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Tim Cook si esercita per ore per testimoniare contro Epic

Tim Cook si sta esercitando per ore per prepararsi a testimoniare nel processo Apple contro Epic Games. Apple a marzo ha presentato la sua lista di dirigenti che testimonieranno durante il processo in corso contro ‌Epic Games‌, iniziato il 3 maggio scorso. ‌Epic Games‌, gli sviluppatori dietro il gioco Fortnite, accusano il gigante tecnologico di Cupertino di detenere un monopolio e di pratiche anticoncorrenziali, a partire dalla commissione del 30% imposta per le app vendute in App Store. Tim Cook è tra i testimoni che verranno sentiti. A quanto pare, si sta esercitando per ore, al fine di deporre al meglio.

Phil Schiller di Apple, e il vicepresidente senior dell’ingegneria software, Craig Federighi, sono due dirigenti che appariranno in aula questa settimana. Inoltre, il CEO della società dovrebbe comparire al processo questa settimana o all’inizio della prossima settimana. Secondo quanto riferito, Tim Cook si sta preparando per l’udienza con “ore di pratica”, come riportato dal Wall Street Journal.

La sua testimonianza sarà probabilmente la discussione pubblica più dettagliata che darà su un argomento che rischia di incombere su Apple negli anni a venire. Cook si sta preparando per il processo, secondo una persona ben informata sui suoi sforzi. Questo processo di avvicinamento all’udienza include ore di prove pratiche da parte di ex pubblici ministeri scelti dal suo team legale, per simulare quello che avverrà al banco dei testimoni.

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Ci si aspetta che Cook difenda App Store reclamizzandone il successo economico e l’industria completamente nuova che ha creato. Apple promuove spesso il successo del suo store digitale, affermando che la piattaforma ha creato 300.000 nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti, mentre la crisi sanitaria globale era in pieno svolgimento lo scorso anno.

È probabile che Cook debba affrontare anche domande riguardanti la commissione del 30% trattenuta da Apple. Per mantenere attivo App Store, Apple richiede agli sviluppatori una percentuale del 30% per gli acquisti in-app. Sebbene la società abbia ridotto la commissione per gli sviluppatori che guadagnano meno di un milione di dollari all’anno, molti sviluppatori più grandi continuano a sostenere che la cosiddetta “tassa Apple” è ingiusta e che gli sviluppatori e gli utenti dovrebbero avere accesso a mezzi alternativi per acquistare servizi e beni in-app.

La politica di App Store di Apple richiede che le app utilizzino il proprio sistema di acquisto in-app. Epic Games ha tentato di aggirare tale limite nel mese di agosto dello scorso anno, proprio con il gioco Fortnite. La violazione da parte di Epic delle linee guida ha portato alla rimozione del gioco dall’App Store, oltre che da Google Play Store, e ha dato di fatto il via a questa battaglia legale, che dura ormai da quasi un anno.

Apple afferma che richiedendo alle app di utilizzare il proprio sistema, può offrire agli utenti un’esperienza più sicura. Lo stesso Tim Cook ha affermato che se fossero consentiti metodi di pagamento di terze parti, App Store diventerebbe un «Mercato delle pulci».

Se volete un assaggio di come Apple ha difeso il suo App Store contro Epic, allora non potete perdere la deposizione del direttore generale di Epic Games Store, Steven Allison.

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