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GDPR un anno dopo

ll 25 maggio 2019 è stato il primo anniversario dell’entrata in vigore del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) in Europa. Progettato per migliorare la protezione dei dati individuali e garantire la privacy, il regolamento è ora preso come esempio dal resto del mondo.

Nel 2018 si sono riscontrati evidenti problemi sulla privacy, problemi portati alla ribalta da costanti notizie di attacchi informatici mirati, nella maggior parte dei casi, a sottrarre informazioni sensibili.

Quello che risulta evidente con il passare del tempo è come i dati degli utenti siano diventati a tutti gli effetti una nuova valuta. È proprio a fronte di questa consapevolezza che tutto il mondo ha iniziato a proteggerli e regolamentarli creando delle leggi specifiche.

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ESET, azienda specializzata in sicurezza, nel suo rapporto denominato “Cybersecurity Trends 2019: privacy e intrusione nel villaggio globale” (PDF), presenta una serie di tendenze e probabili scenari futuri legati alla protezione dei dati, inclusa la previsione che vede nella capacità di gestire correttamente la privacy dei dati un fattore chiave nel determinare il futuro di un’azienda.

Un’altra tendenza in crescita, e di cui si inizia a parlare sempre più spesso, è la diffusione delle leggi sulla privacy a livello globale. La California, quinta potenza economica del mondo se fosse un paese indipendente, ha già promulgato il California Consumer Privacy Act (CCPA). La nuova legge sulla privacy, che ha preso spunto da molti articoli del GDPR, raggiungerà un’area molto più estesa dei confini del Golden State considerati i rapporti di affari che la California ha sia con gli altri stati membri degli USA sia a livello globale.

Anche il Brasile ha tratto ispirazione dal GDPR per creare il Brasile Gerald de Proteção de Dados (LGPD) e poiché è una delle maggiori economie dell’America Latina, sicuramente l’LGPD avrà un effetto tangibile anche sul mercato globale. A partire da febbraio 2020 infatti, le aziende che conducono lavori in Brasile dovranno essere conformi o affrontare una pesante multa.

Privacy. That's iPhoneIl Giappone è all’avanguardia sul tema tanto da aver apportato già nel 2017 modifiche alle sue leggi sull’informativa sulla privacy espandendone l’applicazione anche alle società straniere che trattano i dati dei cittadini nipponici.

Nonostante il clamore attorno al GDPR e il modello che dimostra come le leggi sulla privacy stiano diventando sempre più imprescindibili, molte aziende non riescono ancora ad adeguarsi, spiega ESET. Il GDPR è sopravvissuto al suo primo anno di vita ed è destinato ad evolversi.

È quindi assolutamente necessario che le società valutino la propria situazione e intervengano per proteggere i preziosi dati dei loro clienti, senza dimenticare che sembra inevitabile che le nuove leggi sulla privacy continuino a diffondersi in tutto il mondo e che l’inosservanza di tali norme può comportare costose sanzioni pecuniarie oltre al conseguente danno di immagine.

Da anni Apple si presenta come uno dei più grandi paladini della privacy e riservatezza dei dati. Tim Cook ha sostenuto la causa in numerosi interventi, congressi e interviste. All’inizio di marzo Apple ha registrato il dominio PrivacyIsImpoertant.com, lasciando così ipotizzare nuove campagne e iniziative in arrivo. Nel sito web principale di Cupertino una intera sezione presenta tutte le soluzioni e le tecnologie di iPhone, iPad e Mac per la tutela della privacy e dei dati personali degli utenti.

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