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Due mesi in viaggio con le Bose QuietComfort 20i: la prova sul campo

Bose QuietComfort 20i sono le auricolari di ultima generazione dotate di un nuovo sistema di soppressione attiva del rumore: Macitynet ha già pubblicato una recensione nel mese di agosto, poco dopo il lancio esaminandone nei dettagli le specifiche tecniche e le funzioni offerte. In questo nuovo articolo invece abbiamo messo alla prova a lungo le auricolari Bose QuietComfort 20i utilizzandole nella routine quotidiana di chi si sposta sia con i mezzi di trasporto pubblico a Milano che con i treni e gli autobus per l’Italia o gli aerei per gli Stati Uniti e il resto dell’Europa, per comprendere se il prezzo elevato di 300 euro (Apple Store online e Amazon) è giustificato dalle funzioni offerte.

L’americana Bose non è la prima a realizzare delle cuffie in-ear, con diffusori che entrano direttamente nel canale auricolare, dotate di circuito di cancellazione del rumore. Non ha l’ambizione di fare il prodotto alto di gamma per audiofili (anche se l’azienda americana ha comunque una forte attenzione per i prodotti di tipo medio-alto) né però vuole limitarsi al prodotto più economico sul mercato, con forti compromessi sui risultati.

Invece, Bose ha aspettato per introdurre le sue cuffie in-ear QuietComfort 20i per accumulare esperienza e realizzare un prodotto innovativo sia dal punto di vista delle funzionalità che dal punto di vista della qualità del sistema di soppressione del rumore.

Come funziona il meccanismo
Bose ha cercato di innovare tenendo alto lo standard del suo prodotto. Le QuietComfort 20i hanno un circuito della riduzione del rumore molto compatto ed efficiente che occupa poco spazio. Vicino al jack da tre pollici e mezzo c’è infatti un rettangolo molto sottile (come un paio di carte di credito sovrapposte) che ha sia la batteria da 16 ore di autonomia che i comandi per l’accensione e la ricarica del sistema. Invece, lungo il filo è presente un filocomando che, nella versione in prova compatibile con Apple, rispecchia in pieno i comandi delle cuffie Apple: tasto più e meno volume, tasto play-pause, che hanno anche altre funzioni, più un tasto per attivare/disattivare momentaneamente il sistema di eliminazione del suono delle cuffie.

Il sistema di riduzione del rumore funziona utilizzando dei microscopici microfoni mems posti sui padiglioni della cuffia in-ear, che sentono cosa accade intorno e comunicano al circuito la forma d’onda dei suoni percepiti. Il circuito analizza il suono e produce un suono analogo ma con fase invertita, proiettandolo nelle cuffie. In questo modo i due suoni si annullano e la sensazione nella cuffia è quella di un profondo silenzio.

Per avere un buon risultato le cuffie realizzano anche una forma di silenziamento meccanico, analoga a quello delle cuffie a padiglione chiuso che tradizionalmente sono state impiegate sino a questo momento come piattaforma per gli impianti di cancellazione del rumore. Le cuffie tradizionali ottengono un abbassamento della rumorosità tramite l’effetto meccanico di “tappo” che impedisce la propagazione del suono e quindi produce una parte di silenzio. Anche le cuffie in-ear di Bose, grazie alla piccola staffa in materiale siliconato aiuta a tenere ben in pressione gli auricolari verso il condotto uditivo. Tre diverse taglie di staffa e auricolare permettono di calibrare le cuffie sulle principali differenze di taglia e fisiologia delle orecchie con ottimi risultati.

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La prova su strada
Abbiamo utilizzato le cuffie a lungo. Sono diventate, grazie alla pochette di spugna con chiusura completa che “tiene” anche le cuffiette tradizionali di iPhone e il mini-cavetto con la micro-USB per la ricarica, il compagno di viaggio di sempre. In tasca nel giaccone scompaiono e sono l’ideale per quando si deve prendere una metropolitana, un treno, un aereo. Le sedici ore funzionano perfettamente e anche di più: non c’è la sensazione che si corra il rischio di restare a secco.

Soprattutto, il fatto che, a differenza di cuffie della concorrenza, anche quando finisce la batteria (o se si decide di spegnere il circuito) il suono continua a passare, è una scelta sicuramente vincente.
Le cuffie danno una sensazione di silenzio quasi inquietante. Riescono ad annullare i classici rumori di fondo continui e stabili, ma anche i cambiamenti e i picchi improvvisi, cosa che non era praticamente possibile con i vecchi modelli. Inoltre, a differenza dei sistemi anche sofisticati utilizzati per la maggior parte dei circuiti di soppressione del rumore, che producono dei sibili piuttosto consistenti in determinate condizioni, le cuffie Bose in questione sono assolutamente silenziose e anzi, comunicano un senso di vuoto e quasi di vertigine all’orecchio, insinuando nel nostro cervello l’idea che ci troviamo di fronte a un improvviso spazio vuoto di suono e quindi “vuoto” in generale.

Grazie al fatto che le cuffie producono un silenzio di fondo così profondo è possibile ascoltare la musica a volumi sensibilmente più bassi e apprezzarne nonostante questo i dettagli, la definizione, i colori, le dinamiche tra pieni e vuoti. Le cuffie in ogni caso amplificano il segnale audio e lo ripuliscono, dando più definizione soprattutto ai bassi e a parte dei medi, mentre la parte più alta del suono risulta comunque chiusa e poco brillante. In ogni caso sempre meglio che le cuffie di serie di Apple o la maggior parte delle cuffie più economiche anche a padiglione aperto.

Bose QuietComfort 20i

La nostra opinione
Usare queste cuffie vuol dire fare un investimento. La spesa di 299 euro non è per tutti. Sicuramente le cuffie valgono la spesa dal punto di vista tecnologico e di qualità della voce, ma meno da quello estetico, ad esempio, perché la scelta dei materiali e dei colori non è esattamente quella di un prodotto esclusivo.
Se però ritenete che dieci mesi di quiete e silenzio, magari sul treno che vi porta al lavoro, oppure sull’aereo che vi fa pendolare tra città e continenti diversi, valga la pena allora la spesa di un euro al giorno pari al prezzo delle cuffie vi risulterà addirittura gradita e limitata nella sua ampiezza.

Nella prima presa di contatto di Macity con queste cuffie abbiamo esaminato nel dettaglio le caratteristiche “fisiche” dell’apparecchiatura. Adesso le considerazioni sono di carattere più soggettivo ma, speriamo, buone per molti lettori. Le cuffie sono comode da portare e, anche se alla lunga affaticano come qualsiasi corpo estraneo vicino all’orecchio, in realtà stancano molto dopo le cuffie tradizionali. Sono leggere e discrete, non attirano troppo l’attenzione, sono la scelta ideale per molti che non vogliano enfatizzare troppo il fatto di ascoltare la musica (ehi, utenti delle Beats by Dr. Dre?).

Il jack a tre anelli permette di usare i filocomandi di Apple, ma fate attenzione al momento dell’acquisto perché esiste anche il modello per Android e altri telefonini con un jack a due anelli e con un filocomando non compatibile con Apple. Il tipo di innesto, progetto proprietario di Bose, e la tecnologia sono comunque molto comode e garantiscono un risultato notevole, a condizione che non siate una di quelle persone che non sopporta le cuffie che entrano nel primissimo tratto del canale auricolare: le cuffie di Bose non sono delle EarPods tradizionali di Apple quanto più delle in-ear con entrata nel canale.

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Considerazioni finali
Un paio di cuffie così sono un piccolo investimento e meritano un po’ di attenzione. Non sono cuffie che si sentono a loro agio per essere usate sempre in casa, sia perché non reggono la qualità di un impianto stereo di alto livello (per quello ci sono altri tipi di cuffie anche in-ear) sia perché sarebbero sprecate in un ambiente non sufficientemente rumoroso.

All’aperto, attenzione a dove le usate: in strada, guidando o camminando, possono essere pericolose perché isolano realmente: la gente può parlarvi subito dietro la schiena e non ve ne accorgete nemmeno. Un motorino può suonarvi e voi non ve ne accorgerete, rischiando di farvi investire. Il pulsante di interruzione dell’utilizzo del circuito di soppressione del rumore, per quanto ridondante con il pulsante on-off (ma almeno questo non ha il ritardo inquietante di dieci secondi) funziona molto bene in questo senso.

La qualità della riproduzione è molto buona ma non eccelsa. Per questo però non c’è da preoccuparsi: sia perché probabilmente non avete un orecchio da maestro d’orchestra per rendervene conto, sia perché l’ascolto in cuffia dall’iPhone o dall’iPad mentre ci si muove va da se che prevede una qualità intermedia o “da battaglia” del suono riprodotto. Insomma: tra la musica ad altissima qualità e queste cuffie c’è una certa differenza.

Infine, cuffie come queste sono impagabili sia perché riducono lo stress sulle orecchie nei viaggi lunghi in treno o in aereo, ma anche perché consentono ad esempio di lavorare e concentrarsi in ambienti pubblici, senza essere sopraffatti dal rumore. Quando le si accende sembra di entrare in un’oasi di pace e di benessere. Forse alienante, rispetto al mondo esterno, sicuramente rinfrescante e piacevole dal punto di vista soggettivo.

Pro
Ottimo sistema di soppressione del suono
Spettacolare durata della batteria
Flessibilità di impiego e look minimalista

Contro
Estetica minimal però migliorabile
Prezzo oggettivamente elevato

Prezzo e disponibilità
Le auricolari Bose QuietComfort 20i sono disponibili al prezzo di 300 euro sia su Apple Store online che da questa pagina di Amazon.

Ecco come funziona StayHear
Ecco come funziona StayHear

 

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