Studente distrugge 58mila dollari di computer con la chiavetta USB killer

Questa volta la chiavetta USB killer è finita nella mani dello studente sbagliato che ha pensato bene di distruggere decine e decine di computer dell’università in cui studia

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È in circolazione dal 2015 e ne è stata creata anche una versione migliorata 2.0 ancora più micidiale: questa volta la chiavetta USB killer è finita nella mani dello studente sbagliato che ha pensato bene di distruggere decine e decine di computer dell’università in cui studia.

Sulle pagine di Macitynet abbiamo riferito della chiavetta USB killer, anche se rimane un mistero perché qualcuno abbia pensato di avviare una raccolta fondi e poi anche di commercializzarla. È probabile che sia stata impiegata per friggere qualche computer passando però inosservata, questa volta invece l’entità del danno e le dinamiche della vicenda riportano la chiavetta USB killer sulle prime pagine dei notiziari di tecnologia.

L’impresa scellerata è stata compiuta da Vishwanath Akuthota, ex studente 27enne del College ST. Rose in Albany, New York. La sua scorribanda armato di chiavetta USB killer è terminata con un bollettino di guerra: ben 66 computer distrutti per un totale danni stimato di 58mila dollari.

USB killer
Nulla a confronto di quanto costerà l’infame impresa a questo aspirante genio del crimine. E di genio possiamo parlare, considerando che, non accontentandosi di poter raccontare l’impresa, lo studente ha pensato bene anche di video registrare l’operazione, un filmato di sicuro effetto che non ha mancato di impressionare il Dipartimento di Giustizia USA.

Grazie a questa prova schiacciante creata dallo stesso studente, si andrà a processo nel mese di agosto. Se il tribunale stabilirà la sua colpevolezza la pena massima prevede una multa fino a 250mila dollari e anche fino a 10 anni di prigione.

La chiavetta USB killer sembra sia prodotta per testare le porte USB, in realtà il suo scopo principale è quello di sovraccaricare la scheda madre e di distruggere letteralmente i computer a cui viene collegata. Sembra che i Mac siano immuni, ma personalmente non la proveremmo sul nostro prezioso MacBook Pro.