A marzo il processo per la VGS

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Un tribunale californiano giudicherà a marzo sulle accuse rivolte da Sony a Connectix per la produzione della Virtual Game Station. Ma per allora la PSX sarà stata sostituita dalla PSX 2.

E’ stata fissata la data del primo processo Sony contro Connectix. Il confronto in tribunale si terrà  il prossimo marzo di fronte alla corte distrettuale di San Francisco. Quando il dibattimento si aprirà  si tratterà  di decidere se con la sua Virtual Game Station Connectix ha violato segreti industriali di proprietà  di Sony e se ha sfidato illegalmente sul mercato il gigante dell’elettronica. I due capi d’accusa sono quanto resta di nove che originariamente vennero presentati dagli avvocati di Sony. Sette di questi furono dismessi perchè ritenuti non accettabili, una decisione che venne interpretata da qualcuno come una prima vittoria di Connectix.

Un secondo processo, che dovrebbe essere istituito sulla scorta di un secondo capo d’accusa, potrebbe partire dopo il primo. Sony ha infatti accusato Connectix di avere utilizzato nel corso del suo processo di reverse engineering proprietà  intellettuali di Sony stessa.

Questo secondo confronto legale, secondo alcuni esperti del settore, sarebbe una sorta di paracadute nel caso il primo processo dovesse vedere uscire Connectix vincitrice. Se invece Sony dovesse convincere già  da marzo il giudice che effettivamente Connectix ha compiuto atti illegali con il rilascio di VGS allora molto probabilmente i suoi avvocati ritirerebbero gli incartamenti.

In realtà  sembra di poter dire che con il rinvio alla prossima primavera del primo processo il vero nemico di Sony potrebbe essere il tempo. Per quella data la PSX non sarà  più in vendita, sostituita dalla PSX 2. Anche se è evidente che la causa verte su questioni di principio (Sony vuole evidentemente creare un precedente per evitare che altri produttori seguano in futuro i passi di Connectix) è difficile che il giudice non tenga in considerazione questo aspetto oltre la legge americana che consente di attuare iniziative come quelle messe in campo dalla società  californiana per la realizzazione di emulatori e cloni, a patto che non vengano violati i segreti industriali dei legittimi titolari. Tornando indietro negli anni, d’altra parte, Compaq produsse il primo clone PC attuando un processo di reverse engineering sulle ROM dei computers IBM…