Quale luogo potrebbe essere più simbolico ed evocativo del CES per il debutto del computer che studia la cacca? È alla edizione 2026 della fiera di Las Vegas, il cui nome agli italiani suona piuttosto familiare in rapporto alla tematica, che ha fatto il suo esordio Throne One, il dispositivo che promette di analizzare ciò che finisce nel WC.
Un debutto che sembra quasi scritto da uno sceneggiatore di spot pubblicitari in vena di ironia, ma al bizzarro (che ovviamente suona come tale solo a chi parla la nostra lingua) intreccio tra nome della fiera e scopo del prodotto, fanno da contrappeso ambizioni molto serie da parte della startup di Austin che porta lo stesso nome del prodotto.
Il debutto di Throne al CES 2026
Throne One è, promette di essere un vero e proprio computer che si applica alla tazza del water e guarda esclusivamente verso l’interno. Dotato di fotocamera e sensori, supportato da software di computer vision e intelligenza artificiale, il sistema analizza ciò che viene espulso e invia i dati all’app associata, che costruisce uno storico personale e individua eventuali variazioni rispetto ai valori abituali.
In caso di bagno condiviso, il dispositivo riconosce l’utente tramite la prossimità dello smartphone, evitando che i dati di persone diverse vengano mescolati. Throne sottolinea inoltre che le immagini utilizzate per analisi o ricerca vengono anonimizzate e che la camera non riprende mai il corpo, ma solo il contenuto della tazza.
Le analisi promesse e i primi sostenitori
Le funzionalità mostrate al CES coprono sia l’ambito intestinale sia quello urinario. Per le evacuazioni, Throne One assegna una classificazione basata sulla Bristol Stool Chart, utilizzata anche in ambito gastroenterologico, e valuta parametri come regolarità, durata delle sessioni, volume, colore, consistenza e persino galleggiamento. Sul fronte urinario, il sistema stima il livello di idratazione, analizza colore e concentrazione e registra dati su frequenza, volume e flusso.
Secondo l’azienda, l’obiettivo è individuare cambiamenti nel tempo utili al monitoraggio continuo, senza sostituire il rapporto con il medico. Un elemento che ha contribuito alla notorietà del progetto è il coinvolgimento di Lance Armstrong, che, secondo quanto raccontato dai fondatori, ha provato personalmente il dispositivo prima di decidere di investire nella startup.
Il modello di utilizzo prevede l’acquisto dell’hardware affiancato da un abbonamento, necessario per accedere alle analisi e ai report generati dall’app.
Dopo il debutto al CES 2026, Throne punta ora a trasformare l’attenzione mediatica in un vero ingresso sul mercato, con un prodotto che promette di portare l’auto-monitoraggio della salute in uno degli spazi più inattesi della casa, sperando che, parlando di CES, non sia quello il luogo dove dopo un debutto in grande stile, finisca anche l’idea di base.












