iPhone con Touch ID, ora il codice di accesso viene richiesto più spesso

iPhone e iPad con Touch ID richiedono più spesso l'inserimento manuale del codice d'accesso: è il risultato di un cambiamento nella sicurezza di iOS, e probabilmente mira a rendere le cose difficili all'FBI

codice di accesso

Se iPhone con Touch ID rispetto al passato richiede più spesso l’inserimento manuale del codice di accesso c’è un motivo ben preciso ed è riportato nella guida alla Sicurezza di iOS. Il cambiamento è riportato nella versione inglese della guida di iOS, aggiornata a maggio 2016 e non in quella italiana, il cui ultimo aggiornamento risale invece a settembre 2015, anche se tuttavia è attivo anche nel nostro paese.

Fino a qualche settimana fa il sistema infatti richiedeva, negli iPhone e iPad con Touch ID, l’inserimento del codice d’accesso qualora si fossero presentate una delle cinque condizioni conosciute, ovvero nel caso in cui il dispositivo è stato appena acceso o riavviato, non è stato sbloccato per più di 48 ore, ha ricevuto un comando di blocco da remoto, se si utilizza un’impronta digitale sconosciuta per cinque volte o nel caso in cui si configurano o si registrano nuove impronte con Touch ID.

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Ora è stata aggiunta una sesta condizione in cui iOS richiederà l’inserimento del codice di sblocco e che si verifica nel caso in cui il codice non è stato utilizzato negli ultimi 6 giorni e Touch ID non ha sbloccato il dispositivo nelle ultime 8 ore: ciò significa che almeno una volta a settimana, al risveglio, sarà necessario inserire il codice manualmente.

Il motivo che avrebbe spinto Apple ad aggiungere questa ulteriore condizione nel sistema di sicurezza di iOS è ipotizzato da MacWorld, il quale sostiene che tutto potrebbe essere ricollegato al recente caso della donna costretta da un giudice a sbloccare il proprio iPhone con l’impronta digitale.

In quell’occasione, di cui abbiamo parlato in questo articolo, l’FBI si appellò a due leggi, combinandole in modo tale che se il codice di sblocco, appellandosi al quinto emendamento, può anche restare segreto, l’impronta digitale può invece essere richiesta e, nel caso specifico, utilizzata per accedere ai dati contenuti nel dispositivo.

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