FBI ammette: «Con la backdoor su iPhone avremmo un precedente»

Il direttore dell’FBI ammette di creare un precedente con la richiesta fatta ad Apple sul caso di San Bernardino: «L’esito del contenzioso sarà istruttivo per gli altri tribunali»

Installare una backdoor su iPhone creerebbe un precedente. Lo ha ammesso il direttore dell’FBI James Comey sotto giuramento, chiamato da una commissione del Congresso per testimoniare sul caso di San Bernardino.

Viene così indebolita la precedente dichiarazione delle forze dell’ordine sulla propria volontà di volere da Apple un software in grado di aggirare le protezioni dell’iPhone dell’attentatore per usarlo «una sola volta e su un solo telefono».

FBI dietrofront

Se infatti l’FBI sta cercando una soluzione per poter mettere le mani sui dati dell’iPhone 5c di Farook, in realtà – ammette – gli altri dipartimenti di polizia ed i procuratori distrettuali di tutto il paese sono alla ricerca di un simile sistema per accedere ai dati ed alle conversazioni criptate di oltre 175 iPhone, ancora in attesa di poter essere sbloccati per risolvere gli altri casi ai quali sono collegati.

Secondo Comey – si legge su The Guardian – l’esito finale del contenzioso sarà «istruttivo per gli altri tribunali». L’avvocato di Apple, che ha presentato proprio oggi una mozione per astenersi dal presentarsi in aula e respingere la richiesta dell’FBI, sarà chiamato a testimoniare davanti la stessa commissione la prossima settimana.

FBI dietrofront

  • Macuser

    Mai il proverbio “tutti i nodi vengono al pettine” si dimostrò più veritiero.

    Per fortuna in USA difficilmente le autorità hanno l’ardire di mentire sotto giuramento in sede giuridica o parlamentare.

    • maurizio

      Proprio come in Italia!

    • Robertino68

      Mi sono espresso in qualche articolo precedente proprio con questo proverbio.

  • maurizio

    Queste teste di legno non sanno fare le indagini e vorrebbero sopperire alle loro mancanze mettendo tutti noi in una situazione di assoluta assenza del diritto umano alla privacy.Ma che vadano a quel paese. Vedo che c’è un motivo se tutti i film americani descrivono i federali come un branco di coglioni.

  • maurizio

    Esclusi Mulder e Scully, ovviamente. Non a caso sempre alle prese con l’ottusa imbecillità dei loro capi.

  • Oggi il candidato alla presidenza USA, Marco Rubio ha detto:

    “Apple doesn’t want to do it [hack the phone] because they think it hurts their brand,” Rubio insisted. “Well, let me tell you their brand is not superior to the United State of America.”

    Comincio a preoccuparmi.

    • Xanderoby

      Non si preoccupi. Gli yankee han bisogno di Apple molto più di quanto Apple abbia bisogno d’essere yankee.

      • bravodillo

        Io non “grede” 🙂

  • antonio

    ci potrebbe stare la contromossa….

    facendo cosi in tribunale invece di essere l’FBI la cattiva ( vedi governo spione ) lasceranno che saranno gli attentati e criminalità a spingere le persone e l’opinione pubblica o ad obbligare apple ( vedi class-action ) a sbloccare o abbandonare i prodotti Apple …

    i complotti in USA non mancano…

    • Macuser

      Sembra che tu abbia una predilezione per i complotti. In altri commenti addirittura citi la “teoria dei complotto” e dal contesto dei tuoi commenti sembra pure che tu lo auspichi questo complotto anti Apple … la sola idea che l’FBI lasci “che saranno gli attentati e criminalità a spingere le persone” è talmente … ma … non ho parole …

  • Domenico_Panacea

    Screw you, FBI!

  • bravodillo

    Una backdoor sarebbe esagerata. Ma chiedere ed ottenere un iPhone sbloccato da Apple, su mandato, sarebbe giusto e legittimo. Cara Apple, cara Banca, sto investigando su questo criminale, apri la porta, o dammi il suo estratto conto. Mi sembra persino ovvio.

    • Imatio

      …con un mandato del giudice già oggi Apple mette a disposizione delle autorità inquirenti i dati.
      Ricordo un caso di un iPhone bloccato in Italia e della relativa trafila fatta dalle autorità italiane per avere accesso al telefono.
      L’articolo era su questo sito…