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L’ente non-profit B Lab invita Apple e altri big diventare paladine del cambiamento sostenibile

Apple deve pensare prima al pianeta e dopo al profitto. È il messaggio di “B Lab”, gruppo di oltre 30 imprenditori che certifica con la “B Corporation”, le aziende che volontariamente soddisfano i più elevati standard di trasparenza, responsabilità e sostenibilità, con l’obiettivo di creare valore per la società, con un impatto positivo sulle persone e sull’ambiente.

Il gruppo ha acquistato una pagina del New York Times per invitare la Mela e altre aziende americane parte nell’associazione Business Roundtable, a portare più etica nelle loro attività.

Il sito Appleinsider riferisce che la pubblicità a tutta pagina è stata pubblicata come una lettera indirizzata alla Business Roundtable, l’associazione che riunisce i dirigenti di centinaia grandi società, tra cui i leader di JPMorgan, BlackRock, Apple, Pepsi, Walmart, Amazon. La lettera aperta nasce come risposta alla decisione della Business Roundtable di pubblicare una dichiarazione che capovolge il concetto di capitalismo puntando l’attenzione delle imprese sui lavoratori, i fornitori e le comunità in cui operano.

La Business Roundtable ha raccomandato alle aziende statunitensi di cambiare il modo in cui operano ponendo attenzione ai dipendenti, alle realtà in cui conducono le loro attività e ai fornitori con l’obiettivo di garantire che tutti gli attori coinvolti nel processo siano trattati in modo equo. Valori che devono venire prima delle esigenze e delle richieste di profitto degli azionisti.

Per il gruppo di CEO che fa parte del “B Corp”, tutto questo non è una folgorazione, spiegando che le aziende da loro “certificate” dovrebbero offrire un impatto positivo agli azionisti nonché all’ambiente. “Operiamo con un modello migliore di gestione societaria, a beneficio della Corporate Governance – che ci dà e può offrire un modo per combattere a breve termine, e la libertà di compiere scelte per bilanciare profitti e finalità”.

L’annuncio è firmato dai nomi di 33 dirigenti di aziende che rappresentano marchi quali Ben & Jerry’s, Danone North America, Patagonia, Stumptown Coffee Roasters e altri.

L’ente non-profit B Lab invita Apple e altre aziende a trasformarsi in paladine del cambiamento

“Viviamo in un mondo dove le attività commerciali sono responsabili di oltre il 60% dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e della terra e le imprese si assumo ancora pochissime responsabilità”, ha spiegato Rose Marcario, il CEO dell’azienda di abbigliamento Patagonia. “Quello che la comunità B Corp fa, è riunire aziende che la pensano allo stesso modo, per operare con una forza maggiore per il bene del mondo”.

Pensare a tutelare l’ambiente è qualcosa di nuovo per molte aziende ma Apple è da anni impegnata nel campo, con un approccio unico che mira a costruire i prodotti senza estrarre nuove risorse dalla Terra, invitando metodi sempre più efficienti per riciclare i materiali dei vecchi dispositivi e usarli in quelli nuovi, sostituendo i combustibili fossili con energia rinnovabile, scegliendo sostanze sempre più sicure per le persone e per l’ambiente. Tutti gli uffici e i data center di Apple sono alimentati al 100% con energie rinnovabili; la Mela ha eliminato dai suoi prodotti sostanze chimiche nocive come mercurio, ritardanti di fiamma bromurati, PVC, ftalati e berillio, deciso di gestire in modo evoluto migliaia di ettari di foreste, da anni continua a ridurre la propria carbon footprint complessiva e sta aiutando altri a fare lo stesso, trovando modi per portare l’energia rinnovabile nei mercati emergenti e collaborando con le aziende elettriche locali per renderla disponibile a tutti.

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