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Bob Mansfield via dal gruppo dirigenziale Apple

Bob Mansfield non è più parte del team esecutivo di Apple. Il nome dell’ingegnere che ha coordinato tutti i più importanti progetti hardware degli ultimi anni, come notato da MacRumors, è sparito nel pomeriggio di ieri, ora italiana, dalla sezione dedicata alla leadership di Cupertino. Apple, secondo quanto riferisce AllThingsD, conferma che la cancellazione della biografia e del curriculum, hanno a che fare con l’uscita di Mansfield dal gruppo che opera in funzione dirigenziale anche se «Bob resterà in Apple per lavorare su progetti speciali, riportando direttamente a Tim Cook».

Quanto accaduto arriva al culmine di una vicenda, quella del rapporto tra Mansfield ed Apple, che ha avuto almeno un paio di “inversioni ad U”.

Bob Mansfield a metà 2012 aveva annunciato il suo pensionamento, passo che si prevedeva potesse provocare qualche problema nella struttura di comando della Mela. Era stata affidata a lui fin dal 2010 tutta la parte di gestione dei progetti delle piattaforme hardware dei dispositivi, un ruolo che inizialmente doveva essere nelle mani di Mark Papermaster uscito improvvisamente da Apple per contrasti con Steve Jobs. Mansfield, invece, se ne sarebbe andato secondo alcune voci per contrasti con Scott Forstall, l’allora capo di iOS che tra in tanti pregi che aveva certo non contava su quello della capacità di fare squadra e sull’accondiscendenza nei confronti dei colleghi.

Successivamente in autunno Cook era però riuscito, a suon di milioni (due al mese) a convincerlo a restare, quando ai piani alti di One Infinite Loop si è dato luogo ad una importante riunione organizzativa nel contesto della quale, non a caso, venne estromesso proprio Forstall. Secondo la maggior parte degli osservatori Mansfield, con il ruolo di Vice Presidente Esecutivo, avrebbe lavorato su non precisate «nuove tecnologie»; tra i progetti che doveva curare, secondo le indiscrezioni, il nuovo iWatch, la televisione Apple e soprattutto la migrazione dell’intera piattaforma Apple a processori ARM. Il suo incarico doveva durare un paio di anni, quindi arrivare a fine 2014

La partenza di Bob Mansfield ad una decina di mesi dal suo ritorno è, quindi, piuttosto curiosa e suscita interrogativi anche sull’organizzazione di Apple e sul futuro di quanto cova nei suoi laboratori.

Un’improvvisa e rapida uscita, non annunciata in precedenza, dalla lista del team dirigenziale  lascia sempre pensare a qualche contrasto interno e il fatto che Bob Manfield resti a lavorare, secondo Apple, su progetti speciali coordinandosi con Cook significa poco. I dirigenti di massimo livello di aziende come Apple non escono mai di scena sciogliendo istantaneamente i legami con i vertici, questo perché sono a conoscenza di tabelle di marcia su prodotti non ancora rilasciati e segreti industriali che si preferisce non vengano portati altrove. Per questo continuano ad essere pagati nell’attesa che quanto sanno, invecchi e questo potrebbe essere il caso di Mansfield.

Resta anche da capire a chi saranno affidati i ruoli che Bob Mansfield aveva assunto con la revisione della struttura dirigenziale; l’impressione, al di là delle voci, è che all’ingegnere texano fosse stato affidati importanti progetti destinati ad arrivare a maturazione nei primi mesi del prossimo anno e ora resta da vedere se sono questi i progetti speciali che è destinato a seguire o se invece non sarà compito di qualcun altro portarli avanti con qualche prevedibile ritardo.

bob mansfield

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