In un mercato dominato dagli smartwatch di Apple e Samsung, e dalla filosofia che ormai hanno imposto, cioè quella di avere al polso praticamente un secondo smartphone, il ritorno di Pebble ripropone una visione differente, quasi nostalgica ma tremendamente attuale. Il proprietario del brand, dopo aver riacquistato i diritti, propone un orologio intelligente che non vuole sostituire il telefono, ma integrarlo.
È questa la scommessa di Eric Migicovsky, fondatore storico del marchio, che attraverso la sua nuova azienda Core Devices punta a diventare il portabandiera di una nuova generazione di dispositivi “meno intelligenti”, ma fondamentalmente utili.
Annunciato il 2 gennaio come secondo prodotto della linea di rilancio, il Round 2 (qui potete leggere la recensione del modello originale) nasce con l’intento preciso di correggere gli errori del suo predecessore del 2015, il Pebble Time Round. Se quel modello fu criticato per l’autonomia scarsa, le cornici enormi e il prezzo elevato, il nuovo arrivato sfrutta dieci anni di avanzamento tecnologico per eliminare ogni compromesso. Il dispositivo monta un display touchscreen e-paper a colori da 1,3 pollici che si estende fino ai bordi della cassa, eliminando le vecchie cornici. Lo schermo è incollato direttamente al vetro, una soluzione che migliora drasticamente gli angoli di visione e riduce i riflessi.
Nonostante le prestazioni visive, l’autonomia dichiarata raggiunge le due settimane con una singola carica, il tutto racchiuso in uno spessore di appena 8,1 mm. Rispetto alla stazza media degli smartwatch attuali, il Round 2 appare quasi minuto e incredibilmente leggero al polso, pur mantenendo una costruzione solida disponibile in finiture oro rosa lucido e argento spazzolato. L’esperienza d’uso si distingue per la capacità di gestire grandi quantità di testo: l’orologio permette di leggere lunghe notifiche, ricordando l’utilità di un’interfaccia utente personalizzabile.
Le mancanze
Per ottenere questo design sottile, sono state fatte delle rinunce consapevoli. La scheda tecnica non include né GPS, né altoparlante, né sensore ottico per il battito cardiaco.
Senza queste caratteristiche, che lo allontanano dal palco dei competitor degli attuali smartwatch top di gamma, la nuova strategia è quella di puntare alla sostenibilità a lungo termine: piccoli lotti di produzione basati sui preordini e nessuna intenzione di annacquare il prodotto per attrarre un pubblico di massa.
C’è anche l’anello
La libertà creativa ritrovata dopo tanti anni di assenza sul m mercato ha anche permesso lo sviluppo di un secondo dispositivo: Pebble Index 01. Si tratta di un anello intelligente da 75 dollari dotato di microfono, Bluetooth e un singolo pulsante, progettato per registrare brevi promemoria vocali.
Per evitare complessità e peso, l’Index non ha una batteria ricaricabile ma una cella sigillata che garantisce fino a due anni di utilizzo. Al termine del ciclo vitale, l’utente potrà acquistare un ricambio inviando l’originale per il riciclo.
Una soluzione insolita, ma priva di costi di abbonamento mensili, che incarna la volontà di Migicovsky di riportare un po’ di stravaganza e divertimento in un settore dell’elettronica di consumo ormai troppo omogeneo.















