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CEO di WhatsApp accusa Apple: contraddice se stessa sulla Privacy

Will Cathcart, CEO di WhatsApp (azienda di proprietà di Facebook) in una intervista di Big Technology Podcast ha parlato della sezione dedicata alle informazioni sulla privacy nelle pagine dei prodotti sull’App Store, con questa nuova sorta di etichetta nutrizionale sulla privacy che Apple obbliga a indicare per fornire agli utenti un riepilogo di semplice visualizzazione sulle prassi adottate dallo sviluppatore in materia di privacy.

Il CEO di WhatsApp, in linea con Mark Zuckerberg e Facebook che da tempo sono schierate contro Apple su varie questioni che riguardano la privacy, parla di differenza su come sono trattate le app di Apple e quelle di terze parti.

“Non si vedono etichette sulla privacy per iMessage quando la scarichi, perché non si può scaricare, è sin dall’inizio nel telefono e siamo pertanto critici al riguardo. “È sul loro sito web, se riesci a trovarla”. Ma anche qui, riferisce Cathcart, si ha un raffronto su basi non paritarie. “Usiamo informazioni finanziarie sui pagamenti perché – se desiderate usarla – abbiamo una funzionalità opzionale per i pagamenti in India. Apple offre funzionalità per i pagamenti ed è possibile inviare denaro ad amici tramite iMessage. La nostra etichetta della privacy riporta “Informazioni finanziarie”, quella di iMessage non lo dice; “qual è la differenza? Perché la nostra la riporta e la loro no?”.

L’intervista – scrive 9to5Mac – è stata fatta prima che Apple rendesse nota l’esistenza della pagina web dedicata del loro sito con informazioni sulla privacy per tutte le sue app, ma cambia probabilmente poco per le argomentazioni di Cathcart.

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Al CEO di WhatsApp è stato chiesto anche dello scontro in corso tra Apple e Facebook in particolare sull’affermazione di Mark Zuckerberg che ha parlato della Casa di Cupertino come “uno dei più grandi competitor di Facebook”. Cathcart ha spiegato che è ovviamente nell’interesse di Apple che tutti usino iPhone perché l’esperienza di messaggistica funziona meglio su iMessage se tutti hanno un iPhone. “Se le persone passano a qualcosa come WhatsApp o altri servizi, è facile fare avanti e indietro tra iPhone e Android. Io uso Android: quando le persone mi inseriscono in un gruppo iMessage è una specie di strazio, una strana esperienza. Non puoi neanche mettere un like. […] Non puoi neanche fare una chiamata di gruppo.

A suo dire è nell’interesse strategico di Apple non invogliare gli utenti a usare app come WhatsApp perché non vogliono che gli utenti usino Android. “Uso Android perché se guardate la base utenti di WhatsApp, siamo pesantemente legati ad Android. Ho anche un iPad, ho usato l’iPhone per molti anni, ma voglio usare effettivamente il prodotto che la maggiorparte degli utenti usano e quindi uso Android. Un sacco di persone li usano entrambi o fanno avanti indietro con l’uno e l’altro perché costruiamo i nostri prodotti per entrambi e puoi capirli tutti”.

Per quanto riguarda le polemiche sui cambiamenti all’informativa privacy che ha fatto preoccupare più di una persona dando l’impressione che le informazioni venissero condivise con le aziende, il CEO di WhatsApp conferma che l’aggiornamento dell’informativa non riguarda in alcun modo la privacy dei messaggi scambiati con amici e familiari e che le  modifiche riguardano lo scambio di messaggi con le aziende, un servizio  facoltativo, e che riguarda maggiore trasparenza sulle modalità di raccolta e utilizzo dei dati.

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