intelligence supporta già l’italiano, ma non è detto che tutte le funzioni della nuova Siri arrivino contemporaneamente in ogni paese. Pesano due variabili:

  • lingue supportate, perché alcune funzioni potrebbero arrivare prima in inglese e solo dopo in altri idiomi;
  • aree geografiche, perché Apple potrebbe distribuire alcune caratteristiche in momenti diversi a seconda dei mercati.

Chi potrà usare la nuova Siri con l’AI

Resta la domanda che conta di più per chi legge: il proprio iPhone reggerà la nuova Siri? Apple non ha ancora ufficializzato l’elenco, e fino al keynote ogni previsione resta indiscrezione, ma le fonti convergono su una direzione precisa. Installare iOS 27 non significherà accedere a tutte le sue funzioni, perché le novità AI hanno requisiti hardware più alti del sistema operativo in sé.

Si delineano tre livelli:

  • iOS 27 di base, su iPhone 12 e successivi, con le novità di sistema slegate dall’intelligenza artificiale;
  • Apple Intelligence, e quindi la nuova Siri, Visual Intelligence e l’editing generativo delle foto, che richiederebbe iPhone 15 Pro o successivi con chip A17 Pro o superiore;
  • funzioni AI più avanzate, che potrebbero restare riservate ai modelli con chip della serie A18 o successivi;
  • esclusi: iPhone 11, 11 Pro, 11 Pro Max e l’iPhone SE di seconda generazione, fermi a iOS 26 con i soli aggiornamenti di sicurezza.

Il risultato è che la Siri rinnovata, il vero motivo d’interesse di iOS 27, sarà appannaggio dei modelli più recenti. Un iPhone potrà aggiornarsi senza ottenere l’assistente AI, e questa distinzione peserà sulla percezione dell’aggiornamento più di quanto non sia mai accaduto. Il quadro definitivo arriverà con la WWDC e le prime beta.

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La scommessa AI più importante di Apple

Al di là delle singole funzioni, iOS 27 è soprattutto la risposta di Apple al ritardo accumulato nell’intelligenza artificiale. Per due anni l’azienda ha promesso una Siri capace di capire il contesto e agire al posto dell’utente, senza mai consegnarla. Ora prova a recuperare in un colpo solo, e lo fa con una scelta che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata impensabile: appoggiarsi a Gemini e ai server di Google per far funzionare il suo assistente più personale.

È il segno di un equilibrio nuovo. Apple mantiene il controllo dell’esperienza, dell’interfaccia e della privacy, ma accetta di non possedere il motore AI che la alimenta. La nuova Siri, Visual Intelligence, l’editing generativo delle foto e le Siri Extensions con ChatGPT, Claude e Gemini disegnano un ecosistema in cui l’iPhone diventa il punto di accesso a più intelligenze artificiali, anche di terzi.

Resta da capire quanto di questa visione arriverà davvero al lancio e quanto nei mesi successivi. Dopo i rinvii che hanno accompagnato Apple Intelligence, iOS 27 sarà il banco di prova della strategia AI di Apple, e dirà se Cupertino è tornata in corsa o se sta solo inseguendo chi è partito prima.

 

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