Paura degli hacker e voglia di chiudere? Ma come si fa a pensarlo? Proprio di Apple, insomma, l’azienda che regala a tutti i tool di sviluppo Xcode e che contribuisce allo sviluppo di ambienti open source tra cui il suo Darwin ma anche Konqueror e FreeBSD? L’anomalia, andata avanti alcuni mesi a seguito di voci poco controllate, trova nella WWDC un’autorevole smentita. Non di Steve Jobs, bensì nella prova stessa dei fatti.
Come abbiamo visto ieri, infatti, anche per Intel prosegue lo sviluppo del progetto aperto su Darwin, la base del sistema operativo di Apple. Ma c’è di più.
Sono infatti disponibili altre tecnologie. A partire dal kernel (cioè Darwin), andando avanti verso Mac Os Forge, il sito con il quale Apple terrà aperti progetti per la comunità degli sviluppatori open in ambiente Mac, partendo con WebKit, basando il tutto sulla licenza Apache. C’è poi sia Bonjour, quello che una volta si chiamava Rendezvous, e Launchd, per la gestione dei processi.
Ma uno dei “colpi” più interessanti è il server di iCal, che sarà dentro la versione server di Leopard. Già disponibile su MacOs Forge, all’interno di un più ampio progetto di collaborative software, rappresenta una delle novità significative di questa WWDC. Infatti, nonostante come ha ricordato lo stesso Steve Jobs durante il keynote non ci sia stato tempo di parlarne, iCal evolve in maniera significativa soprattutto grazie alla possibilità di gestire calendari multipli di utenti diversi coordinati su server e aprendosi agli standard di settore.
Dal primo punto di vista, cioè, la suite collaborativa – per così dire – comincia a prendere forma: manca sempre meno ad avere tramite gli strumenti di organizzazione del tempo e della conoscenza interni al Mac (Mail, iCal, Address Book) una vera e propria alternativa a Microsoft Outlook o Lotus Notes. La scelta poi di abbracciare gli standard di server per calendari, che è uno dei settori nei quali si cerca di arrivare ad un punto condiviso per consentire il transitare di informazioni da una piattaforma ad un’altra senza problemi di conversione, è stato altrettanto significativo dal secondo punto di vista. Ed Apple sposando il consorzio “open” The Calendar and Scheduling Consortium ha fatto sicuramente la mossa giusta.
Ma non è finita qui. Perché, tanto per citare una delle tecnologie per sviluppatori che entra a pieno titolo dentro MacOs X Leopard nel Cd con i tool gratuiti di sviluppo, c’è anche il popolare Ruby on Rails, che, come annuncia lo stesso fondatore, viene sviluppato da tempo per tutte le piattaforme utilizzando proprio i Mac come strumento per gli uomini chiave del progetto…
La spinta di Apple nel mondo “open” quindi è tutt’altro che finita…


















