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Rogue Amoeba se ne va da App store sbattendo la porta

Ci auguriamo che l’App Store possa migliorare, che i tempi di revisione possano essere più brevi, le revisioni più intelligenti, e che tutti possano concentrarsi nello sviluppo di app importanti. Adesso, però, la piattaforma è un pasticcio.
Il coro di disincantati sviluppatori è in crescita e noi aggiungiamo anche la nostra voce. Rogue Amoeba non ha più alcuna intenzione di sviluppare altre applicazioni per iPhone, e gli aggiornamenti per le applicazioni esistenti saranno molto rare. La piattaforma iPhone era una grande promessa, ma questa promessa non è sufficiente.

Queste le parole ufficialmente espresse nero su bianco da Rogue Amoeba, team di sviluppatori attivi su Mac e, fino a poco tempo fa, anche su iPhone.

L’argomento tocca uno dei temi da sempre più caldi riguardanti App Store, cioè il famigerato processo di applicazione e approvazione delle app inviate ad Apple. Processo, appunto, che ha causato la dipartita di Rogue Amoeba. Vediamo di ricapitolare il fattaccio.

Antefatto

Fra le applicazioni su App Store di Rogue Amoeba è presente anche Airfoil Speakers Touch, programmino gratuito che consente di inviare streaming audio dal computer ad iPhone e touch, con il solo uso del wi-fi.

La versione 1.0 era disponibile da tempo, ma soffriva di alcuni bug. Fu così che nel luglio dell’anno in corso Rogue Amoeba decise di inviare ad Apple l’aggiornamento 1.0.1, contenente i bug fixes. Sembrava una passeggiata ma il tutto si sarebbe tramutato invece in un’odissea ai limiti della ragionevolezza.

Tripla dis-approvazione

Dopo l’invio, gli sviluppatori di Rogue Amoeba si sono visti disapprovare l’aggiornamento perché l’applicazione utilizzava immagini non autorizzate: si trattava di icone dei computer della Mela e di applicazioni Apple, visualizzate durante lo streaming. Fin qui tutto bene peccato che, almeno stando a Rogue Amoeba, queste immagini fossero già  presenti nella versione 1.0 vidimata da Apple stessa e disponibile su App Store.

Ma la vicenda non sarebbe finita qui al danno si sarebbe aggiunta la beffa: le immagini erano state messe a disposizione degli sviluppatori dalla stessa Apple, che sembrava quindi contraddire se stessa, con una decisione che pareva non seguire alcuna logica se non quella del paradosso. Dopo un secondo tentativo da parte dei troppo ottimisti responsabili di Rogue Amoeba l’applicazione è stata nuovamente rifiutata.

La situazione non si è risolta neppure quando Rogue Amoeba ha tentato di spiegare lo stato delle cose ad Apple, con scarsissimi risultati ricevendo solo alcune risposte interlocutorie prima di sentirsi annunciare, questa volta telefonicamente, che non c’era modo di vedere approvata l’applicazione se fossero restate quelle immagini.

Alla fine, esausti, i responsabili di Rogue Amoeba hanno deciso di sostituire le immagini, inserendone di generiche. Così, al quarto sofferto tentativo, Airfoil Speakers Touch ha ricevuto il suo aggiornamento alla versione 1.0.1. Peccato che siano passati un po’ troppi mesi (addirittura 4 mesi e mezzo dal primo tentativo di luglio) e che gli utenti dell’App Store abbiano potuto nel frattempo scaricare dallo Store solo una versione con bug, quando la versione corretta era invece già  pronta da tempo, ma bloccata persistentemente da Apple.

Un problema in espansione

Non è la prima volta che la politica di Apple e il suo controllo sulle applicazioni dell’App Store creano scompiglio fra gli sviluppatori, che sempre meno apprezzano l’atteggiamento censorio della Mela, soprattutto quando le motivazioni – come nel caso di Rogue Amoeba – sembrano essere ai limiti della logica, capaci forse di far sorridere pure Franz Kafka.

Non per nulla proprio ieri ha spopolato una nuova striscia su XKCD, che ancora una volta mette in evidenza quanto l’App Store rappresenti un’inesauribile fonte di polemica e di problemi, a differenza – per esempio – dell’Android Market, molto più “open” ed apprezzato da chi vuole sviluppare in libertà , senza il pericolo di dover affrontare problemi di questo genere.

Apple pare essere conscia che il processo di approvazione di App Store allo stato attuale delle cose segue percorsi troppo tortuosi e spesso incomprensibili per la maggior parte degli sviluppatori, al punto da avere, con una mossa inusuale, cercato di rendere trasparente i vari passaggi dello stesso con una dichiarazione pubblica di Phil Schiller. Successivamente ha anche tentato di instaurare un sistema per manifestare più chiaramente agli sviluppatori il percorso di approvazione. Ma ora resta da fare la parte più difficile: migliorare in pratica l’intero sistema così da togliere di mezzo le incertezze e le contraddizioni e bloccare prima che dilaghi il malcontento di cui la vicenda di Rogue Amoeba pare essere solo la punta dell’iceberg.
[A cura di Giordano Araldi]

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