Questo sito contiene link di affiliazione per cui può essere compensato

Home » Hi-Tech » Internet » Dalla cameretta allo smartphone: gli italiani usano ancora le password dell’infanzia

Dalla cameretta allo smartphone: gli italiani usano ancora le password dell’infanzia

Un studio condotto da NordPass rivela che molte persone continuano a utilizzare password create anni, se non addirittura decenni, fa. In alcuni casi, le stesse credenziali scelte durante l’infanzia vengono ancora utilizzate anche in età adulta per proteggere account personali, finanziari e professionali.

Punti chiave

Proteggere la pensione con “reperti” digitali. Conti bancari, fondi pensione e altri beni di valore sono spesso ancora difesi da password create anni, se non decenni, fa. Non sorprende, quindi, che il 6% degli utenti adulti a livello globale dichiari di non aver mai cambiato le proprie credenziali più vecchie.

Il paradosso dei nativi digitali. Nonostante la loro dimestichezza con la tecnologia, la Generazione Z (persone di età compresa tra i 18 e i 24 anni) è la generazione meno propensa ad aggiornare le credenziali, mentre i Baby Boomer (55-64 anni), attenti alla sicurezza, sono i più attivi quando si tratta di gestire le password.

Un divario globale nelle buone pratiche di sicurezza. Gli italiani sono i più proattivi, con il 65% degli intervistati che ha aggiornato le proprie password nell’ultimo anno, mentre gli americani sono i più “smemorati” al mondo: il 14% non riesce nemmeno a ricordare l’ultima volta che ha cambiato la propria password più vecchia.

La ricerca, condotta in otto paesi (Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Francia, Germania, Italia e Spagna), ha rilevato che poco più della metà (54%) degli intervistati ha aggiornato la propria password più vecchia nell’ultimo anno. Se circa il 15% degli utenti ha aggiornato le proprie password negli ultimi tre anni e l’8% lo ha fatto tra tre e cinque anni fa, una quota significativa continua invece a utilizzare credenziali molto datate. Il 4% dichiara infatti di usare ancora password create tra cinque e dieci anni fa, mentre il 3% si affida a credenziali risalenti a oltre un decennio fa. Ancora più preoccupante è il fatto che, a livello globale, circa il 6% degli intervistati ammetta di non aver mai cambiato la propria password più vecchia.

È paradossale: cambiamo smartphone, città e abitudini, ma continuiamo ad affidare la sicurezza dei nostri account più importanti a password create 10 o 15 anni fa. Per molti, il nome di un vecchio animale domestico o una credenziale come “Summer2010” è ancora la chiave d’accesso alla posta elettronica e persino ai fondi pensione”, dice Karolis Arbaciauskas, Head of Product dell’azienda di cybersecurity NordPass

Le vecchie password raramente invecchiano bene

Nello studio, l’Italia si distingue come il Paese con la percentuale più alta di password modificate di recente (65%) e il numero più basso di password che non sono state modificate da oltre un decennio (1%) o mai (4%). La Germania si colloca all’estremo opposto, con il tasso di modifiche recenti più basso (47%) e una delle percentuali più elevate di intervistati che continuano a utilizzare credenziali obsolete. Almeno il 3% dei tedeschi utilizza ancora password vecchie di oltre un decennio, mentre il 6% non ha mai aggiornato la propria password più vecchia.

Gli Stati Uniti hanno registrato il primato in un altro indicatore, diverso ma altrettanto preoccupante: il 14% degli intervistati ha dichiarato di non ricordare l’ultima volta in cui ha cambiato la propria password più vecchia, la percentuale più alta tra tutti i paesi oggetto dell’indagine. Nella maggior parte degli altri paesi, tale dato si aggirava intorno all’11%.

“Sono convinto che la maggior parte degli utenti di internet sappia di dover cambiare immediatamente una password se viene compromessa. Per questo, quando qualcuno afferma di utilizzare la stessa password da anni, ci sono solo due possibilità: o quella credenziale non è mai finita in una violazione dei dati, oppure l’utente non sa che è stata compromessa. Mi dispiace dirlo, ma la seconda ipotesi è di gran lunga la più probabile. Senza strumenti che avvisino quando le proprie credenziali compaiono in una fuga di dati, molte persone continuano a usare password che invecchiano silenziosamente, mentre il rischio di compromissione aumenta” afferma Arbaciauskas.

Dalla cameretta allo smartphone: gli italiani usano ancora le password dell'infanzia - macitynet.it

Nativi digitali, ma “spericolati” online

L’analisi demografica per fascia d’età ribalta uno dei luoghi comuni più diffusi sui cosiddetti “nativi digitali”. Sebbene la Generazione Z sia spesso considerata la più preparata nell’uso delle tecnologie e, di riflesso, anche più attenta alla sicurezza informatica, i dati raccontano un’altra storia. Gli intervistati tra i 18 e i 24 anni sono infatti quelli che meno di frequente hanno cambiato la propria password più datata nell’ultimo anno e, allo stesso tempo, quelli che più spesso ammettono di non averla mai modificata.

Infatti, la frequenza con cui gli utenti cambiano la password aumenta con l’età, raggiungendo il picco nella fascia d’età compresa tra i 55 e i 64 anni. Gli utenti più anziani, in particolare i baby boomer, sembrano più attenti alla sicurezza nelle loro abitudini di gestione: aggiornano le password con maggiore frequenza, ma tendono maggiormente ad affidarsi alla memoria o ad annotarle. In altre parole, si impegnano ma senza seguire nessuna best practice.

“Questo studio integra la nostra ricerca annuale Le 200 password più comuni, dalla quale è emerso che la Generazione Z tende a scegliere password semplici, spesso costituite da sequenze numeriche di base o da trend del web”, dice Arbaciauskas. “L’ampio ricorso al salvataggio delle password nel browser, insieme alla più alta percentuale di utenti che dichiarano di non aver mai modificato le proprie credenziali, suggerisce che la Generazione Z abbia familiarità con la tecnologia, ma tenda a trascurare le più elementari buone pratiche di sicurezza informatica.”

Secondo Arbaciauskas, la combinazione di password deboli e pratiche di archiviazione non adeguate crea un bersaglio particolarmente vulnerabile per i criminali informatici. I gestori password possono contribuire a colmare queste lacune di sicurezza, offrendo strumenti di monitoraggio e avvisi in tempo reale ogni volta che le credenziali vengono coinvolte in una violazione.

Per tutte le notizie sulla sicurezza informatica rimandiamo alla sezione dedicata di macitynet.

Offerte Apple e Tecnologia

Le offerte dell'ultimo minuto le trovi nel nostro canale Telegram

Offerte Speciali

Offerte Amazon Martedi

Offerte Amazon 15 settembre: Apple, Logitech, Samsung, Bose, Netgear, Obsbot, Reolink, Nike, Dainese – aggiornato

Le migliori offerte Amazon del 15 settembre 2026: dispositivi tech e accessori per la vita di tutti i giorni, selezionati da Macitynet.

Ultimi articoli