Questo sito contiene link di affiliazione per cui può essere compensato

Home » Hi-Tech » Finanza e Mercato » Tim Cook schiva le risposte sui rapporti con Trump

Tim Cook schiva le risposte sui rapporti con Trump

I miei rapporti con Trump? Non mi occupo di politica. Così il CEO di Apple, Tim Cook, schiva le domande che cercavano di indagare quali legami sussistano tra il governo americano, e in particolare il suo presidente, e la governance dell’azienda di Cupertino.

La risposta di Cook, giunta nel contesto di una intervista del programma “Good Morning America”, è in parte diretta a quanti nei mesi scorsi hanno evidenziato contraddizioni tra il passato e il presente della linea dell’azienda e la condotta politica e l’ispirazione ideologica di Trump.

Le critiche a Cook

Nei mesi scorsi Cook era stato criticato per la presenza alla proiezione del controverso documentario su Melania Trump (finanziato da Amazon) e all’inauguration day di Trump. Cook non solo era presente all’insediamento insieme ad altri nomi del mondo IT, tra cui Jeff Bezos di Amazon, Mark Zuckerberg di Meta e Elon Musk, ma aveva anche donato personalmente fondi per la giornata.

Particolarmente contestata (e ridicolizzata) è stata anche la presentazione di un dono a Trump durante un incontro alla Casa Bianca per celebrare l’annuncio dell’Apple American Manufacturing Program. Secondo alcuni rappresentanti del Partito Democratico, questa benevolenza nei confronti di Trump da parte di un’azienda tradizionalmente considerata liberale e progressista rappresenta una contraddizione.

“Non ho interessi politici. Non mi schiero né con i Democratici né con i Repubblicani. Non faccio politica”, ha risposto Cook, spiegando di essere “concentrato su questioni che influenzano l’attività di Apple, piuttosto che sulle appartenenze politiche”. Ha aggiunto che la possibilità di incontrare o comunicare direttamente con i leader governativi aiuta l’azienda ad affrontare questioni chiave come la produzione e il commercio.

Tim Cook nega le voci di un suo pensionamento imminente - macitynet.it
Tim Cook. Immagine da filmato di Good Morning America

Pragmatismo politico come necessità strategica

Cook ha sottolineato i crescenti investimenti di Apple negli USA, incluso il piano da 600 miliardi di dollari per i prossimi quattro anni per espandere la produzione nazionale. Ha spiegato, ad esempio, che componenti come il vetro di iPhone saranno prodotti nel Kentucky, spostando parte della produzione in loco.

“Quello che faccio è rapportarmi sulle normative, non sulla politica”, ha riferito ancora Cook. L’approccio del CEO ha permesso a Apple di ottenere parziali esenzioni sui dazi, anche se dai dati emersi di recente si evince che le tariffe hanno comportato un costo aggiuntivo per l’azienda di 1,1 miliardi di dollari solo nell’ultimo trimestre, in gran parte legati all’IEEPA (International Emergency Economic Powers Act) contro la Cina.

La produzione nazionale e le incognite legali sui dazi

Per quanto riguarda i rimborsi dei dazi USA dopo una recente sentenza che ha stabilito che il presidente non può imporre tariffe doganali, Cook ha riferito che l’azienda sta “monitorando la situazione” e che verranno prese decisioni tenendo conto di “quanto stabiliranno i tribunali”.

A inizio febbraio Cook si è anche espresso contro le politiche di immigrazione di Trump dichiarando: “Ogni persona merita di essere trattata con dignità e rispetto, indipendentemente da dove provenga”.

Offerte Apple e Tecnologia

Le offerte dell'ultimo minuto le trovi nel nostro canale Telegram

Offerte Speciali

Offerte Amazon Martedi

Offerte Amazon 22 settembre: Apple, PreSonus, DJI, Reolink, Samsung, Belkin, LG, Logitech, Lego, Fender

Le migliori offerte Amazon del 22 settembre 2026: dispositivi tech e accessori per la vita di tutti i giorni, selezionati da Macitynet.

Ultimi articoli