Ora è ufficiale: la nuova Siri sarà basata sui modelli linguistici di Google. L’annuncio di quello che era noto, solo in via ufficiosa, da un po’ giunge da un post su X pubblicato dalla stessa Google che fa sapere di avere raggiunto un accordo di collaborazione pluriennale con Apple in base al quale la prossima generazione del framework Apple Foundation Models sarà basata su modelli di Gemini e relative tecnologie cloud.
“Dopo attente valutazioni”, scrive Big G, “Apple ha appurato che la tecnologia AI di Google offre le fondamenta più valide per l’Apple Foundation Models ed è entusiasta delle innovative nuove esperienze che potrà mettere a disposizione per gli utenti Apple”.
“I nostri modelli”, scrive Big G, “contribuiranno ad alimentare funzionalità di Apple Intelligence, inclusa la versione più personalizzata di Siri in arrivo quest’anno. Apple Intelligence continuerà a funzionare sui dispositivi Apple e con il Private Cloud Compute, senza rinunciare agli standard di sicurezza sulla privacy di cui è leader nel settore”.
Al momento i dettagli tecnici sono del tutto inesistenti, ma da quello che sembra di capire, Apple permetterà di sfruttare a fondo Gemini non solo con Siri ma anche con altre tecnologie e aspetti dei sistemi operativi della Mela.
Joint Statement: Apple and Google have entered into a multi-year collaboration under which the next generation of Apple Foundation Models will be based on Google's Gemini models and cloud technology. These models will help power future Apple Intelligence features, including a…
— News from Google (@NewsFromGoogle) January 12, 2026
Ricordiamo che una nuova versione di Siri era stata presentata alla WWDC24; doveva vedere la luce lo scorso anno ma è stata successivamente rimandata. Il CEO di Apple, Tim Cook, ha confermato l’arrivo di una versione rinnovata di Siri per il 2026.
La nuova versione dell’assistente dovrebbe sfruttare a fondo l’intelligenza artificiale, tenere conto di una migliore conoscenza dell’utente ed essere in grado di controllare meglio varie app e “comprendere” quello che è presente sullo schermo.
Quanto questo possa concigliarci con gli aspetti di difesa della privacy fortemente sostenuti da Apple è tutto da verificare ma del resto Cupertino ha da sempre promosso (fino alle limitazioni imposte dalla UE sui browser di default) anche a fronte di un grande ritorno economico i servizi di Alphabet sulla ricerca proponendo il motore di Google come strumento di ricerca sul web.

Negli ultimi mesi molte persone dei team AI di Apple sono approdate in altre aziende, segno che a Cupertino ha scelto una strada diversa da quella pianificata in precedenza, cosa che ha suscitato malumori ma anche la riduzione di forze impegnate nell’immane sforzo di creare un modello del tutto proprietario.
Secondo indiscrezioni che circolano da tempo la versione rinnovata di Siri arriverà con l’aggiornamento a iOS 26.4 (non è chiaro se per tutti gli utenti o inizialmente solo per il mercato USA).
Come abbiamo già spiegato qui, per cambiare davvero passo, Siri deve essere rivoluzionata, superare i due cervelli con cui ragiona oggi, quello che usa per rispondere a semplici comandi (fare una telefonata o regolare un timer) e quello che dovrebbe utilizzare per rispondere a comandi avanzati, conoscendo chi è che fa la richiesta e leggendo i dati precedenti, quanto meno alla stregua di Alexa+ la nuova versione dell’assistente virtuale sviluppato da Amazon.


















