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Un trojan sfrutta l’app Collegamento al Telefono di Microsoft per rubare dati dagli smartphone

Ricercatori di Cisco Talos hanno individuato delle falle che è possibile sfruttare per rubare le credenziali dell’utente nel momento in cui quest’ultimo avvia il software “Collegamento al telefono” sui PC con Windows, l’utility che consente di sfruttare lo smartphone per effettuare chiamate, inviare SMS e ricevere notifiche (ne abbiamo parlato in dettaglio qui).

“Microsoft Phone Link” (in italiano “Collegamento al telefono”) è l’utility che Microsoft offre con Windows 10/11 e che, come accennato, consente di collegare il telefono al PC via Bluetooth o via WiFi. L’utility in questione supporta iPhone e dispositivi Android e può essere sfruttata per rispondere al telefono, rispondere a messaggi e visualizzare le notifiche.

CloudZ è un Remote Access Trojan (RAT) che integra vari meccanismi di offuscamento, un malware che stabilisce una connessione con un command-and-control (C2) server, esegue script per la PowerShell di Windows per scaricare ed esfiltrare dati verso il server C2 controllato dall’attaccante.

I ricercatori non hanno indicato i metodi usati per diffondere il malware ma segnalano che la presenza di CloudZ sui PC con Windows permette di spiare i telefoni i degli utenti mediante un plug-in denominato Pheno, un modulo che permette di monitorare e scansionare i processi di Collegamento al telefono.

Quando CloudZ riceve indicazioni di una connessione attiva, il trojan tenta di dirottare e intercettare il file di database SQLite dell’applicazione Collegamento al telefono e può rubare informazioni sensibili mentre passano dallo smartphone al PC, inclusi credenziali, messaggi SMS e potenzialmente codici one-time password (OTP).

Windows 11 e iPhone collegati per tutti per la prima volta

Il trojan abusa di funzioni legittime di Windows piuttosto che sfruttare la vulnerabilità di un’applicazione, una pratica comune tra molti ceppi di malware focalizzati sulla sorveglianza e sul furto di dati.

La peculiarità di questo malware è che per ottenere determinati dati non serve “infettare” smartphone Android o iOS per ottenere informazioni contenute nei dispositivi. Qualsiasi forma di connessione, che sia Wi-Fi, Bluetooth o un collegamento stabilito tra il PC di casa e altri dispositivi, comporta dei rischi, specialmente in un’epoca in cui i criminali informatici sviluppano costantemente nuovi metodi per rubare le nostre informazioni, spiarci o danneggiare i nostri sistemi.

La ricerca di Cisco Talos evidenzia come gli attacchi basati sulla sincronizzazione tra dispositivi consentono di bypassare i moderni controlli di sicurezza, come l’autenticazione a due fattori (2FA) e l’invio degli OTP: solo perché tutti e due i dispositivi (PC e telefono) sono di nostra proprietà, non significa che siano entrambi sicuri o affidabili.

Come proteggersi

Tra i consigli per proteggersi: fare attenzione ai software scaricati da siti non affidabili (store non ufficiali) e al software pirata. Non è chiaro come siano partiti gli attacchi individuati ma è probabile che questo nuovo malware sia integrato in qualche software, camuffato da applicazione legittima. È bene aggiornare sempre sistema operativo, antivirus e non scaricare software da siti sconosciuti. In caso di dubbi, evitare di collegare telefoni e smartphone ai PC e non avviate app per la sincronizzazione di dati, per effettuare/ricevere telefonate, inviare e ricevere messaggi di testo, iMessage e visualizzare le notifiche direttamente dallo schermo del computer.

Per tutte le notizie sulla sicurezza informatica rimandiamo alla sezione dedicata di macitynet.

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