Per le Nazioni Unite Apple, Google, Microsoft e Amazon sono sessiste

La decisione di Apple, Amazon e Google di rendere femminili le voci di default dei rispettivi assistenti vocali rafforzerebbe pregiudizi di genere

Per le Nazioni Unite Apple, Google, Microsoft e Amazon sono sessiste

La decisione di Apple, Amazon e Google di rendere femminili le voci di default dei rispettivi assistenti vocali rafforzerebbe pregiudizi di genere. Questo è quanto messo nero su bianco in un nuovo rapporto delle Nazioni Unite. La stessa denuncia riguarda anche Microsoft per Cortana.

Il problema degli assistenti vocali, spiega il rapporto, è che la voce femminile di default “riflette e rinforza” l’idea che tali strumenti siano di sesso femminile, e che inviano un segnale che le donne siano compiacenti, docili e ansiose di aiutare gli utenti, disponibili con il semplice tocco di un pulsante o con un comando vocale come ‘hey’ o ‘OK’.

Ancor più nello specifico, il problema potrebbe essere legato al fatto che tali assistenti, di default femminili, onorino i comandi e rispondano alle richieste indipendentemente dal tono di voce o dall’ostilità con le quali vengono interpellati. In molte comunità, questo rafforza i pregiudizi di genere, facendo apparire le donne come sottomesse e tolleranti.

Siri e Google Assistant pari merito nella gara per l’assistente vocale più utilizzato

Il rapporto è particolarmente preoccupato per il messaggio inconscio che viene inviato ai bambini. Secondo alcuni studiosi, i comandi imperativi, come ‘trova x’, ‘chiama x’, e simili, sono “potenti strumenti di socializzazione” e lascerebbero passare il messaggio, soprattutto per i più piccoli, che il ruolo delle donne sia sottomesso rispetto a quello degli uomini.

Un problema secondario, inoltre, potrebbe essere legato ad eventuali commenti negativi: quando ci si rivolge a questi assistenti, anche solo per gioco, con battute negative o volgari, gli assistenti mai etichettano le richieste come inappropriate.

Ad esempio, fino a qualche tempo fa se ci si rivolgeva a Siri anche con termini e aggettivi qui irripetibili, l’assistente rispondeva con la frase «Arrossirei, se potessi» o con altra frase accomodante. Più recentemente questo tipo di risposte è stato sostituito con un più freddo «Non so rispondere».

Ad ogni modo, uno studio dell’università dell’Indiana nel 2017 aveva scoperto come uomini e donne continuano a preferire una voce femminile per gli assistenti vocali, trovandola accogliente, calda e appagante.