Sony dimezza i dipendenti della divisione smartphone

Alla concorrenza spietata si sono aggiunte le vendite smartphone in calo nel mondo: l’elenco delle società colpite si allunga. Sony ridurrà del 50% i dipendenti della divisione smartphone entro un anno

Sony rileva EMI e diventa il più grande produttore di musica al mondo

In passato erano circolate più volte indicazioni sulla possibile uscita di Sony dal settore smartphone: il colosso giapponese non ha mai intrapreso questa strada ma ora si apprende che nel giro di un anno Sony dimezzerà i dipendenti della propria divisione dedicata a questo settore.

Una decisione che interesserà 2.000 dipendenti degli attuali 4.000 della divisione Sony smartphone. La multinazionale proporrà il pensionamento volontario ad alcuni in Europa e Cina, mentre i dipendenti coinvolti in Giappone saranno spostati in altre divisioni della società. Non è la prima volta che Sony smartphone viene ridimensionata: 1.000 dipendenti erano già stato licenziati nel 2015.

La scelta di ridurre in modo consistente costi fissi e perdite della divisione Sony smartphone dimezzando i dipendenti non coglie di sorpresa: a inizio anno Apple ha annunciato e poi presentato risultati inferiori alle previsioni iniziali dovute al calo iPhone soprattutto in Cina. Anche Samsung ha anticipato una trimestrale in calo.

Sony Xperia 10 e 10 Plus, i medio gamma con schermo da cinema al MWC 2019Il settore continua a essere dominato da Apple e Samsung nella fascia premium dove ora conta sempre più anche Huawei. Invece nel segmento medio gamma la concorrenza è intensificata tra diversi validi costruttori cinesi. In questo scenario, a cui si aggiunge una notevole flessione nelle vendite globali di smartphone, Sony ha visto ridurre sempre più la propria quota di mercato che ora è stimata solamente nell’1%.

Nei prossimi mesi e per l’intero arco di quest’anno si prevede che la divisione Sony smartphone registrerà ancora una perdita: sarebbe la terza consecutiva in tre anni. Non solo Sony smartphone dimezzerà i dipendenti entro marzo 2020 ma potrebbe anche decidere di abbandonare i mercati del Sud Est asiatico per concentrarsi esclusivamente su Europa e Asia dell’Est.

La notizia del consistente ridimensionamento arriva a pochi giorni dall’annuncio del ritiro di Kazuo Hirai, ex super Ceo sotto la cui guida la società ha affrontato uno dei suoi cambiamenti più profondi superando con successo un difficile periodo di crisi.