L’iPhone 17 era il telefono da consigliare fino a pochi giorni fa. Ora è un po’ meno facile farlo. La responsabilità è delle richieste di sistema dell’intelligenza artificiale Apple e in particolare di Siri AI.
Per la prima volta da quando Apple ha avviato la sua strategia nell’intelligenza artificiale, alcune delle funzioni più avanzate richiedono una dotazione hardware superiore a quella dell’ultimo modello base. Il motivo è semplice: il nuovo modello AI on-device introdotto da Apple necessita di 12 GB di memoria unificata per funzionare direttamente sul dispositivo, e l’iPhone 17 base ha 8 GB di RAM.
La situazione assume un peso ancora maggiore se si considera che il problema non coinvolge soltanto il modello base della nuova generazione. Anche iPhone 16 Pro e iPhone 16 Pro Max, dispositivi che Apple aveva commercializzato con il messaggio “Built for Apple Intelligence”, restano esclusi dalle due funzioni che richiedono il nuovo modello locale da 12 GB.
Da quando Apple Intelligence è stata introdotta, il requisito minimo era sempre rimasto fermo a 8 GB. iOS 27 segna quindi il primo aumento ufficiale delle richieste hardware per l’intelligenza artificiale di Apple.
La spiegazione è legata alle dimensioni e alla complessità crescente dei modelli linguistici. Per garantire risposte rapide, il sistema deve mantenere il modello AI residente nella memoria del dispositivo mentre continuano a funzionare le altre applicazioni. Con 12 GB Apple riesce a gestire contemporaneamente il nuovo modello e le normali attività del telefono senza ricorrere all’elaborazione remota.
Le due funzioni che restano escluse
L’hardware, per ora, taglia fuori solo due novità per quanto siano quelle che Apple ha maggiormente evidenziato durante il WWDC 2026.
La prima è la nuova voce di Siri. Grazie al modello AI più avanzato, l’assistente può adottare una parlata più naturale ed espressiva, consentendo anche una maggiore personalizzazione del tono e del ritmo della voce.
La seconda riguarda la dettatura. Il sistema è in grado di trascrivere il parlato con una precisione superiore, inserendo automaticamente punteggiatura, maiuscole e formattazione del testo senza richiedere interventi manuali. Si tratta di una delle applicazioni più utili dell’intelligenza artificiale generativa, soprattutto per chi utilizza spesso il telefono per scrivere messaggi, appunti o documenti.
Apple Intelligence continua comunque a funzionare
È bene dire che chi possiede un iPhone 17 non perderà l’accesso ad Apple Intelligence. Continuano a essere disponibili tutte le altre funzioni già annunciate da Apple: il contesto personale di Siri, la consapevolezza di ciò che appare sullo schermo, le risposte basate sul web, Visual Intelligence, Writing Tools e la nuova applicazione dedicata all’assistente.
Per le funzioni più esigenti Apple offre poi una soluzione alternativa attraverso Private Cloud Compute. In questo caso le elaborazioni vengono eseguite nei server Apple invece che sul dispositivo, con latenza maggiore e dipendenza dalla connessione. L’esperienza finale resta simile, ma manca uno degli aspetti che Apple considera centrali nella propria strategia AI: l’elaborazione immediata e locale, senza dipendere dai server.
Il costo della memoria
Al di là del fatto che per ora in Europa la Siri con Ai non c’è, la vera notizia potrebbe non essere l’esclusione di due funzioni specifiche, ma ciò che questa scelta suggerisce per gli anni successivi. L’industria sta investendo sempre più risorse nei modelli AI eseguiti direttamente sui dispositivi. Man mano che queste tecnologie diventano più sofisticate, aumentano anche le esigenze in termini di memoria, e la RAM sta rapidamente diventando il principale discriminante tra dispositivi di fascia alta e modelli base.
Sul mercato, questo si traduce in scelte sempre meno neutre sul piano economico. iPhone Air, ad esempio, parte da 1.239 euro, contro i 979 euro dell’iPhone 17 base: 260 euro in più. Chi acquista oggi il modello base sa già che dovrà convivere con almeno una limitazione rispetto alla gamma. Resta da vedere che cosa accadrà a chi comprerà l’iPhone 18 base. Il mercato della ram è diventato molto complicato ed Apple potrebbe essere costretta a presentare ancora un iPhone con 8 GB per contentere il costo, oppure a depauperarlo di funzioni che nei precedenti modelli si era abituati a trovare.











