Bill Gates ha condiviso un estratto della sua biografia in arrivo (“Source Code: My Beginnings“) pubblicato dal Wall Street Journal. Nello stralcio del libro sono visibili due foto del giovane Bill Gates: la prima scattata quando aveva 12 anni (pronto per un’escursione) e la seconda scattata quando aveva 14 anni (vicino a a una telescrivente).
Gates ricorda che quando aveva 13 anni faceva parte di una sorta di “gruppo scissionista” dei Boy Scout, formato con un gruppo di altri ragazzi alla ricerca di “più libertà e rischi”; ricorda che fecero una lunga escursione nei pressi di Seattle, camminando insieme per centinaia di chilometri nel giro di “sette giorni o più”.
Apprendiamo che il suo piatto preferito dell’epoca per la prima colazione erano degli hot dog affumicati, ma anche di un altro gruppo di amici, Kent, Rick, e… Paul che si collegavano a un mainframe da una linea telefonica della scuola. Le escursioni e la programmazione, davano a Gates “la sensazione di avventura… di esplorare nuovi mondi, viaggiare in posti che molti adulti non erano in grado di raggiungere”.

“Come le escursioni, la programmazione mi piaceva perché mi permetteva di definire la mia misura del successo, sembrava qualcosa di illimitato, non limitato da quanto velocemente potessi camminare o avventurami lontano. La logica, l’attenzione, la capacità di resistenza necessaria per scrivere programmi lunghi e complessi era per me qualcosa di naturale. A differenza di quanto avveniva con le escursioni in quel gruppo di amici, qui ero io il leader”.
Quando Gates riuscì a mettere le mani su un DEC DP-8 (un microcomputer prodotto dalla Digital Equipment Corporation negli anni sessanta) decise per sfida di provare a scrivere un BASIC, spiegando che pensava al codice durante le lunghe camminate, immaginando il valutatore di espressioni, e modi per ridurre il codice, un po’ come intagliare un legnetto fino a renderlo appuntito. “Quello che avevo fatto, sembrava efficiente e piacevolmente semplice, di gran lunga il miglior codice che avessi mai scritto”.

“Quando la scuola ricominciò in autunno, chi ci aveva prestato il PDP-8 lo volle indietro. Non finii il mio progetto BASIC ma il codice che avevo scritto durante le escursioni, il mio formula evaluator, la sua bellezza, rimasero dentro di me. Tre anni e mezzo dopo, ero uno studente al secondo anno di università dubbioso del percorso da seguire nella mia vita, quando Paul Allen, uno dei miei amici della Lakeside School, arrivò nella stanza del mio dormitorio con la notizia di un computer rivoluzionario (l’ALTAIR, uno dei primi microcomputer disponibili sul mercato nel 1975, ndr). Sapevo che avremmo potuto scrivere per esso un linguaggio BASIC, avevamo un vantaggio.

Gates riferisce che pensava al codice durante le escursioni, “piantando il seme di quella che sarebbe diventata una delle più grandi aziende al mondo e l’inizio di un nuovo settore”.
Il co-fondatore di Microsoft sottolinea l’entusiasmo e il piacere che porta verso nuove strade, citando “Il senso delle cose” di Richard Feynman, e ricordando gli anni da teenager come “intensamente guidati dall’amore per quello che stavo imparando, accumulando competenze esattamente nel momento del bisogno: agli albori dell’era del personal computer”.
Gates è autore di altri volumi; tra questi, ricordiamo: “Clima. Come evitare un disastro. Le soluzioni di oggi. Le sfide di domani“, “Come prevenire la prossima pandemia” e “La strada che porta al domani“.