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L’antitrust USA interroga gli sviluppatori sulle relazioni con Apple

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha sentito alcuni sviluppatori di app nell’ambito di indagini antitrust USA su Apple, uno dei colossi IT, insieme a Facebook, Amazon e Google, indagata per presunti comportamenti anticoncorrenziali. Reuters riferisce che Suren Ramasubbu, sviluppatore capo di Mobicip, è stato sentito a novembre per conoscere dettagli sui rapporti con Apple. L’app in questione vanta circa un milione di utenti nel mondo ed è pensata per permettere ai genitori di controllare cosa fanno i bambini con i loro iPhone.

Ramasubbu ha spiegato che lo scorso anno Cupertino aveva rimosso l’app dall’App Store per un caso di inosservanza dei requisiti imposti da Apple per la presenza sullo store online. Una fonte a conoscenza dell’indagine del Dipartimento di Giustizia riferisce che vari sviluppatori sono stati sentiti, indicazione che lascia immaginare accertamenti da quando l’indagine è partita a giugno.

Donald Trump aveva criticato le aziende della Silicon Valley perché soffocherebbero le voci dei conservatori online ma senza addurre prove. A dicembre dello scorso anno il segretario alla Giustizia, William Barr, aveva auspicato indagini antitrust USA su Apple, Facebook, Google e Amazon per verificare «In che modo hanno raggiunto l’attuale potere di mercato e se utilizzano pratiche che hanno ridotto la concorrenza, soffocato l’innovazione o danneggiato in altro modo i consumatori».

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“Tempo di utilizzo” è una funzine di serie su iOS 12 e seguenti che consente di accedere a report in tempo reale per capire quanto tempo si trascorre su iPhone, iPad o iPod touch e impostare dei limiti sui contenuti che si desiderano gestire.

Apple non aveva all’epoca rilasciato commenti su quanto afferamto da Barr, limitandosi a dichiarare che App Store è progettato per ospitare app «Con un alto standard per la privacy, per la sicurezza e i contenuti», spiegando che dal 2016 erano state rimosse 1,4 milioni di app da App Store perché non aggiornate o non compatibili con le versioni più recenti dei sistemi operativi.

La possibilità per Apple di rimuovere app a suo piacimento è uno dei motivi di contesa da parte di alcuni sviluppatori. Lo scorso anno una causa puntava il dito contro Cupertino per abusi nel mercato delle app. A giugno 2018 è arrivata la funzione di controllo parentale Screen Time (Tempo di utilizzo) di Apple.

All’inizio del 2019 Ramasubbu aveva riferito a Reuters che la sua azienda era stata contattata da Apple avvisando che l’app Mobicip violava regole relative ad elementi tecnici che in precedenza erano ammissibili. L’app è stata rimossa dall’App Store per circa sei mesi, ritornata dopo aggiornamenti per renderla conforme alle nuove regole di Apple, ma secondo Ramasubbu, la disponibilità di funzioni di serie nel telefono (che rendono superfluo l’uso di app di terze parti) ha portato al dimezzamento del business della sua azienda.

Apple e i colossi hi-tech rischiano indagini della Giustizia USASei sviluppatori di app per il controllo parentale hanno riferito a Reuters di “confortevoli” relazioni con Apple fino a metà 2018; successivamente, con l’arrivo di funzioni di serie nel sistema operativo che consentivano di svolgere attività di controllo simili a quelle permesse da app di terze parti, i rapporti sarebbero cambiati. Apple ha riferito di preoccupazioni per l’accesso da parte delle app di controllo parentale a dati sensibili, rifiutando di approvare app che non offrono sufficienti garanzie e dimostrano l’impegno a non condividere dati sui bambini, mettendo a rischio la privacy e la sicurezza degli utenti.

È vero che Apple è l’unica a decidere se un’app ha diritto o meno di stare sull’App Store ma spiega anche che, al contrario di quanto vogliono far credere alcuni, il problema non è la concorrenza ma la sicurezza e che App Store è stato creato per fornire un marketplace sicuro e dinamico dove sviluppatori e imprenditori possono presentare le proprie idee a utenti di tutto il mondo, e dove gli utenti possono avere la certezza di trovare solo app conformi agli standard di Apple in materia di sicurezza e responsabilità.

Le indagini antitrust in USA su Apple non sono le uniche: in Europa l’attenzione è rivolta non solo al mondo delle app e di App Store ma anche su Apple Pay. Indagini sono in corso anche in Corea del Sud e Giappone. Tutti gli articoli di macitynet che parlano di finanza e mercato sono disponibili ai rispettivi link. Tutti gli articoli che parlano di Apple sono disponibili da questa pagina.

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