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WWDC 09: alla scoperta del Player di QuickTime X

QuickTime X rappresenta un bel salto in avanti per il “motore” audio e video del sistema operativo di Apple. Basato sulle principali tecnologie di Snow Leopard, fra cui Cocoa, Grand Central Dispatch e ColorSync, QuickTime X si avvantaggia in pieno dell’elaborazione a 64-bit dei processori per offrire il massimo della fluidità  nella riproduzione di contenuti audio e video. La nuova versione, promette Apple, è ottimizzata ed è in grado di gestire tutti i principali codec Internet e multimediali.

Le novità  subito apprezzabili sono comunque quelle che stanno più in superficie, ovvero quelle introdotte nella nuova versione del Player di QuickTime X che, non a caso, ha subito raccolto i consensi del pubblico del Keynote. Le caratteristiche principali della nuova architettura sono state presentate da Bertrand Serlet, Senior Vice President Software Engineering di Apple, mentre la demo delle nuove funzioni del Player è stata affidata a Craigh Federighi, VP Mac OS Engineering. La nuova interfaccia è pulita e funzionale e le funzioni di editing aggiungo quel qualcosa in più a quello che, almeno in versione standard, era un semplice player video.

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Bertrand Serlet ha introdotto le caratteristiche principali dell’architettura di QuickTime X (si legge “ten”, “dieci”… esattamente come Mac OS X). Del nuovo QuickTime salta subito all’occhio l’icona che pur mantenendo un legame con il passato sposa in pieno lo stile grafico di Snow Leopard (molto simile anche all’attuale Leopard per la verità ).

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Senza entrare troppo in profondità , Serlet ha evidenziato le principali novità  dell’architettura che è stata completamente rinnovata dalle fondamenta. QuickTime X è “superefficiente” (testuali parole) a livello di prestazioni, sfrutta ColorSync per la gestione dei colori, e utilizza una nuova tecnologia per il live streaming basato su HTTP, il medesimo protocollo che è alla base del web. Questo consente a QuickTime X di effettuare lo streaming di audio e video usando qualsiasi server web invece di un server di streaming dedicato, e funziona senza problemi con le più comuni impostazioni di firewall e router wireless. Il live streaming su HTTP è stato progettato pensando ai dispositivi mobili ed è in grado di regolare in modo dinamico la qualità  della riproduzione dei filmati in base alla velocità  delle reti via cavo e wireless.

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Per una dimostrazione pratica dell’interfaccia e delle nuove funzionalità  di editing di QuickTime Player la parola è quindi passata a Craigh Federighi. I classici comandi di riproduzione in basso nella finestra video sono completamente spariti: i pulsanti di trascinamento e la barra di progressione sono tutti in una palette semitrasparente che si sovrappone alla finestra video. Da un punto di vista estetico non si tratta di una novità  assoluta: è quella che compare quando si attiva la modalità  a tutto schermo già  in QuickTime 7. Questa però diventa ora lo standard per tutte le finestre del nuovo Player.

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Senza la voluminosa barra dei pulsanti in basso e senza alcun tipo di cornice, la superficie della finestra è tutta dedicata alle immagini video; anche la barra in alto diventa meno invasiva tingendosi di nero. La nuova palette dei comandi e anche la barra in alto svaniscono appena si trascina il mouse fuori dall’area della finestra video, per diventare poi nuovamente visibili appena il cursore ritorna sul video. La nuova interfaccia fa dell’essenzialità  la sua bandiera e le prime impressioni non possono che essere positive… non solo le nostre, prima di tutto quelle del pubblico in sala che infatti ha subito dimostrato di gradire.

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Novità  delle novità , ecco il menu per accedere alle nuove funzioni di editing integrate direttamente nella finestra del Player. Le parole d’ordine sono “trim” e “share”, ovvero tagliare spezzoni di un filmato e condividerli online oppure caricarli nella libreria di iTunes. Per accedere alla prima delle due operazioni è sufficiente aprire la timeline visuale direttamente dal menu a destra nella palette dei comandi: è l’ultimo in basso.

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La timeline richiama esplicitamente quella delle ultime versioni di iMovie e anche l’approccio è molto simile a quello offerto dal programma di editing video “per tutti” di Apple. Per delimitare la porzione video desiderata basta trascinare i cursori gialli che si trovano agli estremi della timeline.

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Sempre dalla palette dei comandi di riproduzione è infine possibile accedere alle funzioni di esportazione, o condivisione come dice Apple, della clip selezionata. Il video può essere pubblicato direttamente su YouTube, su MobileMe oppure inserito direttamente nella libreria di iTunes già  pronto per essere caricato su iPod e iPhone, oppure per essere visualizzato via Apple TV o semplicemente dal computer.

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La finestra delle impostazioni di esportazione è a prova di analfabeta del video digitale. Le tre differenti opzioni di esportazione sono infatti chiaramente evidenziate dalle immagini dei dispositivi a cui è destinata la clip video: iPod/iPhone, Apple TV e iMac, ovvero un normale computer.

[A cura di Francesco D’Ambrosio]

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