La passione di Steve Jobs per le biciclette

Il co-fondatore di Apple era appassionato dei pedali e a Parigi nel 2007 prima di parlare di affari con il capo di Vivendi Universal volle testare personalmente Vélib, un servizio pubblico di noleggio biciclette.

La bici di Jobs

Il settimanale francese Le Point racconta nell’ultimo numero un aneddoto poco noto legato a Steve Jobs: nel 2007 si trovava a Parigi per incontrare il capo di Vivendi Universal e il co-fondatore di Apple volle testare Vélib, abbreviazione di vélo libre service, un programma pubblico di noleggio biciclette. Anziché parlare subito di iTunes Store, Jobs convisse il suo interlocutore a portarlo alla stazione più vicina per testare il servizio di bici self-service.

Steve Jobs era appassionato di biciclette e negli anni ’80 ha sicuramente usato un’italianissima Cinelli Supercorsa, ottenuta da Antonio Colombo, l’industriale che nel 1979 acquisì l’azienda fondata nel 1947 da Cino Cinelli, ex corridore professionista.

Wired nel 2012 raccontò questa storia, spiegando che la bici scelta da Jobs era ovviamente innovativa, tecnologicamente avanzata e bellissima: una Cinelli Supercorsa che aveva scelto personalmente quando era stato a Milano; mentre cercava un distributore italiano per i suoi Macintosh, aveva trovato il tempo per visitare lo storico stabilimento Cinelli, nel quartiere di Lambrate.

«Steve Jobs è stato un genio, un comunicatore imbattibile», spiegava all’epoca Antonio Colombo dietro la scrivania del suo ufficio. «Io sono più scostante, non ho le sue capacità e la sua determinazione. Infatti molti dei prodotti Cinelli non sono stati capiti, soprattutto in Italia. E la colpa è mia, perché il sistema italiano del ciclismo è arretrato, non c’è dubbio, ma io non mi considero una vittima. Se il valore aggiunto delle nostre biciclette non è stato colto, la responsabilità è soprattutto mia». Valore aggiunto che Steve Jobs, invece, aveva capito subito.

Steve Jobs e Antonio Colombo insieme ad Aspen
Steve Jobs e Antonio Colombo insieme ad Aspen

Sempre a proposito di bici, noto è il parallelo che Jobs pronunciò nel 1979: «Il computer è lo strumento più importante che abbiamo oggi. È come una bicicletta per la mente”. Jobs era affascinato da come una bicicletta potesse trasformare una persona lenta e facilmente attaccabile, in un viaggiatore efficiente, in grado di concorrere in velocità con i mammiferi più veloci del nostro pianeta. “La bicicletta per la mente” di cui parlava quasi 40 anni addietro Jobs è un computer che, senza il suo utente (senza la mente umana) non produce nulla.