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Tim Cook «Orgoglioso del Mac Pro e del nuovo Campus Apple in costruzione»

Cook e orgoglioso sia del Mac Pro che del cantiere per la costruzione del nuovo Campus Apple in Austin, Texas. La soddisfazione per il nuovo computer professionale e per l’inizio lavori dell’immenso cantiere è stata manifestata durante la visita che il CEO di Apple e il Presidente USA Donald Trump, hanno fatto in Texas dove viene assemblato il Mac Pro che verrà commercializzato a breve.

Durante la visita, Cook è stato intervistato da ABC News e ha parlato del cantiere che sta sorgendo per un nuovo Campus Apple in Austin, Texas, poco distante dallo stabilimento in cui vengono assemblati i computer professionali. Il progetto da un miliardo di dollari occuperà una superficie di oltre 278mila metri quadrati di cui oltre il 60% sarà dedicato a vegetazione e aree verdi.

«Siamo orgogliosi di creare qui il Mac Pro, il più potente computer che abbiamo mai creato – ha detto Cook – Esegue oltre 50 trilioni di operazioni al secondo, qualcosa che è semplicemente pazzesco». Apple ha investito 1 miliardo di dollari per il nuovo campus di Austin. La struttura dovrebbe aprire nel 2022; impiegherà 5000 dipendenti ma avrà la capacità di ospitarne 15.000. Trump ha visitato la struttura mercoledì 20 novembre.

Il CEO di Apple “orgoglioso” del Mac Pro e della nuova struttura in Texas
Rebecca Jarvis di ABC News intervista Tim Cook

«Non approvo le persone che parlano per mio conto», ha riferito Cook parlando della sua chiacchierata con Trump. «Non credo ai gruppi di pressione, credo nella conversazione diretta e ritengo molto importante il coinvolgimento. Odio la polarizzazione, la disprezzo».

Alla richiesta del perché iPhone è ancora costruito in Cina, Cook ha detto «Il mio modo di vederla è che l’iPhone è costruito dappertutto». «Se guardi al vetro dell’iPhone, che tutti toccano da mattina a sera, quel vetro è creato nel Kentucky. Se smonti l’iPhone vedrete vari componenti in silicio costruiti anche questi negli Stati Uniti. L’iPhone è il prodotto di una catena di approvvigionamento globale».

L’iPhone è assemblato ad ogni modo in Cina e l’assemblaggio del telefono negli USA «Non è all’orizzonte». La Cina è un mercato fondamentale per Apple. Cook non voluto “speculare” su cosa accadrà con la prossima tornata di dazi sui prodotti che arrivano dal Paese del Dragone. «Spero che Stati Uniti e Cina raggiungano un accordo, e per il momento non voglio nemmeno immaginare questa strada», ha detto ancora Cook spiegando che «È nel miglior interesse di Stati Uniti e Cina», individuare un percorso comune che permetta di andare avanti, convinto che una soluzione arriverà.

Il CEO di Apple “orgoglioso” del Mac Pro e della nuova struttura in Texas
Rebecca Jarvis di ABC News intervista Tim Cook ad Austin (Texas)

Per la multinazionale di Cupertino la Cina è uno dei mercati più importanti, dove vende circa il 20% dei suoi prodotti. La Cina ha recentemente oscurato le partite della National Basketball Association (NBA), dopo le dichiarazioni a sostegno di Hong Kong del general manager della squadra degli Houston Rockets, un segnale di come sia diventato complicato operare nel Paese del Dragone.

Cook ad ogni modo riferisce di non essere preoccupato per le relazioni di Apple in Cina. «Non hanno mai fatto pressioni su di noi e non immagino lo facciano». Per quanto riguarda la situazione di Hong Kong, Cook ha detto di «Sperare e pregare per la sicurezza di tutti», più ampiamente invocando «Un dialogo», ritenendo possibile che persone per bene, messe di fronte, possono decidere pacificamente la strada da seguire in futuro.

Apple è stata criticata per la rimozione dall’App Store di un’app usata a Hong Kong dai manifestanti. Cook ribadisce che Apple si comporta allo stesso modo in Cina, come negli Stati Uniti e in Europa, non chinando il capo a causa delle pressioni governative. Il CEO di Apple riferisce che le autorità cinesi non hanno mai chiesto di sbloccare gli iPhone, cosa che invece è accaduta negli USA. «Ci siamo opposti a questo, e abbiamo detto di non poterlo fare», e ancora «Il nostro impegno sulla privacy è universale».

«Per quanto riguarda l’app di Hong Kong», ha detto ancora Cook, «Abbiamo preso la decisione unilateralmente». «L’abbiamo fatto per la sicurezza, e mi rendo conto che alcuni potrebbero dire che si tratta di una decisione sbagliata e così via. Ovviamente si hanno vari dubbi quando si devono prendere decisioni difficili che portano all’esistenza o meno di un’app ma l’abbiamo fatto per la sicurezza».

Apple inizia a costruire Mac Pro 2019 e il nuovo Campus Apple in Texas

Tornando agli Stati Uniti, nell’ambito dell’indagine sulla messa in stato di accusa (impeachment) di Donald Trump, Cook dice di essere «Concentrato» sulle leggi e non sulla politica e di avere «Piena fiducia» nel sistema americano. «Non ha importanza chi c’è alla Casa Bianca, le cose sulle quali sono concentrato saranno sempre quelle».

Per quanto riguarda il DACA – il programma voluto nel 2012 da Barack Obama che ha finora consentito agli immigrati irregolari entrati quando erano bambini negli USA, di evitare il rimpatrio e ricevere un permesso di lavoro o di studio biennale rinnovabile – Cook ha preso pubblicamente una posizione, schierandosi a favore dei cosiddetti Dreamers. «Abbiamo 450 persone in Apple, dipendenti di Apple, assunti con il DACA», ha spiegato Cook. «Voglio che queste persone siano protette, non solo queste 450 ma anche le persone coinvolte nel DACA in America».

Per quanto riguarda future acquisizioni, Cook dice che al momento non ha puntato nulla di particolarmente grande ma di avere gli occhi puntati su una serie di piccole cose interessanti. Per ulteriori dettagli e specifiche tecniche sul nuovo Mac Pro 2019 rimandiamo a questo approfondimento di macitynet, invece da questa pagina ulteriori dettagli sul nuovo monitor professionale Apple Pro Display XDR.

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