Napster e O2: musica per tutti tranne iPhone

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L’operatore O2 che nel Regno Unito vende iPhone ha appena annunciato la collaborazione con Napster per offrire un nuovo servizio di download della musica utilizzabile dai telefoni cellulari. Tanti telefonini compatibili: tutti tranne iPhone.

Napster collabora con cinque tra le più importanti case discografiche e con centinaia di società  indipendenti, offrendo l’accesso alla musica online con oltre 5milioni di brani di tutti i generi. Grazie al nuovo accordo gli utenti O2 possono avere l’accesso al database di Napster per scaricare musica a pagamento sia dai computer PC, sia dal telefonino.

Un singolo brano costerà  99 pence inoltre sono disponibili anche formule di abbonamento. Il prezzo indicato comprende il costo della canzone e anche il traffico dati necessario per il download dal telefonino. Per un periodo di promozione limitato a tre mesi è possibile acquistare cinque brani per 4 sterline.

Sono 35 i terminali compatibili con questo nuovo servizio: dopo il download sul telefonino, una copia identica del brano è inviata all’indirizzo email dell’utente per la riproduzione su PC o su lettore MP3. Si tratta delle stesse canzoni disponibili su Napster, in file WMA protetti con tecnologia Microsoft PlaysForSure e codificati a 128 kbps.

Cnet UK nota che molti terminali O2 sono offerti gratuitamente dall’operatore ai propri abbonati: paradossalmente le persone che invece hanno pagato oltre 260 sterline per acquistare iPhone saranno esclusi da questo servizio che funziona con tecnologia WAP non disponibile su iPhone. Ovviamente il mancato supporto al WAP non è la causa principale dell’esclusione di iPhone da questo servizio. Dietro ci sono ragioni strategiche tra le quali spicca sicuramente il fatto che Apple promuove (e controlla) iTunes che è il principale concorrente di Napster.

Tra i nuovi servizi ci saranno la vendita di brani esclusivi o merchandising, da scaricare via cellulare subito dopo un concerto
Secondo il sito Internet Mobiletor l’accordo e soprattutto i prezzi di vendita rispecchiano un allineamento con iTunes Store di Apple, ormai ampiamente preso come termine di confronto dall’industria.